Vi rispondo subito... in generale no, no che non si è capito cosa voglia dire avere dei figli.
Ma... attenzione che anche il discorso di Sawa non è del tutto fuori bersaglio. Sono nato nell'ormai (purtroppo) lontano 1967. Ho ricordo di una società diversa, con tante cose brutte, forse diverse da oggi, ma anche con grossissime diversità a suo favore. Meno stress, meno corse, città ancora vivibili, case ancora abbastanza in centro (che bastava uscire a piedi per fare tutto, volendo), i nonni ancora abbastanza in gamba che davano una mano... e tante piccole altre cose, che forse tanto piccole non erano.
Tanti a pranzo tornavano a casa
Poi magari tornavano a lavorare, non sono un teorico del fannullonismo, ci mancherebbe...
Tante mamme non lavoravano. In una famiglia di 4 persone era "normale" avere "solo" uno stipendio e vivere in affitto. E quindi c'era, non PIU' tempo, attenzione, ma c'era proprio "IL" tempo per stare con i figli che crescevano e provare a trasmettere loro i valori della vita. Non tutti ci riuscivano, anche allora, ovviamente. Così come non ci si è riusciti sempre nel corso della storia del genere umano. Ma almeno ci si poteva provare...
Oggi... se non si lavora in 2 non si arriva a fine mese. Anzi, anche così non ci si arriva lo stesso. Che poi lavori per cosa? Per pagare una baby-sitter e la banca che ti ha prestato i soldi per comprare casa tua, che però è "loro" finchè non cancelli l'ipoteca 30 anni dopo... E' una cosa bruttissima, ma il tempo per i figli non c'è più!

Chi cerca di ritagliarselo, con le unghie e con i denti, sui posti di lavoro è visto come un fancaXXista, c'è poco da fare. Io oggi alle 16:30 ho una riunione di fine anno a scuola. Ci DEVO andare, DEVO parlare con le insegnati di mia figlia grande (ed il DEVO non significa un obbligo imposto dall'alto, ma che io ci voglio andare, sennò invece di metterla al mondo meglio avrei fatto ad andare a giocare a tennis al circolo!). Ma, ovviamente non sarò in ufficio in quel momento. Ho la possibilità di avere della flessibilità nell'orario di lavoro, e le ore non lavorate le ho sempre recuperate (anche perchè sennò me le levano dallo stipendio...), ma devo sempre andare a chiedere, comunicare, dire "oggi questa cosa non la posso finire perchè devo uscire prima...". Bello, vero? E chi, fra quelli all'ascolto, ma non solo, gestisce un'impresa propria o una qualsiasi attività, chi fa di queste richieste come lo vede e/o lo giudica? Fermo restando che si stia parlando di persone "per bene" che non approfittano e che comunque "producano"...
Pensate: a queste riunioni a scuola, o alle feste di compleanno dei ragazzini, spesso cerchiamo di esserci sia io che mia moglie. Ma per lo più siamo visti come due "strani": del tipo, ma se c'è uno, perchè l'altro non sta a lavorà?
Occhio, non voglio dire che "io" sia bravo, eh... anzi, ho già i miei bei conflitti con la grande, e spesso mi accorgo di fare cose sbagliatissime che potrebbero anche lasciare segni. Ci si prova. Ma sta diventando sempre più difficile anche solo provarci, e non solo per limiti propri. Posso anche tenere il punto, del no, ma quando tuo figlio o tua figlia ti dice che in classe 4-5 hanno già il cellulare ed un paio quello con la mela... che in media gli amichetti hanno 3 diverse consolle per videogiochi in casa... che la scarpa da ginnastica se non è "L.A." non va bene... che... ok avete capito...
Non giustifico nessuno, ma quello che si è dimenticato il figlio in macchina, oltre a farmi una pena immensa, mi fa pensare (o forse sperare) che abbia una marea di pensieri e di problemi nel quotidiano, che forse non è psichicamente stabilissimo, che... non lo so che cosa, ma qualche spiegazione un atto del genere la DEVE avere. Ma, voglio dire, se quel bimbo sventurato fosse potuto rimanere a casa coi nonni, forse sarebbe ancora con noi. Invece bisogna correre, correre all'asilo, correre al lavoro, correre in banca, correre a fare la spesa, correre, correre... Ecchepalle!
Certo, poteva anche accadere che quello stesso bimbo fosse destinato ad andarsene presto, troppo presto, magari cadendo nella piscina dei nonni di cui sopra... vai a sapere, ed in quel caso, come successo, la cosa non avrebbe suscitato lo stesso scalpore. Chissà perchè...? Perchè quella, di sciagura, è vista come più "normale"? E' la società stessa che puntando i suoi riflettori impietosi su chi ha chiuso quelle portiere senza guardare sul sedile posteriore, cerca di esorcizzare i suoi mali? Che cerca di fare una sorta di terapia di gruppo? O è solo becero cinismo condito da perversa curiosità?
Vi prego, non leggete niente di più che una riflessione in quello che sto per scirvere, vi prego... ma... se Graziano Rossi mettendo una manopola del gas in mano al piccolo ValeRossi o portandolo dietro in moto senza casco gli avesse fatto del male? Se non fosse andata come è andata, sarebbe stato un padre folle e snaturato, vero? Invece è guardato come un mezzo eroe, come colui che ha contribuito a fare "iniziare" il tutto. Avete capito quanto è schizzofrenica la nostra società?