PSA e prostata
Inviato: giovedì 24 maggio 2012, 0:34
Siccome è un argomento uscito altrove, riporto qui un breve pezzo da "Le basi patologiche delle malattie" Robbins e Cotran, bibbia di patologia generale ed anatomia patologica.
Prima o poi vi servirà, vi farete delle analisi; spero vi interessi; essendo un forum al 90% maschile... vi consiglio di leggere.
"Il tumore prostatico localizzato è asintomatico e normalmente viene diagnosticato in caso di riscontro di un nodulo sospetto alla esplorazione rettale o da un elevato valore di PSA. La maggior parte dei tumori prostatici ha un'origine periferica, lontano dall'uretra; perciò, i sintomi urinari si manifestano tardivamente. Pazienti con neoplasia clinicamente avanzata possono avere sintomi urinari, come disuria, pollachiuria, ematuria o difficoltà all'inizio e al termine della minzione. Oggi è raro valutare pazienti per dolori lombari da metastasi vertebrali. Il riscontro di metastasi osteoblastiche in una radiografia dello scheletro o mediante la scintigrafia ossea è virtualmente diagnostico di questa forma tumorale nell'uomo. Questi pazienti hanno normalmente una prognosi infausta.
Un'accurata esplorazione rettale può evidenziare alcuni tumori allo stadio precoce, grazie alla loro posizione posteriore, anche se la metodica ha sensibilità e specificità basse. Esistono reperti indicativi di neoplasia prostatica all'ecografia prostatica transrettale (EPTR) e alle altre metodiche di indagine, ma la scarsa sensibilità e la specificità ne limita l'uso. Tipicamente, è necessaria l'agobiopsia per confermare la diagnosi.
Il PSA è il test più importante utilizzato nella diagnosi e gestione del cancro alla prostata. Il PSA è uno dei prodotti dell'epitelio prostatico e viene normalmente secreto nel liquido seminale. E' una sieroproteasi che ha la funzione di liquefare i coaguli seminali che si formano con l'eiaculazione. Nel soggetto normale, solo un'esigua quantità di PSA circola nel sangue. Alti livelli di PSA si riscontrano in presenza di tumore sia localizzato che avanzato. Nella maggior parte dei laboratori come cut-off di normalità viene utilizzato il limite dei 4 ng/ml. Tuttavia, come sarà evidenziato più avanti, questo approccio semplicistico all'uso del PSA è pericoloso e ha condotto a numerosi ritardi nella corretta diagnosi del cancro alla prostata.
Il PSA è organo-specifico e non tumore-specifico. Sebbene siano presenti elevati valori di PSA in minor misura anche nell'IPB (ipertrofia prostatica benigna), esiste una considerevole sovrapposizione di valori. Altri fattori come l'iperplasia prostatica, la prostatite, l'infarto prostatico, la manipolazione strumentale della prostata e l'eiaculazione aumentano i livelli di PSA sierico. Inoltre, il 20-40% dei pazienti con patologia confinata all'organo ha un PSA con valori pari o minori a 4,0 mg/ml.
Anche se la maggior parte dei lettori non si dedicherà alla pratica dell'anatomia patologica, si dovrà tuttavia confrontare con i livelli di PSA, sia come medico di base, che come consulente di un familiare o di un amico, sia come, nel caso degli uomini, "diretto interessato". Il largo uso di questo test, visti la sua complessità e i rischi corrispondenti di alterata interpretazione, necessita di un'adeguata trattazione. Questo esame differisce dalla maggior parte degli altri esami di laboratorio che un medico può prescrivere, in quanto è un test di screening per una patologia neoplastica. Di conseguenza, i medici devono adottare un sistema che garantisca il "rientro" di questi esami dal laboratorio, la registrazione dei valori anomali e il monitoraggio dei pazienti con livelli elevati. Una cattiva pratica medica può frequentemente causare un ritardo diagnostico.
Sono stati messi a punto molti miglioramenti nella valutazione e nell'interpretazione dei livelli di PSA. Questi comprendono il rapporto tra il valore del PSA e il volume della ghiandola prostatica (densità del PSA), la curva di variazione del PSA nel tempo (velocità del PSA), l'uso di specifici valori di riferimento legati all'età, e il rapporto tra il PSA libero e il PSA legato nel sangue. Alti livelli di PSA si riscontrano in ghiandole prostatiche con un volume maggiore rispetto a quelle di dimensioni minori. La misurazione della densità del PSA annulla il contributo dell'IPB agli alti livelli di marcatore. Essa viene calcolata mediante la divisione del valore totale di PSA con il volume stimato della prostata (determinato normalmente mediante ecografia transrettale) per calcolare il PSA prodotto per grammo di prostata. Con il processo di invecchiamento, la prostata tende ad aumentare di dimensioni. Da ciò deriva il fatto che gli anziani abbiano valori indubbiamente più alti di PSA rispetto ai giovani.
Continua domani
ma non manca molto.
Prima o poi vi servirà, vi farete delle analisi; spero vi interessi; essendo un forum al 90% maschile... vi consiglio di leggere.
"Il tumore prostatico localizzato è asintomatico e normalmente viene diagnosticato in caso di riscontro di un nodulo sospetto alla esplorazione rettale o da un elevato valore di PSA. La maggior parte dei tumori prostatici ha un'origine periferica, lontano dall'uretra; perciò, i sintomi urinari si manifestano tardivamente. Pazienti con neoplasia clinicamente avanzata possono avere sintomi urinari, come disuria, pollachiuria, ematuria o difficoltà all'inizio e al termine della minzione. Oggi è raro valutare pazienti per dolori lombari da metastasi vertebrali. Il riscontro di metastasi osteoblastiche in una radiografia dello scheletro o mediante la scintigrafia ossea è virtualmente diagnostico di questa forma tumorale nell'uomo. Questi pazienti hanno normalmente una prognosi infausta.
Un'accurata esplorazione rettale può evidenziare alcuni tumori allo stadio precoce, grazie alla loro posizione posteriore, anche se la metodica ha sensibilità e specificità basse. Esistono reperti indicativi di neoplasia prostatica all'ecografia prostatica transrettale (EPTR) e alle altre metodiche di indagine, ma la scarsa sensibilità e la specificità ne limita l'uso. Tipicamente, è necessaria l'agobiopsia per confermare la diagnosi.
Il PSA è il test più importante utilizzato nella diagnosi e gestione del cancro alla prostata. Il PSA è uno dei prodotti dell'epitelio prostatico e viene normalmente secreto nel liquido seminale. E' una sieroproteasi che ha la funzione di liquefare i coaguli seminali che si formano con l'eiaculazione. Nel soggetto normale, solo un'esigua quantità di PSA circola nel sangue. Alti livelli di PSA si riscontrano in presenza di tumore sia localizzato che avanzato. Nella maggior parte dei laboratori come cut-off di normalità viene utilizzato il limite dei 4 ng/ml. Tuttavia, come sarà evidenziato più avanti, questo approccio semplicistico all'uso del PSA è pericoloso e ha condotto a numerosi ritardi nella corretta diagnosi del cancro alla prostata.
Il PSA è organo-specifico e non tumore-specifico. Sebbene siano presenti elevati valori di PSA in minor misura anche nell'IPB (ipertrofia prostatica benigna), esiste una considerevole sovrapposizione di valori. Altri fattori come l'iperplasia prostatica, la prostatite, l'infarto prostatico, la manipolazione strumentale della prostata e l'eiaculazione aumentano i livelli di PSA sierico. Inoltre, il 20-40% dei pazienti con patologia confinata all'organo ha un PSA con valori pari o minori a 4,0 mg/ml.
Anche se la maggior parte dei lettori non si dedicherà alla pratica dell'anatomia patologica, si dovrà tuttavia confrontare con i livelli di PSA, sia come medico di base, che come consulente di un familiare o di un amico, sia come, nel caso degli uomini, "diretto interessato". Il largo uso di questo test, visti la sua complessità e i rischi corrispondenti di alterata interpretazione, necessita di un'adeguata trattazione. Questo esame differisce dalla maggior parte degli altri esami di laboratorio che un medico può prescrivere, in quanto è un test di screening per una patologia neoplastica. Di conseguenza, i medici devono adottare un sistema che garantisca il "rientro" di questi esami dal laboratorio, la registrazione dei valori anomali e il monitoraggio dei pazienti con livelli elevati. Una cattiva pratica medica può frequentemente causare un ritardo diagnostico.
Sono stati messi a punto molti miglioramenti nella valutazione e nell'interpretazione dei livelli di PSA. Questi comprendono il rapporto tra il valore del PSA e il volume della ghiandola prostatica (densità del PSA), la curva di variazione del PSA nel tempo (velocità del PSA), l'uso di specifici valori di riferimento legati all'età, e il rapporto tra il PSA libero e il PSA legato nel sangue. Alti livelli di PSA si riscontrano in ghiandole prostatiche con un volume maggiore rispetto a quelle di dimensioni minori. La misurazione della densità del PSA annulla il contributo dell'IPB agli alti livelli di marcatore. Essa viene calcolata mediante la divisione del valore totale di PSA con il volume stimato della prostata (determinato normalmente mediante ecografia transrettale) per calcolare il PSA prodotto per grammo di prostata. Con il processo di invecchiamento, la prostata tende ad aumentare di dimensioni. Da ciò deriva il fatto che gli anziani abbiano valori indubbiamente più alti di PSA rispetto ai giovani.
Continua domani