Max93SH ha scritto:In questa valle di lacrime, chi è in grado di sintetizzare un plausibile scenario che si apre con il fallimento?
Mi chiedo, anzi, vi chiedo: con il fallimento, la quota azionaria in mano a GM viene liquidata? E che accade alle licenze tecnologiche? Restano comunque a GM?
Lo chiedo perchè se così è, chiunque tenti un rilancio di Saab, si troverà ad aver a che fare con GM, che abbia gli occhi a mandorla o che sia biondo vichingo, troverà il "NO" di GM a sbarrargli la strada.
Ditemi che mi sto sbagliando.
Con il fallimento, si annulla il capitale sociale e si fanno emergere tutte le perdite fino a quel momento solo "potenziali" o non completamente espresse. La società fallita non ha più un proprietario e le azioni non hanno più valore alcuno, i precedenti azionisti/amministratori/sindaci/revisori non hanno più alcun potere né responsabilità ma rimangono pienamente responsabili, nel limite della legge, per tutte le azioni precedenti la data del fallimento. Il fallimento risolve anche di diritto qualunque contratto, negozio, servitù in vigore alla data del fallimento, salvo il diritto del curatore di confermarli entro 60 gg dalla data del fallimento (in Italia). Il curatore, dal momento in cui assume l'incarico, ha la sola responsabilità di tutelare la massa creditoria, avvalendosi anche, in Italia, di un comitato dei creditori eletto scegliendo, di norma, tra i più rappresentativi e con almeno un rappresentante dei lavoratori.
Dunque, le licenze di fatto non esistono più, perché sono accordi che precedono il fallimento e decadono con lo stesso, a meno che non siano riconfermati dal curatore ma anche, è ovvio, dal licenziatario (GM, in questo caso). GM, come tutti gli altri azionisti, ha perso interamente la sua partecipazione in Saab (che valeva molto poco, comunque) e dovrà trascrivere la perdita nel suo bilancio consolidato; di contro, non è più obbligata, come lo era dagli accordi di cessione, a garantire una linea di credito per Saab. Se il curatore ravvisasse che, nei precedenti il fallimento, qualche creditore avesse abusato della sua posizione per obbligare Saab ad effettuare pagamenti preferenziali a scapito di altri creditori, il curatore potrebbe chiedere, con una azione revocatoria, la restituzione di tutte le somme pagate "indebitamente".
Nei primi mesi, il grosso del lavoro del curatore è quello di determinare l'elenco corretto di tutti i creditori e delle somme a loro dovute, dividendoli in "creditori chirografari" e cioè che non godono di nessun privilegio, e "creditori privilegiati"(professionisti, dipendenti, il Fisco), che hanno cioè diritto, in linea di principio, a vedersi rimborsati il 100% dei loro crediti (sempre che poi i soldi ci siano, ovviamente).
Poi, quando il curatore è riuscito ad accumulare un po' di denaro, detratti i suoi compensi e le spese vive di fallimento, che hanno precedenza su tutto, prepara un primo "riparto", cioè una prima erogazione di soldi ai creditori, cominciando dai privilegiati. Tutto il processo dura abitualmente anni, ci si innestano abitualmente cause civili di tutti i tipi, azioni di risarcimento, accordi extragiudiziali, azioni di rivalsa su soci o amministratori infedeli ecc ecc.
Insomma, la materia è molto complessa, si può andare avanti per decine di pagine, ma il succo è questo. Affascinante, no?