Dedicato a chi.....
Inviato: sabato 22 dicembre 2012, 21:42
Continua a ripetere che lui e' onesto e che non ha nulla da temere, ne' dal punto di vista fiscale che penale e civile. Dedicato a chi e' convinto che tocchi sempre agli altri.....finche' non tocca a lui!
Il 1° di gennaio del 2003, Khaled el-Masri, un venditore di auto disoccupato residente in Germania ed in quel momento in vacanza in Macedonia, venne prelevato da un autobus e rapito dalla CIA per colpa di un errore nel nome. Evidentemente mostrava delle somiglianze con un sospetto uomo di al-Qaeda sul quale la CIA voleva mettere le mani. Cinque mesi più tardi, dopo aver vissuto in condizioni terribili in una prigione afgana soprannominata «il buco di sale» (gestita dalla CIA), fu abbandonato sul lato di una strada in Albania. In quel lasso di tempo la sua vita fu un campionario di orrori, torture ed abusi. La settimana scorsa, la Corte Europea per i Diritti Umani ha alla fine reso giustizia, in suo favore, confermando l’accuratezza della storia che ha raccontato per anni relativa alle sue sofferenze ed ha condannato il governo macedone per il ruolo avuto nella vicenda e per la prima volta in un tribunale è stato sentenziato che le «tecniche CIA della rendition equivalgono alla tortura».
È invece stato rigettato causa privilegio da segreto di Stato – in quanto avrebbe compromesso la sicurezza nazionale USA – il tentativo di El-Masri di portare il caso in un tribunale americano citando «in giudizio l’ex direttore CIA George Tenet, 3 linee aeree private e 20 persone identificate solo come John Doe [il nome convenzionale americano per ogni persona di identità ignota, ndt]. In questo modo i tribunali americani – Suprema Corte compresa – hanno evitato di doversi pronunciare su di un tema caro anche all’amministrazione Bush: le tattiche di tortura della CIA.
Khaled el-Masri
El-Masri è una delle oltre 9.000 persone finite nell’arcipelago mondiale dell’ingiustizia, una serie di luoghi oscuri e di prigioni in prestito (ed in molti casi di torture delegate). Alcuni di questi prigionieri, come El-Masri erano assolutamente innocenti di qualsiasi crimine e come lui rapiti dalla CIA senza un’accusa ufficiale. Punta di diamante di questo sistema è, ovviamente, la prigione costruita dagli americani nella Baia di Guantanamo, a Cuba. Prigione che l’attuale presidente Barack Hussein Obama aveva promesso di smantellare entro un anno dal suo incarico e che tuttora non potrebbe essere più operativa.
Se un simile mattatoio – che si regge sulla tortura, sull’abuso ed in terra straniera – fosse stato costruito dall’Unione Sovietica, o se lo facesse oggigiorno la Cina, non ci sarebbe dubbio su cosa avrebbe fatto l’America: Washington – insieme ai sui guru dei pensatoi vari – si sarebbe mossa ufficialmente per denunciare quello che avrebbe definito come una tipica espressione di stati oppressivi dittatoriali e li avrebbe descritti in tutti i particolari terrificanti e da incubo, dichiarandoli un abominio morale ed un crimine contro l’umanità, indipendentemente dalle informazioni che sarebbero derivate dalle torture sui prigionieri. Ma i tribunali girano alla larga e nessuno è mai stato incriminato per simili atti. Intanto, un uomo innocente il cui nome assomigliava a quello di un sospetto terrorista è stato rapito, incappucciato, incatenato e sodomizzato, portato in una prigione in Afghanistan, trattenuto senza processo, picchiato, torturato, sbattuto contro i muri, deprivato del sonno, affamato ed assetato, sottoposto a deprivazione sensoriale totale e poi, mesi e mesi dopo, rilasciato in un Paese a lui straniero e sbattuto lì senza il minimo aiuto. Nel governo USA nessuno, sia durante che dopo, si è sentito in dovere di dargli la minima spiegazione, men che meno un risarcimento, per quello che ha passato e nemmeno delle semplici scuse. Con la sola eccezione dei soliti sospetti – la American Civil Liberties Union – gli americani non sembrano minimamente disturbati dall’accaduto.
Tali sono diventati gli Stati Uniti sotto Bush, tali sono rimasti sotto Barack Hussein Obama: una nazione che tua madre ti raccomanderebbe di evitare. È una vergogna.
Sicuri al 100% che non possa capitare in Italia o in Europa? Tanti auguri ai benpensanti che divulgano i propri dati personali online e sui social forum.......
Il 1° di gennaio del 2003, Khaled el-Masri, un venditore di auto disoccupato residente in Germania ed in quel momento in vacanza in Macedonia, venne prelevato da un autobus e rapito dalla CIA per colpa di un errore nel nome. Evidentemente mostrava delle somiglianze con un sospetto uomo di al-Qaeda sul quale la CIA voleva mettere le mani. Cinque mesi più tardi, dopo aver vissuto in condizioni terribili in una prigione afgana soprannominata «il buco di sale» (gestita dalla CIA), fu abbandonato sul lato di una strada in Albania. In quel lasso di tempo la sua vita fu un campionario di orrori, torture ed abusi. La settimana scorsa, la Corte Europea per i Diritti Umani ha alla fine reso giustizia, in suo favore, confermando l’accuratezza della storia che ha raccontato per anni relativa alle sue sofferenze ed ha condannato il governo macedone per il ruolo avuto nella vicenda e per la prima volta in un tribunale è stato sentenziato che le «tecniche CIA della rendition equivalgono alla tortura».
È invece stato rigettato causa privilegio da segreto di Stato – in quanto avrebbe compromesso la sicurezza nazionale USA – il tentativo di El-Masri di portare il caso in un tribunale americano citando «in giudizio l’ex direttore CIA George Tenet, 3 linee aeree private e 20 persone identificate solo come John Doe [il nome convenzionale americano per ogni persona di identità ignota, ndt]. In questo modo i tribunali americani – Suprema Corte compresa – hanno evitato di doversi pronunciare su di un tema caro anche all’amministrazione Bush: le tattiche di tortura della CIA.
Khaled el-Masri
El-Masri è una delle oltre 9.000 persone finite nell’arcipelago mondiale dell’ingiustizia, una serie di luoghi oscuri e di prigioni in prestito (ed in molti casi di torture delegate). Alcuni di questi prigionieri, come El-Masri erano assolutamente innocenti di qualsiasi crimine e come lui rapiti dalla CIA senza un’accusa ufficiale. Punta di diamante di questo sistema è, ovviamente, la prigione costruita dagli americani nella Baia di Guantanamo, a Cuba. Prigione che l’attuale presidente Barack Hussein Obama aveva promesso di smantellare entro un anno dal suo incarico e che tuttora non potrebbe essere più operativa.
Se un simile mattatoio – che si regge sulla tortura, sull’abuso ed in terra straniera – fosse stato costruito dall’Unione Sovietica, o se lo facesse oggigiorno la Cina, non ci sarebbe dubbio su cosa avrebbe fatto l’America: Washington – insieme ai sui guru dei pensatoi vari – si sarebbe mossa ufficialmente per denunciare quello che avrebbe definito come una tipica espressione di stati oppressivi dittatoriali e li avrebbe descritti in tutti i particolari terrificanti e da incubo, dichiarandoli un abominio morale ed un crimine contro l’umanità, indipendentemente dalle informazioni che sarebbero derivate dalle torture sui prigionieri. Ma i tribunali girano alla larga e nessuno è mai stato incriminato per simili atti. Intanto, un uomo innocente il cui nome assomigliava a quello di un sospetto terrorista è stato rapito, incappucciato, incatenato e sodomizzato, portato in una prigione in Afghanistan, trattenuto senza processo, picchiato, torturato, sbattuto contro i muri, deprivato del sonno, affamato ed assetato, sottoposto a deprivazione sensoriale totale e poi, mesi e mesi dopo, rilasciato in un Paese a lui straniero e sbattuto lì senza il minimo aiuto. Nel governo USA nessuno, sia durante che dopo, si è sentito in dovere di dargli la minima spiegazione, men che meno un risarcimento, per quello che ha passato e nemmeno delle semplici scuse. Con la sola eccezione dei soliti sospetti – la American Civil Liberties Union – gli americani non sembrano minimamente disturbati dall’accaduto.
Tali sono diventati gli Stati Uniti sotto Bush, tali sono rimasti sotto Barack Hussein Obama: una nazione che tua madre ti raccomanderebbe di evitare. È una vergogna.
Sicuri al 100% che non possa capitare in Italia o in Europa? Tanti auguri ai benpensanti che divulgano i propri dati personali online e sui social forum.......