L’informazione fornita dalla Rai è stata ritenuta, dal Tribunale di Torino, parziale, non veritiera, nonché denigratoria, ed ha apportato nei telespettatori, al contempo potenziali clienti, conteggiati in oltre 5 milioni, una percezione assolutamente fasulla. Il servizio giornalistico poneva a paragone le prestazioni di Alfa Romeo Mito, Mini Cooper e Citroen DS: l’autovettura Mito, prodotta dal gruppo Fiat, risultava tre secondi più lenta rispetto alle altre due autovetture, richiamando, peraltro, a supporto del test, il resoconto di una prova similare apparsa sulla rivista, specializzata in motori, “Quattroruote”. Siffatto test è stato ritenuto dal Tribunale inattendibile.
Per la difesa del gruppo torinese, che adisce la giustizia con ricorso ex art. 702 bis c.p.c. chiedendo ben 20 milioni di euro di risarcimento, il servizio giornalistico era stato incompleto poiché apparso anche all’interno di un contesto che poneva a confronto, ed in evidenza, il calo nelle vendite registrate dal Gruppo Fiat. Inoltre il servizio era circoscritto a valutare soltanto le prestazioni di velocità, delle tre autovetture, di una gara svoltasi su pista.
Il giudice, oltre agli accertamenti sui danni all’immagine del marchio e alle vendite, ha accertato ulteriormente “che un confronto di carattere strettamente tecnico, anche limitato ai soli parametri di sportività, avrebbe comunque portato al risultato che la vettura Alfa Romeo Mito restava in linea con le concorrenti vetture Mini Cooper e Citroen DS”.
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FONTE:
(Altalex, 9 marzo 2012. Nota di Laura Biarella)
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