20 anni... 20 anni senza Ayrton...
Inviato: venerdì 2 maggio 2014, 0:18
OK, adesso che questo primo maggio è quasi passato ho voglia di scriverne...
Ci ho pensato tutto il giorno: sono già passati 20 anni da quel maledetto primo maggio.
Quel maledetto GP di Imola, che ci portò via anche Ratzenberger, vittima nel ricordo anche di quello che successe il giorno dopo.
La F1 "dopo" non è stata più la stessa. Io ho quasi smesso di seguirla, ancora pochi anni, poi l'interesse è scemato del tutto.
A volte ci penso: forse non poteva che finire così... Ayrton come altri miti dei nostri tempi... non poteva "invecchiare", non poteva che andarsene così, per rendere evidente a tutti ed ancora di più la sua grandezza. Il suo mito. Lo so che è un pensiero sconclusionato, ma a volte mi ci ingarello...
Un campione vero, capace di far volare una Toleman nella palude di Montecarlo ma anche di registrare un messaggio vocale da far sentire ad un ragazzino suo grandissimo tifoso in coma proprio lì, ad Imola. Capace di inventare un sorpasso dove nessuno ci aveva mai nemmeno pensato ma anche di correre a piedi in faccia alle F1 dei suoi colleghi per spegnere il motore della Ligier di Comas e mettergli il collo in posizione di sicurezza dopo un botto pauroso.
Proprio Erik Comas era alla guida della macchina che arrivò in faccia all'elicottero che stava per portare via Ayrton dal Tamburello, vai a dire qualcosa al destino certe volte...
Ai "nuovi", al primo briefing pre-gara, si presentava "ciao, io sono Ayrton", che era un tutt'uno della sua semplicità e del "ehi, io sono il numero uno, quando mi vedrai arrivare per doppiarti lascia spazio..."
Sid Watkins era lì, il medico della F1, il dottorcosta dell'automobilismo, era accanto a lui quando se ne andò, ma non potè fare nulla per quel ragazzo che amava come un figlio, che senza le sue cure di molti anni prima non avrebbe forse nemmeno potuto guidare ad alti livelli.
Ciao Ayrton, sono già vent'anni, ma tu sei sempre con i tuoi tifosi.
Ci ho pensato tutto il giorno: sono già passati 20 anni da quel maledetto primo maggio.
Quel maledetto GP di Imola, che ci portò via anche Ratzenberger, vittima nel ricordo anche di quello che successe il giorno dopo.
La F1 "dopo" non è stata più la stessa. Io ho quasi smesso di seguirla, ancora pochi anni, poi l'interesse è scemato del tutto.
A volte ci penso: forse non poteva che finire così... Ayrton come altri miti dei nostri tempi... non poteva "invecchiare", non poteva che andarsene così, per rendere evidente a tutti ed ancora di più la sua grandezza. Il suo mito. Lo so che è un pensiero sconclusionato, ma a volte mi ci ingarello...
Un campione vero, capace di far volare una Toleman nella palude di Montecarlo ma anche di registrare un messaggio vocale da far sentire ad un ragazzino suo grandissimo tifoso in coma proprio lì, ad Imola. Capace di inventare un sorpasso dove nessuno ci aveva mai nemmeno pensato ma anche di correre a piedi in faccia alle F1 dei suoi colleghi per spegnere il motore della Ligier di Comas e mettergli il collo in posizione di sicurezza dopo un botto pauroso.
Proprio Erik Comas era alla guida della macchina che arrivò in faccia all'elicottero che stava per portare via Ayrton dal Tamburello, vai a dire qualcosa al destino certe volte...
Ai "nuovi", al primo briefing pre-gara, si presentava "ciao, io sono Ayrton", che era un tutt'uno della sua semplicità e del "ehi, io sono il numero uno, quando mi vedrai arrivare per doppiarti lascia spazio..."
Sid Watkins era lì, il medico della F1, il dottorcosta dell'automobilismo, era accanto a lui quando se ne andò, ma non potè fare nulla per quel ragazzo che amava come un figlio, che senza le sue cure di molti anni prima non avrebbe forse nemmeno potuto guidare ad alti livelli.
Ciao Ayrton, sono già vent'anni, ma tu sei sempre con i tuoi tifosi.