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#121 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 66

Un test del Dna per diagnosticare i tumori

MESSO A PUNTO UN TEST MOLECOLARE PER LA DIAGNOSI DEI TUMORI, BASATO SULL'IDENTIFICAZIONE DI BIOMARCATORI MOLECOLARI GRAZIE ALL'ANALISI DI PROFILI DI ESPRESSIONI IN TESSUTI NORMALI E TUMORALI




Un test molecolare per la diagnosi oggettiva dei tumori è stato messo a punto da un gruppo coordinato dal biologo molecolare Graziano Pesole, direttore dell'Istituto di biomembrane e bioenergetica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbe-Cnr) e professore presso l'Università di Bari. I risultati dello studio - cui oltre all'Ibbe-Cnr hanno partecipato ricercatori dell'Istituto di tecnologie biomediche (Itb) del Cnr di Bari, dell'Università di Milano e della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo - sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Molecular Cancer.

Durante la prima fase sono stati analizzati al computer, ricorrendo ad apposite banche dati, i profili di espressione di tutti i geni umani in diversi tessuti normali e tumorali. "Per 'profilo di espressione' si intende l'insieme dei geni attivamente tradotti in proteine, una sorta di impronta digitale della cellula che consente di determinare il tessuto di appartenenza e, come dimostra lo studio, di distinguere tra le cellule sane e quelle vittime di degenerazioni patologiche, ad esempio cancerose", spiega Pesole.

"In particolare ci siamo concentrati sull'analisi dello 'splicing alternativo', un meccanismo di maturazione dell' Rna che interessa oltre il 90% dei nostri geni e che consente, tramite un processo di 'taglia e cuci', di ampliarne il potenziale di espressione, ottenendo più proteine da uno stesso gene."

La comparazione dei diversi profili di espressione, in parte prodotti dallo splicing alternativo, ha consentito di identificare proteine biomarcatori, indicative di una condizione tumorale. Durante la seconda fase dello studio l'attendibilità dei biomarcatori è stata confermata in vivo su pazienti affetti da glioblastoma, un'aggressiva forma di cancro al cervello.

"I risultati di questa ricerca pongono i presupposti per una diagnosi semplice, accurata e veloce dei tumori e per la messa a punto di terapie personalizzate ed efficaci", sottolinea il direttore dell'Ibbe-Cnr. "Le piattaforme di sequenziamento di nuova generazione, una delle quali recentemente messa in esercizio presso l'Itb-Cnr di Bari, consentiranno infatti di identificare in tempi e costi contenuti biomarcatori, che renderanno possibile la diagnosi delle diverse forme tumorali e costituiranno il bersaglio di nuovi farmaci, in grado di riconoscerli ed eradicare selettivamente le cellule neoplastiche, nelle quali sono espressi".

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#122 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 67

Scoperto l'enzima responsabile del danno cerebrale dopo un ictus

BLOCCANDO L'ENZIMA DEL GENE NOX4, CON IL FARMACO VAS2870 GIÀ ESISTE, SI RIDUCE IL DANNO CAUSATO AI NEURONI IN SEGUITO AD UN ICTUS AL CERVELLO BLOCCANDO LA PRODUZIONE DI H2O2




Un team internazionale di ricercatori ha trovato un modo nuovo di curare gli ictus bloccando l'attività di un enzima responsabile per la maggior parte del danno causato alle cellule cerebrali nel periodo seguente a un ictus. Le scoperte rappresentano un importante passo in avanti nella ricerca di nuove cure per l'ictus ischemico, che rappresenta la seconda causa principale di morte nel mondo.

Il supporto dell'UE per lo studio, pubblicato nella rivista PLoS (Public Library of Science) Biology, proviene dal progetto EUMODIC ("The European mouse disease clinic: a distributed phenotyping resource for studying human disease"), che è finanziato con 12 Mio EUR nell'ambito dell'area tematica "Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute" del Sesto programma quadro (6° PQ).

Precedenti lavori sulle cure per l'ictus si erano concentrati sullo stress ossidativo, che è causato dalle "specie reattive dell'ossigeno" (ROS); tuttavia, la cura di pazienti con antiossidanti è fallita negli studi clinici. In questo ultimo studio, scienziati provenienti da Australia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito hanno adottato un approccio differente, impedendo come prima cosa la produzione dei ROS.

Essi hanno scoperto che la maggior parte del danno causato nel periodo successivo a un ictus può essere attribuito a un enzima chiamato NOX4, che produce perossido di idrogeno (H2O2), un composto chimico comunemente utilizzato nei prodotti per candeggiare.

Il team ha progettato geneticamente dei topi a cui manca il gene che produce NOX4; quando questo topi venivano colpiti da un ictus, i loro cervelli subivano danni minori rispetto ai topi con le versioni funzionanti del gene NOX4.

In particolare, i topi senza il gene NOX4 ottenevano un punteggio maggiore nei test per valutare le loro funzioni motorie e neurologiche e la coordinazione.

Gli effetti della cancellazione del gene NOX4 erano gli stessi nei topi maschio e femmina e negli animali giovani e vecchi; una questione importante se consideriamo che l'ictus è principalmente una malattia degli anziani e che il sesso dei pazienti influisce sui suoi esiti.

Avendo accertato il ruolo del NOX4 nei danni da ictus, il team ha deciso di testare dei modi per sfruttare questa conoscenza a scopi terapeutici. Fortunatamente, esiste già un farmaco, chiamato VAS2870, progettato per bloccare l'attività del NOX4.

Il team ha scoperto che il trattamento dei topi con il VAS2870 ha gli stessi effetti della cancellazione del gene NOX4, riducendo così i danni cerebrali e migliorando le funzioni neurologiche, anche se somministrato ore dopo l'ictus. Inoltre, inibire l'azione del NOX4 in questo modo non sembra aver causato problemi ad altre parti del corpo in cui il NOX4 è normalmente attivo, quali i vasi sanguigni che irrorano i reni e il cuore.

"Il NOX4 rappresenta quindi il più promettente nuovo bersaglio terapeutico per ridurre lo stress ossidativo in generale, e i danni cerebrali causati dall'ictus in particolare," hanno concluso i ricercatori.

L'ictus ischemico si verifica quando viene bloccato l'afflusso di sangue al cervello, o a causa di un calo della pressione sanguigna o a causa di un'occlusione dei vasi sanguigni. Se l'afflusso di sangue al cervello non viene ripristinato rapidamente, i tessuti cerebrali colpiti possono morire, causando seri problemi mentali e fisici e, nei casi peggiori, la morte. Gli anziani sono i più esposti al rischio di ictus, e con l'invecchiamento della popolazione, l'incidenza di questa grave patologia medica è destinata a crescere.

Oggi, c'è solo un farmaco approvato per la cura degli ictus. Tuttavia, non è affatto perfetto. "Esso comporta la dissoluzione dei coaguli nel cervello per eliminare l'insufficiente circolazione sanguigna, ma aumenta il rischio di emorragie cerebrali," spiega Christoph Kleinschnitz, il principale autore della ricerca, dell'Università di Würzburg in Germania. Infatti, l'efficacia del farmaco è descritta come "moderata", e può essere utilizzato solo in circa il 10% dei pazienti. Il rimanente 90% è escluso a causa delle controindicazioni.

I tentativi di sviluppare ulteriori farmaci per curare gli ictus sono finora falliti; sebbene molti si siano dimostrati efficaci negli animali, non hanno poi funzionato negli uomini. "La conseguenza è stata che molte case farmaceutiche si sono ritirate dalla ricerca di nuovi farmaci in questo settore,"fanno notare i ricercatori.

Il farmacologo professor Harald Schmidt dell'Università di Maastricht nei Paesi Bassi ha guidato la ricerca. Egli ritiene che la strategia di bloccare lo stress ossidativo alla fonte potrebbe essere applicata ad altri importanti problemi della salute. Dice: "Inibire ora la fonte del perossido di idrogeno o dei radicali dell'ossigeno potrebbe rappresentare la soluzione così a lungo cercata per curare anche infarti, insufficienze cardiache, cancro e altre forme di degenerazione delle cellule nervose come il morbo di Parkinson e il morbo di Alzheimer."

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#123 Messaggio da leggere da desertstorm »

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#124 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 68

La relazione tra carcinoma mammario e ormoni sessuali

GLI ORMONI SESSUALI SINTETICI USATI NELLA TERAPIA ORMONALE SOSTITUIVA (HRT) E NEI CONTRACCETTIVI POSSONO AUMENTARE IL RISCHIO DI TUMORE AL SENO




Circa il 10% di tutte le donne nel mondo sviluppa un tumore al seno nel corso della propria vita. Citando i dati raccolti da ampi studi sulla popolazione, gli esperti ora affermano che i progestinici (ovvero gli ormoni sessuali sintetici) usati nella terapia ormonale sostituiva (HRT) e nei contraccettivi possono aumentare il rischio di tumore al seno.

Questa patologia, tanto diffusa quanto letale, continua a essere combattuta dai ricercatori di tutto il mondo. Tra questi anche un gruppo di scienziati finanziati dalla UE, guidati dall'Istituto di biotecnologia molecolare dell'Accademia austriaca delle scienze (IMBA), con sede a Vienna. L'équipe di ricerca ha identificato un meccanismo chiave attraverso il quale i progestinici possono colpire direttamente le cellule mammarie.

Presentata sul periodico Nature, la ricerca dell'équipe si è basata sul lavoro pregresso del professore dell'IMBA Josef Penninger, che ha scoperto le prime prove genetiche che dimostrano che la proteina RANKL regola efficacemente la salute delle ossa attivando le cellule che scindono il materiale osseo quando deve essere sostituito. Se il sistema va in tilt e si registra una sovrapproduzione della proteina si ha una perdita di massa ossea che porta all'osteoporosi. La scoperta della stessa molecola nei tessuti mammari ha aiutato i ricercatori a ricostruire il legame tra il tumore al seno e gli ormoni sessuali.

Attraverso alcuni esperimenti condotti su topi, si è potuto verificare che un ormone sessuale femminile sintetico, usato nella HRT e nella pillola anticoncezionale, può attivare la proteina RANKL nelle cellule mammarie dei roditori.

Secondo i ricercatori, i processi di scissione e proliferazione delle cellule mammarie iniziano ma non si interrompono quando dovrebbero. Gli stessi aggiungono che le cellule staminali nel seno si rigenerano con successo, portando al carcinoma mammario.

Nel frattempo altri ricercatori del gruppo statunitense Amgen hanno eseguito altri test su topi, scoprendo che l'inibizione farmacologica del sistema RANKL svolge un ruolo cruciale nel differire la formazione di neoplasie mammarie, motivo per cui i carcinomi del seno sono meno frequenti nei roditori. Un altro esperimento sui topi ha rivelato che l'inibizione della proteina RANKL fa diminuire sia la formazione di neoplasie mammarie che di metastasi polmonari.

"Dieci anni fa abbiamo formulato l'ipotesi che la RANKL potesse essere coinvolta nella formazione del carcinoma mammario e ci è voluto un po' di tempo prima di riuscire a sviluppare dei sistemi per dimostrare questa tesi", ha spiegato il professo Penninger, coautore dello studio. "Devo ammettere che è stata una sorpresa scoprire quanto estesi fossero gli effetti del sistema. Milioni di donne assumono derivati del progesterone nei contraccettivi e durante le terapie ormonali sostitutive. Poiché i nostri risultati rivelano che il sistema RANKL funge da importante legame molecolare tra un ormone sessuale sintetico e le neoplasie mammarie, un giorno le donne potrebbero essere in grado di ridurre il rischio assumendo farmaci inibitori come profilassi per evitare il cancro al seno".

I funzionari nella UE e negli Stati Uniti hanno approvato un anticorpo monoclonale, chiamato denosumab, per trattare l'osteoporosi. Ora è in fase di studio l'approvazione del suo uso nel trattamento di metastasi ossee in pazienti con cancro in stadio avanzato.

"Saranno necessari altri studi per dimostrare il principio delle nostre scoperte", ha affermato l'autore principale, dott. Daniel Schramek dell'IMBA. "Ma speriamo che i test clinici del denosumab possano iniziare nel prossimo futuro per verificare se gli studi sui topi possono essere trasferiti direttamente sul carcinoma mammario umano".

Allo studio hanno partecipato ricercatori provenienti da Australia, Canada, Germania, Regno Unito e Stati Uniti ed è stato finanziato, in parte, dai progetti comunitari MASTERSWITCH e INFLA-CARE, oltre che dai Contributi di eccellenza Marie Curie, del valore di 1,86 milioni di euro, e da un Contributo avanzato del Consiglio europeo della ricerca, per un totale complessivo di quasi 2,5 milioni di euro.

MASTERSWITCH ("Mechanisms to attack steering effectors of rheumatoid syndromes with innovated therapy choices") ha ricevuto oltre 11 milioni di euro e INFLA-CARE ("Understanding inflammation-associated tumorigenesis for the rational design of novel anti-cancer therapeutic strategies") si è aggiudicato 12 milioni di euro nell'ambito del tema "Salute" del Settimo programma quadro della UE (7° PQ).

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#125 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 69

In aumento i casi di celiachia in età adulta

ALCUNE IPOTESI SONO LA MAGGIOR PRESENZA DI FRAMMENTI TOSSICI DI GLUTINE NEI CEREALI O LA MIGLIORATA QUALITÀ IGIENICA NEI PAESI SVILUPPATI, CHE ALTERA LA RISPOSTA IMMUNOLOGICA




Alcuni ricercatori italiani del Center for Celiac Research dell'Università di Baltimora (Stati Uniti), con il contributo dell'Università Politecnica delle Marche di Ancona, della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, Children's Hospital di Buffalo e il Quest Diagnostics Inc. di San Juan Capistrano in California, hanno compiuto un ampio studio epidemiologico sulla celiachia.
Alessio Fasano, coordinatore della ricerca e direttore dell'University of Maryland's Mucosal Biology Research Center e del Celiac Research Center, e Carlo Catassi, dell'Università Politecnica delle Marche ad Ancona, codirettore del Center for Celiac Research e membro della Fondazione Celiachia, hanno spiegato che la ricerca ha coinvolto 3500 cittadini americani i cui campioni di sangue sono stati analizzati nel 1974 e successivamente nel 1989. Da questa ricerca è emerso che i casi con marcatori sierologici positivi per la celiachia sono raddoppiati in quindici anni, quindi i soggetti che alla prima analisi erano risultati negativi hanno poi sviluppato l'intolleranza al glutine in età adulta.

I dati hanno dimostrato che questo tipo di intolleranza cresce con l'aumentare dell'età e che la sua frequenza è in netto aumento: nel 2003 un paziente su 133 era celiaco. Carlo Catassi spiega: "Questi risultati confermano dati precedenti raccolti in Finlandia, secondo cui la frequenza di celiachia negli anziani è almeno due volte e mezzo superiore rispetto a quella della popolazione generale, ribaltando così il concetto diffuso secondo cui la perdita di tolleranza nei confronti del glutine avvenga per lo più nell'infanzia: non si nasce necessariamente celiaci, ma la malattia può manifestarsi a qualsiasi età". Secondo l'esperto, le cause dell'aumento dei casi di celiachia possono essere diversi, tra cui il miglioramento delle condizioni igieniche nei Paesi sviluppati che potrebbe alterare la capacità di risposta immunitaria dell'organismo, oppure l'aumento del consumo di prodotti contenenti glutine; tuttavia si pensa che il fattore che più incide sia la cospicua presenza di frammenti tossici di glutine nei cereali in commercio. I dati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Annals of Medicine.

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#126 Messaggio da leggere da jpm »

Per questo motivo non ho mai comprato lo sterilizzatore e altre putt..ate che, invece di proteggere mio figlio, lo abituano a stare in un'ampolla di vetro. :fuck:
Pensa che gli non pulisco neanche le posate che cadono per terra!
:terryfyed: Che orrore, direbbe qualcuno!
Secondo me, è meglio metterlo a contatto con le schifezze adesso che è piccolo. E forte.
Pensa che quando prende l'influenza, ce l'attacca subito e guarisce in un paio di giorni. E a noi ci vuole una settimana :D
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#127 Messaggio da leggere da desertstorm »

Condivido a pieno, se non abitui il corpo a difendersi, quando ci si presenta la necessità il fisico reagisce male e molto lentamente, come hai detto tu, proprio come chi ha sempre vissuto in un'ampolla di vetro.

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#128 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 70

Scoperte 30 regioni del genoma responsabili dell'obesità

UNA RICERCA HA INDIVIDUATO QUALI REGIONI GENOMICHE INFLUISCONO SULL'INDICE DI MASSA CORPOREA E QUALI SONO RESPONSABILI DELLA DISTRIBUZIONE DEL GRASSO CORPOREO




Nature Genetics riporta i risultati di una duplice ricerca, portata avanti dal un team di oltre 400 scienziati provenienti da 280 centri di ricerca, che dimostra l'esistenza di regioni genomiche responsabili dell'Bmi (indice di massa corporea).
Nella prima parte di studio sono stati coinvolti 250 soggetti, grazie ai quali sono state individuate 18 regioni genomiche che influiscono sull'indice di massa corporea; nella seconda parte, ne sono state scoperte altre 13 responsabili, quest'ultime, della distribuzione del grasso nel corpo.
Negli obesi la forma del corpo, che può essere "a pera", quando i depositi di grasso si trovano sui fianchi e sui glutei, oppure "a mela", quando c'è un eccesso di materiale adiposo sull'addome, è di grande importanza per valutarne il quadro clinico.
La forma cosiddetta "a mela", infatti, è quella correlata all'insorgenza di alcune patologie, quali il diabete e le malattie cardiovascolari.

Fonte:
Association analyses of 249,796 individuals reveal 18 new loci associated with body mass index
Elizabeth K Speliotes, Cristen J Willer, Sonja I Berndt, Keri L Monda, Gudmar Thorleifsson, Anne U Jackson, Hana Lango Allen, Cecilia M Lindgren, Jian'an Luan, Reedik Mägi, et al.
Nature Genetics (10 October 2010) doi:10.1038/ng.686 Article

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#129 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 71

Una compressa per i malati di tumore al polmone

SCOPERTO A LIVORNO UN NUOVO FARMACO CHE POTRÀ SOSTITUIRE LA CHEMIOTERAPIA NEI PAZIENTI AFFETTI DA TUMORE AL POLMONE CON MUTAZIONE DEL GENE EGFR, EVITANDONE GLI EFFETTI COLLATERALI




Al congresso della Società europea di Oncologia a Milano, Federico Cappuzzo, direttore dell'Unità operativa di Oncologia medica all'ospedale di Livorno, ha presentato un nuovo farmaco capace di bloccare la moltiplicazione di cellule cancerogene.
Il direttore generale dell'Azienda USL 6 di Livorno Monica Calamai dice: "La discussione di studi come questo in sedi tanto prestigiose, permette di far apprezzare l'opera dei nostri esperti a livello internazionale e conferisce alla nostra Sanità, sempre al passo con la ricerca, un importante riconoscimento."
Le ricerche hanno dimostrato che l'assunzione di questo medicinale da parte di soggetti affetti da carcinoma polmonare, ha riscontrato risultati migliori rispetto al tradizionale uso della chemioterapia, soprattutto per i pazienti che presentano la mutazione del gene EGFR (per lo più donne e non fumatori). Il trattamento con Erlotinib permette di agire in modo più selettivo, riuscendo a impedire lo sviluppo delle cellule cancerogene e a ucciderle, eliminando gli effetti collaterali della chemioterapia.

COMMENTO PERSONALE:
:O ....ma come fa a passare inosservata una notizia del genere? A me sembra strana la cosa.............bahh provero a cercare maggiori info.

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#130 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 72

Antibatterico dei dentifrici sotto accusa

IL TRICLOSAN PRESENTE IN DENTIFRICI, SAPONI E COSMETICI CAUSA FARMACO-RESISTENZA ED È SOSPETTATO DI PROVOCARE ALTERAZIONI ORMONALI




Il Comitato per la sicurezza scientifica dell'Unione Europea sostiene che la capacità battericida di questa sostanza possa promuovere la diffusione di fenomeni di antibiotico-resistenza, fenomeno molto pericoloso che mina l'efficacia dei farmaci.
Il triclosan, infatti, può causare mutazioni genetiche che provocano un aumento delle difese dei batteri contro i medicinali, in particolare il problema riguarda gli antibiotici. Inoltre queste mutazioni possono essere trasmesse ad altri microrganismi, diffondendo così la farmaco-resistenza acquisita. Alcuni studi hanno già individuato alcune mutazioni di salmonella, del batterio responsabile delle infezioni ospedaliere (MRSA) e di E.coli che inducono un certo grado di resistenza al triclosan.
Le aziende produttrici di cosmetici e dentifrici si dividono sulla questione: la GlaxoSmithKline, per tranquillizzare i consumatori, ha deciso di eliminare il triclosan da Aquafresh, Sensodyne e Corsodyl. La Colgate Palmolive, invece, crede che i benefici apportati dall'antibatterico siano più importanti degli eventuali rischi.

E' da notare che il triclosan, secondo quanto rilevato dalle analisi condotte dai Centri statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, si rileva nelle urine del 75% della popolazione americana e probabilmente in Europa la situazione è simile.
Infine, un altro allarme arriva dalla FDA (Food and Drug Administration) secondo cui il triclosan potrebbe causare alterazioni ormonali e per questo si stanno conducendo ulteriori studi.

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#131 Messaggio da leggere da jpm »

desertstorm ha scritto: :O ....ma come fa a passare inosservata una notizia del genere? A me sembra strana la cosa.............bahh provero a cercare maggiori info.
Agostino, ricordati che sei in Italia.
Di quel farmaco ho letto un articolo su Scientific American datato 1997!
Qui i giornalisti si alzano la mattina e, cadendo dalle nuvole, s'inventano notizie sensazionali riciclando cose che, quando sono successe, non hanno cagato pari!
Scusa la volgarità, ma ogni volta succede che leggo un articolo o vedo un servizio che ti vogliono vendere come ultima notizia, mentre sulle riviste scientifiche sono già cose vecchie!
Ci prendono per il c... scrivono le cose perché hanno un buco nella pagina e non sanno cosa scrivere.
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#132 Messaggio da leggere da desertstorm »

Jean pierre grazie. Non ne ero a conoscenza. Pero a questo punto questa diventa un maniera autolesionista per far perdere prestigio ad uno dei 3,4 , rinomati siti che frequento. :fainted: .........mahh

Comunque a proposito dell'efficacia di alcuni farmaci contro il cancro, ha mai sentito parlare delle tante cose che si sono detto sull'Ascorbato di potassio e del metodo Pantellini. Ti posto se pagine pdf al proposito. Dimmi cosa ne pensi !
Allegati
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#133 Messaggio da leggere da jpm »

desertstorm ha scritto:Jean Pierre grazie. Non ne ero a conoscenza. Però a questo punto questa diventa un maniera autolesionista per far perdere prestigio ad uno dei 3,4 , rinomati siti che frequento. .........mahh
Non sto parlando dei siti che frequenti che, assieme a questo tuo topic, sono mosche bianche in Italia!
Infatti la news parla di un convegno recente.
Il mio era uno sfogo rivolto al mondo giornalistico in generale, quello delle grandi masse. Forse ero fuori luogo, non volevo farti venire dei dubbi :)
Ammiro le persone che non si fermano al superficialismo divagante delle scienze divulgate sui mass-media.

Voglio fare un esperimento per provare la mia teoria:
Scommettiamo che, appena smette di piovere, parleranno di una "nuova" cometa da guardare in questi giorni (io la osservo da un paio di mesi, ma è stata scoperta nel 1986)?
desertstorm ha scritto:Dimmi cosa ne pensi !
Se ti dico che produrlo costa pochi euro al chilo, cosa ti viene in mente? :sorry:
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#134 Messaggio da leggere da desertstorm »

jpm ha scritto: Voglio fare un esperimento per provare la mia teoria:
Scommettiamo che, appena smette di piovere, parleranno di una "nuova" cometa da guardare in questi giorni (io la osservo da un paio di mesi, ma è stata scoperta nel 1986)?
Non dirmi che sei un appassionato di astronomia ed hai anche un telescopio? (perchio io lo sono e ce l'ho :)) )

jpm ha scritto: Se ti dico che produrlo costa pochi euro al chilo, cosa ti viene in mente? :sorry:

Quindi convieni con me che nel metodo Pantellini e sull'ascorbato di potassio "potrebbe" (vado cauto nell'esprimermi, non si sa mai, dovessimo scatenare un putiferio :) ) esserci molto di più che il classico "fondo di verità" ?

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#135 Messaggio da leggere da jpm »

Le doti antiossidandi dell'ascorbato di potassio sono conosciute dagli anni 30.
In particolare, si sa che la vitamina C è un ottimo veicolo per portare i minerali dentro le cellule.
Pantellini ne ha riscoperto le qualità per caso, come documentato nel (bellissimo) Pdf che hai postato.
La serietà del Professor Pantellini viene espressa nel fatto che lui stesso afferma che non può sostituire la normale terapia anticancro.
Ma non c'è alcun dubbio che quel composto aumenti le probabilità di una migliore qualità di vita, o di una possibile guarigione.
Prova a fare una ricerca in inglese con potassium ascorbate, tralasciando gli annunci economici, ti stupirai di quante persone siano rinate.

Sono stato Presidente del Gruppo Astrofili Sammarinese (finché è esistito) :guilty:
La Hartley si vede con il binocolo, nella regione di Andromeda, a fine mese potrebbe essere visibile ad occhio nudo :l
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#136 Messaggio da leggere da desertstorm »

jpm ha scritto:Le doti antiossidandi dell'ascorbato di potassio sono conosciute dagli anni 30.
In particolare, si sa che la vitamina C è un ottimo veicolo per portare i minerali dentro le cellule.
Pantellini ne ha riscoperto le qualità per caso, come documentato nel (bellissimo) Pdf che hai postato.
La serietà del Professor Pantellini viene espressa nel fatto che lui stesso afferma che non può sostituire la normale terapia anticancro.
Ma non c'è alcun dubbio che quel composto aumenti le probabilità di una migliore qualità di vita, o di una possibile guarigione.
Prova a fare una ricerca in inglese con potassium ascorbate, tralasciando gli annunci economici, ti stupirai di quante persone siano rinate.

Sono stato Presidente del Gruppo Astrofili Sammarinese (finché è esistito) :guilty:

Breve OT
Io invece ero socio della UAI, alcuni anni fa, poi ho un po accantonato la passione, ma di tanto in tanto passo la notte a scrutare le stelle col mio celestron schmidt cassegrain :)) .
I miei due sogni in tema di stelle sono:
- trascorre una notte sul monte Palomar.
- Riuscire a vedere le pleiadi (magari quando andrò in africa :D ).
Ti faccio i complimenti per il tuo onorevole passato da presidente :)


In merito all'ascorbato, bhe che dire ..............l'economia, la politica ed anche la scienza medica, (devono/vogliono :furios: ) seguire direzioni diverse ed economicamente più fruttuose. :fainted:

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#137 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 73

Scoperti i geni legati alla psoriasi

GRAZIE A UNA RICERCA CONDOTTA SU SCALA MONDIALE È STATA COMPRESA LA DOPPIA NATURA DELLA PSORIASI E I GENI COINVOLTI NELLA MANIFESTAZIONE DELLA SUA FORMA PIÙ GRAVE, L'ARTRITE ARTROPATICA




Un importante studio mondiale, che ha coinvolto anche l'Italia, ha portato alla scoperta di numerose mutazioni genetiche legate alla malattia e alla codifica della sua mappa genetica; i dati raccolti permetteranno di creare delle terapie innovative, mirate a ritardare lo sviluppo verso forme più gravi della malattia.
Secondo l'Associazione per la difesa degli Psoriasici (ADISPO), la psoriasi colpisce circa 2 milioni di persone in Italia e più di 100 milioni nel mondo.
E' una malattia auto-immune in cui il sistema immunitario attacca la pelle, causando delle macchie rossastre e squamose su cuoio capelluto, ginocchia, gomiti, e sulla parte inferiore della schiena.Secondo Giuseppe Novelli ed Emiliano Giardina, genetisti italiani che hanno partecipato agli studi, è stato raggiunto un risultato molto importante perché "si è fatto luce, scoprendo numerosi difetti nei geni del sistema immunitario e della cute, sulla doppia natura della malattia: immunitaria ed epidermica''.

Inoltre si è potuto approfondire la conoscenza riguardo l'artrite psoriasica, una forma gravissima della malattia, che crea danni ai piedi e alle mani, anche dal punto di vista osseo.
Anche se lo studio si è basato su cinque ricerche differenti, il principio guida è stato quello di confrontare il DNA di individui malati con quello di soggetti sani. Xue-Jun Zhang, della Anhui Medical University (Hefei), ha effettuato lo studio sui cinesi; Andre Franke della Università di Kiel e Andrè Reis dell'università Erlangen-Nuremberg hanno eseguito la ricerca sulla popolazione tedesca, e Richard Trembath del King's College di Londra ha esaminato 2.622 psoriasici e 5.667 pazienti sani in Inghilterra. Tutti gli studi hanno riscontrato delle mutazioni genetiche legate alla malattia.
Novelli, preside della Facoltà di Medicina, ha aggiunto: "Lo studio condotto da Xue-Jun Zhang, ha svelato che la la psoriasi è una malattia molto eterogenea, in quanto nella popolazione cinese i geni coinvolti sono diversi rispetto alle popolazioni dell'Occidente. Questa ricerca, condotta a livello mondiale, mette tutti d'accordo perché sono state identificate mutazioni sia nei geni che regolano la cute sia in quelli del sistema immunitario; inoltre ha permesso di individuare i geni della risposta infiammatoria nella psoriasi artropatica". I risultati delle cinque ricerche sono pubblicati sulla rivista Nature Genetics.

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#138 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 74

Nuove speranze per i malati di tumore al polmone

GRAZIE ALL'USO DEL NUOVO FARMACO AFATINIB SI POTRÀ MIGLIORARE LA SINTOMATOLOGIA DEI PAZIENTI AFFETTI DA CARCINOMA POLMONARE NON A PICCOLE CELLULE



Alla McGill University (Canada) sono stati effettuati due studi clinici sull'utilizzo del afatinib, farmaco per pazienti affetti da Nsclc, carcinoma polmonare non a piccole cellule. Il medicinale, assunto per via orale, in fase III di sperimentazione si è rivelato molto efficace su soggetti con tumore metastatico, e in un trial clinico di fase II ha aumentato la sopravvivenza dei malati che presentavano una mutazione del gene per l'Egfr, il recettore del fattore di crescita epidermico.
Gli esperti, presenti a Milano al 35esimo congresso dell'ESMO (Società europea di oncologia medica), hanno spiegato che lo afatinib è il primo farmaco che dimostra un significativo allungamento della sopravvivenza nei casi di Nsclc "triplicando il periodo di sopravvivenza libero da progressione di malattia rispetto a placebo, 3.3 mesi contro poco più di un mese. Inoltre la nuova molecola ha migliorato, o almeno ridotto, i sintomi correlati al cancro: disturbi respiratori, dispnea e dolore" ha spiegato la ricercatrice Vera Hirsch.

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#139 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 75

Scoperte le tre proteine responsabili della celiachia

INDIVIDUATI I FRAMMENTI PROTEICI CHE DANNO LA MAGGIOR RISPOSTA IMMUNITARIA AL GLUTINE, UN PRIMO PASSO PER UN VACCINO CONTO L'INTOLLERANZA AI CEREALI




Sulla rivista Science Translational Medicine è stata pubblicata una ricerca, effettuata da un gruppo di ricercatori australiani e britannici, che ha permesso di individuare le proteine responsabili della celiachia. La celiachia è un'intolleranza immuno-mediata al glutine, proteina presente nell'orzo, segale e frumento e grazie a questa importante scoperta è stato possibile creare un nuovo vaccino che permetterà di diminuire gli effetti collaterali dell'intolleranza.
Gli studiosi hanno preso in esame 200 pazienti, hanno fatto mangiare loro pane, orzo bollito e focacce di segale e dopo sei giorni hanno effettuato delle analisi del sangue per controllare come si stava comportando il loro sistema immunitario. Si è visto così che l'organismo dei pazienti ha considerato tossici 90 dei 2700 frammenti della proteina del glutine; tre dei 90 frammenti sono stati ritenuti altamente tossici, "i tre componenti che formano la maggior parte della risposta immunitaria al glutine" ha dichiarato Bob Anderson, ricercatore di Melbourne. Il vaccino, di futuro impiego, è stato prodotto da una società biotech di Melbourne, la Nexpep

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#140 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 76

L'aspirina per proteggere il colon dal tumore

UNA RICERCA INGLESE HA RIVELATO CHE LA NORMALE DOSE GIORNALIERA DI ASPIRINA, ASSUNTA PER PREVENIRE PROBLEMI CARDIOCIRCOLATORI, RIDUCE DEL 24% LA COMPARSA DEL TUMORE AL COLON





Da uno studio condotto dal John Radcliffe Hospital presso Oxford e diretto da Peter Rothwell è emerso che la somministrazione di modeste dosi di aspirina riducono la comparsa di cancro al colon. Lo studio è stato condotto su circa 14000 volontari, suddivisi poi con vari gruppi in base a che prendessero o meno la dose giornaliera di aspirina per la prevenzione cardiovascolare.
Si è scoperto così che la somministrazione di un quarto di dose necessaria per la cefalea, non solo protegge il cuore dagli infarti e previene gli ictus, ma riduce di circa un quarto il rischio di cancro al colon e il rischio di morte per questa forma di tumore.
Ad una parte dei soggetti durante il periodo in cui sono stati tenuti sotto controllo, circa 20 anni, è stato diagnosticato il tumore al colon e coloro che avevano assunto l'aspirina hanno mostrato un rischio ridotto del 24% di ammalarsi e un rischio di morte inferiore del 35%. Lo studio condotto dai ricercatori inglesi è stato pubblicato sulla rivista Lancet

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