...è da maggio che qui devi fare i conti con queste leggende che si sono generate: e peraltro tutte smentite.
Innanzitutto NESSUNO riesce a taroccare i valori rilevati dai vari sismografi... e tantomeno (e poi chi sarebbe "sto qualcuno"? il SISMI?? Il Grande Fratello? Il Governo? I "Matusa"?) a taroccare i siti web dove questi valori rilevati.
Incollo da altra fonte:
L’equivoco, sicuramente in malafede, si gioca intorno al numero “6″, ma si fa confusione tra magnitudo e gradi della scala Mercalli. La normativa italiana, infatti, parla chiaro ed ha una sua logica: allo Stato spetta l’onere della ricostruzione se il terremoto supera il sesto grado della Scala Mercalli, ossia quella che calcola i danni sul territorio, a prescindere dall’intensità del sisma.
I gradi della Scala Mercalli sono totalmente indipendenti dalla magnitudo, e non ha alcuna importanza l’intensità del sisma per stabilire se il risarcimento governativo debba essere del 100% piuttosto che del 70% o percentuali inferiori.
In Emilia, sia il 20 sia il 29 maggio i danni ci sono stati, tant’è che i due terremoti sono stati classificati al 7° e 8° grado della Scala Mercalli, quindi sopra la soglia dei 6 gradi ritenuta spartiacque per ottenere il risarcimento governativo.
Il perché della disinformazione, come già accennato, è presto detto: i terremoti dell’Emilia, come quello de L’Aquila del 6 aprile 2009, sono stati di magnitudo vicina al 6, determinando l’equivoco tra intensità e scala Mercalli. Un equivoco su cui si è giocato con eccessiva superficialità e sicura volontà di strumentalizzazione ad uso di fantomatiche tesi complottiste.
Il blog byoblu spiega che lo stesso “spauracchio” era stato ventilato già due anni fa in occasione del terremoto in Abruzzo, proprio perché anche in quel caso il valore della magnitudo, differenziata in “magnitudo locale” e “magnitudo momento”, ballava intorno al numero 6. Byoblu ha pubblicato un intervento di Antonio Piersanti, direttore della sezione di Tettonofisica e Sismologia dell’INGV, che riportiamo integralmente:
Allora, circolano diversi valori di magnitudo perché esistono diverse magnitudo. C’è la ML, la MS, la MW… Ciascuna di queste grandezze, in qualche modo, dà una denotazione del terremoto indicando cose diverse. E’ come dire che io esprimo la potenza di una macchina dando la potenza in cavalli vapore oppure dicendo qual è la sua coppia massima o dicendo qual è la velocità massima che raggiunge. E’ chiaro che queste tre cose sono correlate ma non sono esattamente la stessa cosa.
Per ragioni, diciamo, di aiuto alla popolazione e alla Protezione Civile, noi diamo un magnitudo del terremoto in pochissimi minuti dopo l’evento. Questo è di fondamentale importanza per capire che tipo di intervento fare nella zona colpita. C’è una sola magnitudo che si può calcolare in così poco tempo ed è laML. La ML è quella che per il terremoto di L’Aquila valeva 5.8. e non è che esistono diversi valori: tutto il mondo è d’accordo per dire che quel terremoto è un ML 5.8 .
Cosa vuol dire ML? Si chiama “Magnitudo locale” ed è la più veloce da calcolare. A questo punto, con le successive analisi che si possono fare nei giorni successivi al terremoto, si possono avere indicazioni più precise sull’energia che il sisma ha liberato. Diciamo che la ML è un indicazione dello scuotimento, per usare dei termini non troppo precisi ma comunque utili ad intendersi, che c’è stato sui sismometri.
La MW, che è la “Magnitudo momento“, invece dà un’indicazione più precisa di quanta energia quel terremoto ha liberato. Ora, la Magnitudo momento del terremoto de L’Aquila è stata 6.3. Non è che è stata alzata o abbassata rispetto alla ML che valeva 5.8: tutto il mondo, l’INGV e gli altri enti internazionali, sono d’accordo nel dire che quel terremoto ha avuto una Magnitudo Momento 6.3, anche se è normale che tra le varie magnitudo ci possano essere delle differenze che possono arrivare fino a 0.5.
Purtroppo intorno a questi dati si è innescata una polemica del tutto falsa, perché il caso ha voluto che quel terremoto girasse intorno al numero 6. Ma la magnitudo 6 non ha niente a che vedere con il 6° grado dell’intensità Mercalli. Sono due cose che non c’entrano nulla. Il 6° grado è un grado di risentimento che si basa sui danni che il terremoto ha fatto. Un 6° grado della scala Mercalli lo può fare anche un terremoto di magnitudo locale 4, se accade in un posto in cui le case sono costruite con la creta.
Allora cosa è successo? La legge italiana dice che i risarcimenti vanno ai Comuni che hanno avuto un’intensità media risentita superiore al 6° grado, cioè uguale al 6° grado o superiore. Ma l’intensità non ha nulla a che vedere con la magnitudo. Per valutare l’intensità, squadre di tecnici qualificati della Protezione Civile, che si avvalgono anche dell’apporto della consulenza di ricercatori nostri e dell’università, va in giro paese per paese e, a prescindere da quale sia stata la magnitudo del terremoto (5.5° o 6° non importa) dice: “questo paese ha avuto intensità 6, questo 7, questo 8 e questo 5″. Ma questo viene fatto appunto dall’analisi dei danni.
Qualcuno invece ha messo in giro la voce, completamente falsa, che la magnitudo sarebbe stata abbassata a 5.8 per non dare i risarcimenti. Ma non c’entra niente. Cioè, ripeto: i risarcimenti vengono dati in base alle valutazioni delle intensità che le squadre, che vanno a vedere direttamente i danni, hanno rilevato. Quindi sono due cose completamente indipendenti.
E poi... tutti gli improvvisati esperti geologi dicono che la scossa non era 6 ma 7... e non sanno che su questa scala, 7 non è un po' di 6, ma è almeno il doppio, perchè cresce con progressione geometrica.
E ancora... qui in tanti dicono che a provocare i terremoti in Emilia furono gli esperimenti di trivellazione del deposito di gas sotterraneo che volevano costruire... anche qui una mink##ta pazzesca...
L'altra sera a tavola ci ho litigato con i suoceri e un loro amico, che vivono in un paesino dove 4 cogl@@ni sparano boiate e poi tutti le prendono per legge
