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Pillo, concordo con quello che dici, e non da oggi. Ho sempre ritenuto l'impresa di VM una avventura alla Don Xiquote, o, se preferite, una sfida tipo Davide contro Golia. Purtroppo i fatti degli ultimi mesi dimostrano che contro la legge dei numeri, nell'industria dell'auto, nulla possono nè i visionari alla Don Xiquote nè gli eroi solitari come re Davide. Nella fattispecie, voglio puntualizzare perchè, secondo me, i tentativi di salvataggio annunciati non sono convincenti e, anzi, sono oltremodo sospetti e tali da suscitare molti dubbi nelle istituzioni, negli investitori, nell'ambiente finanziario.
Primo: la cessione delle quote a VM
questa operazione, di per sè, non porta alcun beneficio a Saab; il denaro versato per l'acquisto delle quote va nelle tasche degli azionisti che le cedono, non nelle casse della società; scopo dell'operazione, secondo me, acquisire un maggior peso nel CdA e svincolarsi dalla tutela delle istituzioni.
Secondo: la vendita degli assets aziendali a VM
se la prima operazione è, sostanzialmente, neutra per Saab (almeno dal punto di vista patrimoniale), questa operazione è invece una porcheria bella e buona; per fare cassa, Saab dovrebbe cedere a VM non beni o attività non essenziali ma il cuore stesso del suo patrimonio, lo stabilimento di Trollhattan, che è oggi, ricordiamolo, l'unica sede produttiva della società!!! Oltre al danno patrimoniale (ricordiamo che, una volta venduto, lo stabilimento non potrà mai più essere offerto come garanzia ipotecaria per eventuali prestiti a medio-lungo termine, come abitualmente fanno molte aziende) ne consegue anche uno economico, perchè, dal giorno della cessione, Saab sarà costretta a pagare un affitto per utilizzare le SUE infrastrutture, cosa che oggi non fa', peggiorando così un conto economico già disastroso.
Terzo: i mancati finanziamenti di VA
se davvero Vladimiro fosse quel gran banchiere internazionale che si dice, perchè non ha ancora provveduto lui a creare delle linee di credito per Saab? Sono operazioni relativamente semplici, se i soldi ce li hai. Sto seguendo io una operazione (da spettatore, ma ho tutti i documenti in mano) da 150 milioni dove un investitore (un fondo estero) che crede in una certa operazione industriale, ha semplicemente fornito all'azienda che deve sviluppare il suo progetto industriale una fideiussione da 150 milioni, soggetta ad alcuni chiari e semplici vincoli, che la stessa ha utilizzato per farsi finanziare da un pool di banche locali; semplice, efficace e poco costoso; davvero VA non riesce a fare niente del genere? davvero l'unico modo è COMPRARE lo stabilimento di Trollhattan? perchè invece non eroga un bel mutuo a 15 anni garantito dallo stesso stabilimento?
Questi sono i gli aspetti principali che mi fanno assumere un atteggiamento molto scettico sulle reali intenzioni della coppia VM/VA; si può dire quello che si vuole, ma non hanno avuto finora un comportamento lineare e trasparente.
Oltre a tutto ciò, l'aspetto più grave è probabilmente quello relativo al piano industriale. Purtroppo, la crisi del 2008/2009 e la forte concentrazione che ha interessato il mercato automobilistico mondiale, ha fatto sì che le previsioni fatte al momento del rilancio di Saab si siano dimostrate totalmente errate e molto ottimistiche. Il punto è: nelle attuali condizioni, saranno mai raggiungibili gli obiettivi impostati nel 2009? Non ho risposta, ovviamente, ma cominciano a venirmi molti dubbi, così come credo i dubbi ce li abbiano un pò tutti ormai. Come minimo, l'obiettivo del raggiungimento del BEP dovrà essere spostato in là nel tempo di un paio d'anni almeno, il che comporterà un forte incremento delle necessità finanziarie dell'azienda e per un tempo più lungo. Insomma , sta diventando tutto molto, molto più difficile. Se Saab entrasse nell'orbita di un grande gruppo, sarebbe molto più semplice gestire questo processo.