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CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: giovedì 11 ottobre 2012, 20:38
da marcofinnista

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: giovedì 11 ottobre 2012, 20:51
da desertstorm
Si ho seguito la vicenda. Purtroppo non riesco a trovare le parole.
Resto veramente basito.

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 1:22
da GheSo
Visto durante la trasmissione "Chi l'ha visto".
Al momento non ero riuscito a capire bene la situazione perché non seguivo, poi attirato dagli urli della povera madre ho aumentato l'attenzione: non vi dico lo schifo che si era impossessato di me!!

E soprattutto, non voglio immaginare i traumi che ha patito e sta patendo quel povero bambino. Lo hanno descritto come bravo e impegnato: bene, rovinato per sempre.
Per colpa di chi? Perché son sicuro che i responsabili di tutto questo non pagheranno? Perché ci verrà posta una pietra sopra?
Non vi voglio raccontare l'antefatto che è peggio ancora

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 11:01
da avvosaab
E te ne stupisci?

I Tribunali dei Minori, in primo luogo sono istituzioni da abolire, perchè assurde sia nel modo di pensare che di agìre, quindi che il fatto sia stato commesso da appartenenti alla Polizia di Stato (guarda caso MAI da carabinieri, che pure hanno le STESSE MANSIONI) avrà anche una sua ragione, non sta a me dirlo.

I fatti della Caserma Diaz hanno già contribuito a chiarire qualche altro aspetto....

Forse quello che manca è proprio la disciplina militare, per carità non è colpa dei singoli individui, ma è come dare una ferrari ad un bambino, o si ammazza o ammazza qualcuno: prima va istruito, educato e disciplinato

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 14:40
da GheSo
Mi tocca proprio darti ragione: infatti dicevano che erano prima intervenuti i carabinieri, ma si erano rifiutati di portarlo via con la forza

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 14:53
da marcofinnista
Probabilmente i Carabinieri hanno ancora un'etica morale e professionale, gli altri hanno dimostrato appieno la loro capacita' di agire come mercenari. Evento a dir poco sconcertante, certe scene le avevo viste solo nei film dove si narravano storie di mafia :x

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:02
da gripen
I Carabinieri sono militari... pregi e difetti, ma sono militari.

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:16
da ZioTom
Più che l'atto in se, mi dà da pensare un'altra considerazione: senza volere entrare nel merito, perchè sono sempre questioni delicate... ma che razza di genitori non riescono a trovare un punto d'accordo, arrivando fino al punto di tirare in mezzo così il proprio figlio?

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:22
da marcofinnista
...facendone oggetto di disputa anziche' tutelarne la serenita' :x

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 15:28
da ilmirko
La vicenda è un po' più complicata di come l'hanno descritta i media (tutta a favore della famiglia materna), ne stavo parlando su un altro forum; da figlio di genitori separati da quando avevo 7 anni (che però hanno gestito bene la faccenda al contrario di questi) mi è sembrato tutto molto strano e mi stava a cuore fare un po' di chiarezza...
ilmirko sull'altro forum ha scritto:Al centro della vicenda c'è la PAS (Sindrome da alienazione genitoriale - Wikipedia). Il bambino è stato continuamente messo sotto pressione facendogli credere un padre fosse un mostro, e tutti sanno come i bambini siano facilmente influenzabili, soprattutto dalle persone che gli sono più vicine (mamma). E per questo il bambino non voleva vedere il padre.
La difesa della madre è che "la PAS non esiste" perchè disconosciuta dal DSM; in realtà non è in dubbio che i bambini siano influenzabili al punto dal fargli credere che l'altro genitore sia una specie di mostro ma semplicemente è in dubbio la definizione di sindrome.

Il giudice ha deciso di togliere la podestà genitoriale alla madre.

La famiglia della madre ha fatto di tutto per impedire che venisse impedito il "prelievo" del bambino a casa e con le buone, come stabilito dal tribunale, consigliati dall'avvocato (noto negazionista della PAS, che ha vinto svariate cause suggerendo al bambino di "fare i capricci" e "nascondersi dal padre").
Quindi vista l'aria che tirava nell'ultimo periodo nonni e zia, assieme alla madre facevano le ronde all'uscita di scuola aspettandosi che sarebbe successo qualcosa. (O vi sembra normale che mezza famiglia fosse li fuori e casualmente a riprendere il tutto? E la madre che furbamente se n'è stata in disparte in una situazione del genere... tutto previsto ed architettato).

In accordo con la preside e il personale scolastico le forze dell'ordine hanno deciso di prendere il bambino a scuola nel modo meno traumatico possibile; alla richiesta di allontanarsi un momento dalla classe lui si è rifiutato (qualcuno gli avrà per forza detto di fare così), quindi hanno fatto uscire il resto della classe; ma il bambino era istruito per fare più casino possibile e da li il video. La zia da manicomio che palesemente cercava di rendere la scena il più drammatica possibile.

I poliziotti sono gli unici a non aver colpa; d'altronde è il loro compito usare la forza per far rispettare leggi e decisioni che non sono rispettate con le buone e di certo non è stato facile nemmeno per loro.
Tenete conto che il padre non riusciva a veder crescere il proprio figlio dal 2009, perchè il bambino aveva paura di lui per via delle cose raccontate da madre e parenti.
E poi cosa doveva fare la polizia in quel caso?

A me dispiace per il bambino e per chi in questa "famiglia" era in buona fede per l'attenzione che si è spostata su questo caso, già tragica di per se (e ne succedono tutti i giorni di simili) solo per l'interesse di una trasmissione da quattro soldi pagata col canone da noi che ha bisogno di fare un po' di audience distorcendo la realtà dei fatti...

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 19:38
da GheSo
Si ma sembra che questa sindorme non sia ancora accettata ufficialmente, soprattutto per i metodi di guarigione e all'alquanto dubbia moralità del terapeuta che l'ha diagnosticata

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 22:36
da ecodrive
I metodi non sono stati proprio adeguati e la poliziotta è uscita con una frase infelice, però concordo con ilmirko: bisogna conoscere a fondo la situazione e il perchè si è arrivati a questo.

Re: R: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: venerdì 12 ottobre 2012, 23:14
da legio
Ragazzi non abbocchiamo a quello che l'ipocrisia mediatica vuole farci credere per meri fini di profitto e audience. La PS non avrà forse personale militarmente addestrato (in questo caso il "militarmente" è riferito alla cultura militare) ma non è comunque costituita da cerebrolesi. I fatti di Genova sono lontani anni luce da questo episodio: non sono assolutamente paragonabili. L'episodio del filmato è purtroppo per me un deja vu. Se la PS ha agito in questo modo vuol dire che lo ha fatto su ordine del Tribunale e, sicuramente, con lo stesso concordato in merito alle modalità. Dubito che i colleghi abbiano avuto modus operandi alternativi e, inoltre, la reazione della famiglia materna mi induce a pensare che la decisione del Tribunale sia stata tutt'altro che avventata. Persone che si associano intorno al loro vincolo familiare per sottrarre con la violenza fisica e psicologica un figlio al proprio padre sono degli esseri indegni di essere definiti umani. E poi permettetemi, non sono uno psicologo, ma posso dirvi con certezza assoluta (perché acquisita con la mia personale esperienza) che la PAS esiste, e come se esiste! La psicologia l'ha dimostrata e i tribunali la riconoscono al punto da essere annoverata in una consolidata giurisprudenza.
Perdonatemi lo sfogo

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: sabato 13 ottobre 2012, 2:42
da GheSo
Se lo dici te, ci credo! :)

Per ora mi son solo soffermato su quel che dicono

Re: R: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: sabato 13 ottobre 2012, 9:13
da ilmirko
Comunque se non si fossero preoccupati di non far male al bambino, in tre ci avrebbero messo mezzo minuto a sbatterlo in macchina... Con molte meno urla e clamore..

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Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: sabato 13 ottobre 2012, 9:32
da marcofinnista
Non metto in dubbio che la legge vada fatta rispettare anche con la forza, pero' se i "grandi" avessero riflettuto qualche minuto in + ed usato un po di buon senso forse si poteva prevedere che la situazione potesse degenerare ed emettere un'ordinanaza un po + oculata. Magari precettare la parentela in questura, anche con la forza, liberando cosi' il campo, far prelevare il bimbo da assistenti solciali e psicologi che probabilmente avrebbero avuto un po + di tatto ed il problema si sarebbe risolto senza quella triste sceneggiata e senza dare modo a parenti e media di strumentalizzare la vicenda.

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: sabato 13 ottobre 2012, 9:47
da avvosaab
ZioTom ha scritto:Più che l'atto in se, mi dà da pensare un'altra considerazione: senza volere entrare nel merito, perchè sono sempre questioni delicate... ma che razza di genitori non riescono a trovare un punto d'accordo, arrivando fino al punto di tirare in mezzo così il proprio figlio?
Più di quanti tu possa immaginare, Tommaso, più di quanti tu possa immaginare.........

Legio ha scritto:Ragazzi non abbocchiamo a quello che l'ipocrisia mediatica vuole farci credere per meri fini di profitto e audience. La PS non avrà forse personale militarmente addestrato (in questo caso il "militarmente" è riferito alla cultura militare) ma non è comunque costituita da cerebrolesi. I fatti di Genova sono lontani anni luce da questo episodio: non sono assolutamente paragonabili. L'episodio del filmato è purtroppo per me un deja vu. Se la PS ha agito in questo modo vuol dire che lo ha fatto su ordine del Tribunale e, sicuramente, con lo stesso concordato in merito alle modalità. Dubito che i colleghi abbiano avuto modus operandi alternativi e, inoltre, la reazione della famiglia materna mi induce a pensare che la decisione del Tribunale sia stata tutt'altro che avventata. Persone che si associano intorno al loro vincolo familiare per sottrarre con la violenza fisica e psicologica un figlio al proprio padre sono degli esseri indegni di essere definiti umani. E poi permettetemi, non sono uno psicologo, ma posso dirvi con certezza assoluta (perché acquisita con la mia personale esperienza) che la PAS esiste, e come se esiste! La psicologia l'ha dimostrata e i tribunali la riconoscono al punto da essere annoverata in una consolidata giurisprudenza.
Quanto alla professionalità della Polizia di Stato, perdonami, ma non ha nulla a che fare nè con quella dei Carabinieri nè con quella dei tuoi colleghi: ciò che vi differenzia sono le mostrine sul bavero della giacca: dove la disciplina militare è venuta meno, è entrato anche un certo lassismo, è venuta fuori una "contiguità" (le virgolette sono un obbligo, perchè non si parla di "favoreggiamento" bensì di "vicinanza emotiva") con una o l'altra parte che non debono albergare in chi ha il dovere di gestire in maniera notarile una situazione di emergenza: non si può pretendere(e neppure si vede) che un carabiniere o un finanziere, quando viene chiamato o interviene per un motivo di servizio spalleggi apertamente questa o quella parte.

Quanto alle modalità di esecuzione della misura, ti posso assicurare, credimi, che NESSUN TRIBUNALE avrebbe mai e poi mai ordinato di prendere di forza un minore nel modo con cui è stato fatto.

La Carta di Noto, la Convenzione di New York, i trattati internazionali, pongono da sempre al centro la tutela e la salute del minore, per cuii se veramente fosse accaduto ciò poichè specificamente ordinato (con quelle modalità, dico) dalla Magistratura, si IMPONE una ispezione del CSM ed una apertura di un fascicolo penale da parte della Procura competente per territorio a giudicare dei REATI commessi da magistrati.

In caso di impossibilità ad agìre diversamente, si prendevano altre misure, si rinviava e si concordava con il TM una modalità che prevedesse una situazione menotraumatica, in fondo non si trattava di eseguire l'arresto di un latitante, ma di prelevare un minore, già pesantemente traumatizzato da una situazione familiare insostenibile e portarlo in un luogo che ne favorisse una "normalizzazione".

Quanto alla valenza clinica della PAS, con me sfondi una porta aperta, esiste, eccome se esiste, e chi la nega, lo fa per mero interesse personale o per completa ignoranza.

Il guaio è che i Tribunali per i Minori, così come sono, andrebero aboliti, sono solo un danno, per i minori che debono tutelare, in primis, e per chiunque vi abbia a che fare.

è nota la loro ottusità, la loro incapacità di prendere decisioni sensate, e non sono parole mie, ma di chi più di me ne capisce di diritto minorile.

Re: R: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: sabato 13 ottobre 2012, 16:42
da legio
Sicuramente, di fronte alla impossibilità di agire in sicurezza (per il bambino), al posto dei colleghi avrei richiesto al TM l'autorizzazione ad agire con altre modalità, magari anche con l'ausilio degli psicologi e servizi sociali, magari attendendo anche la chiusura della scuola, magari anche mettendo la macchina di servizio dentro il parcheggio della scuola e lasciando fuori i familiari forsennati...ma queste sono tutte congetture...noi non conosciamo a pieno la realtà dei fatti. Probabilmente i colleghi avevano già provato a usare metodi alternativi. Fatto sta che al posto loro sarei stato forse più distaccato professionalmente e avrei arrestato la donna per resistenza affibbiandole anche l'oltraggio...non ho mai consentito a nessuno di aggredire i miei militari senza arrestarlo...e avrei sequestrato il telefonino portando il video come prova della resistenza e oltraggio, evitando in questo modo che i parenti lo divulgassero. Da questo punto di vista sono molto intransigente.

Re: R: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: domenica 14 ottobre 2012, 10:18
da avvosaab
legio ha scritto: Da questo punto di vista sono molto intransigente.
No, sei "solo" PROFESSIONALE (le virgolette sono d'obbligo perchè ciò che dovrebbe essere un'ovvietà, invece, non lo è sempre............... :fainted: )

Re: CREDEVO DI VIVERE IN UN PAESE CIVILE

Inviato: lunedì 15 ottobre 2012, 10:50
da gripen