IL FUTURO DEL DIESEL SECONDO BOSCH...
Inviato: venerdì 23 ottobre 2015, 18:34
RIMINI - Per molti anni ancora, almeno fino al 2020, i motori a combustione interna alimentati a benzina e gasolio svolgeranno un ruolo predominante nel settore delle auto e dei veicoli commerciali leggeri rispetto ai sistemi ibridi, a quelli elettrici e ai fuel cell a idrogeno. Ma il lavoro che tutti i costruttori stanno svolgendo - con la determinante collaborazione delle aziende leader della componentistica - consentirà di migliorare l'efficienza di queste unità ed abbassare ancora le emissioni e i consumi, senza per questo penalizzare le prestazioni. Questo scenario è stato delineato a Rimini, in occasione dell'edizione 2014 di H2R, l'evento dedicato alla mobilità sostenibile e all'innovazione nell'automotive, da Francesco Monteamaro application director di Bosch Diesel System. ''I motori a combustione interna e i diesel in particolare - ha detto Monteamaro - hanno ancora grandi potenziali di crescita e potranno soddisfare ampiamente le future norme sulle emissioni.
Ma questi obiettivi potranno essere raggiunti solo nell'ambito di un sistema complessivo in cui i propulsori sono un sottosistema''.
E' il caso della elettrificazione dei futuri modelli con motore diesel: la strada verso la riduzione delle emissioni è passata attraverso i sistemi di start & stop più semplici, quelli più sofisticati che 'spengono' il motore al di sotto dei 20 km/h quando l'auto sta per fermarsi. A breve sfrutterà anche i sistemi che Bosch ha realizzato per il cosiddetto 'veleggio' da 120 fino a zero km/h - il motore, in combinazione con lo start&stop, viene spento e disconnesso dalla trasmissione quando l'auto è in fase di rallentamento - e il cosiddetto 'mini ibrido' a 48 Volt. Questa soluzione, che Bosch sta per introdurre assieme a diversi grandi costruttori, prevede la presenza nella trasmissione di un motore elettrico-generatore che svolge anche la funzione dell'avviamento. L'energia recuperata in frenata e in rallentamento viene immagazzinata in un impianto separato con batterie a 48 Volt, con potenza sufficiente per le fasi di partenza del veicolo (che diventa dunque 100% elettrica) e per il 'boost' nelle fasi di spunto. Una fase successiva - definita sHEV, strong hybrid - prevede per le stesse funzioni batterie di maggiore capacità che, in un ulteriore sviluppo, saranno anche ricaricabili dalla rete. ''Con queste ultime due configurazioni - ha precisato Monteamaro - potremo ottenere anche dai modelli di segmento alto, come le berline di 1.800-2.000 kg e i grandi Suv, emissioni in linea con i limiti che sono stati ipotizzati per il 2020, mentre il Boost Recuperation System a 48 Volt sarà sufficiente per i modelli medi, nella fascia da 1.330-1.400 kg e potenze attorno ai 170 Cv''.
Monteamaro ha anche delineato le novità che caratterizzeranno i motori diesel dei prossimi anni: ''il lavoro di ottimizzazione riguarderà tutte le componenti, con turbine migliorate negli attriti delle parti volventi e una maggiore efficienza a carico parziale. Gli impianti Common rail lavoreranno a 2.200 - 2.500 bar, ma abbiamo anche la possibilità di salire a 3.000 bar. E potremo soprattutto contare - ha specificato Monteamaro - su strategie d'iniezione con digital rate shaping (DRS) per una diversa e più accurata serie di micro-iniezioni prima e dopo quella principale, così da ridurre consumi ed emissioni, ma anche per ottimizzare la rumorosità e le vibrazioni''.
ma io dico invece di diventare matti per bruciare in modo ecologico un carburante "sporco" non sarebbe piu' semplice puntare su carburanti puliti come il metano?
Se si costruisce un motore turbo fatto per funzionare a metano, e non un benzina adattato per il funzionamento a metano, i risultati in termini di prestazioni sarebbero di gran lunga migliori!
Ma questi obiettivi potranno essere raggiunti solo nell'ambito di un sistema complessivo in cui i propulsori sono un sottosistema''.
E' il caso della elettrificazione dei futuri modelli con motore diesel: la strada verso la riduzione delle emissioni è passata attraverso i sistemi di start & stop più semplici, quelli più sofisticati che 'spengono' il motore al di sotto dei 20 km/h quando l'auto sta per fermarsi. A breve sfrutterà anche i sistemi che Bosch ha realizzato per il cosiddetto 'veleggio' da 120 fino a zero km/h - il motore, in combinazione con lo start&stop, viene spento e disconnesso dalla trasmissione quando l'auto è in fase di rallentamento - e il cosiddetto 'mini ibrido' a 48 Volt. Questa soluzione, che Bosch sta per introdurre assieme a diversi grandi costruttori, prevede la presenza nella trasmissione di un motore elettrico-generatore che svolge anche la funzione dell'avviamento. L'energia recuperata in frenata e in rallentamento viene immagazzinata in un impianto separato con batterie a 48 Volt, con potenza sufficiente per le fasi di partenza del veicolo (che diventa dunque 100% elettrica) e per il 'boost' nelle fasi di spunto. Una fase successiva - definita sHEV, strong hybrid - prevede per le stesse funzioni batterie di maggiore capacità che, in un ulteriore sviluppo, saranno anche ricaricabili dalla rete. ''Con queste ultime due configurazioni - ha precisato Monteamaro - potremo ottenere anche dai modelli di segmento alto, come le berline di 1.800-2.000 kg e i grandi Suv, emissioni in linea con i limiti che sono stati ipotizzati per il 2020, mentre il Boost Recuperation System a 48 Volt sarà sufficiente per i modelli medi, nella fascia da 1.330-1.400 kg e potenze attorno ai 170 Cv''.
Monteamaro ha anche delineato le novità che caratterizzeranno i motori diesel dei prossimi anni: ''il lavoro di ottimizzazione riguarderà tutte le componenti, con turbine migliorate negli attriti delle parti volventi e una maggiore efficienza a carico parziale. Gli impianti Common rail lavoreranno a 2.200 - 2.500 bar, ma abbiamo anche la possibilità di salire a 3.000 bar. E potremo soprattutto contare - ha specificato Monteamaro - su strategie d'iniezione con digital rate shaping (DRS) per una diversa e più accurata serie di micro-iniezioni prima e dopo quella principale, così da ridurre consumi ed emissioni, ma anche per ottimizzare la rumorosità e le vibrazioni''.
ma io dico invece di diventare matti per bruciare in modo ecologico un carburante "sporco" non sarebbe piu' semplice puntare su carburanti puliti come il metano?
Se si costruisce un motore turbo fatto per funzionare a metano, e non un benzina adattato per il funzionamento a metano, i risultati in termini di prestazioni sarebbero di gran lunga migliori!