ML59 ha scritto: Se trattati con la dovuta cura, i cambi automatici durano praticamente in eterno, visto che trasmettono la coppia non per mezzo dell'attrito applicato a degli ingranaggi ma per mezzo di un fluido.
La frizione monodisco a secco è di una affidabilità media superiore in maniera imbarazzante rispetto ad una idraulica (è il c.d. convertitorre di coppia...).
Ricordatevene: una macchina con l'automatico è facile che venga rottamata per un guasto al cambio!
Sono costosi, di complessa ed onerosa manutenzione, e se si rompono sono ca..i! E prima o poi si rompono...
I doppia frizione sono l'esaltazione del "non senso" tetesco: complessi, pesanti e costosi... ed anche questi meno affidabili... più pezzi, più guasti: sarà pure un vecchio adagio ma resta validissimo.
Non è un caso che la Honda per la sua MotoGP abbia progettato un cambio con 2 marce in presa (questo sì che è ok: si riducono i tempi di cambiata) ma con UNA sola frizione: su una moto l'aggravio di peso e di complicazione sarebbe stato inaccettabile...
Quanto alla manutenzione: addirittura diverse officine (oneste) sugli automatici non ci mettono le mani, ma li mandano presso chi è più specializzato, quando non ci si imbatte in "meccanici" che non sanno proprio come è fatto dentro.
L'automatico è comodo. Ma a parte questo... ha solo punti a suo sfavore rispetto ad un manuale, pur se è una soluzione tecnicamente affascinante, a patto di sapere bene con cosa si è scelto di "convivere".
Ci sono solo rarissime applicazioni di "automatici" in ottica di contenimento dei consumi (VW e Toyota, citando a memoria): ma si tratta di cambi programmati per essere risparmiosi e, soprattutto, per consentire di avere dei consumi bassi e costanti, specie in ambito urbano, dove il "piede" di chi guida (il sinistro...) può fare la differenza (minima, e comunque, nessuno mi toglie dalla testa che con una Lupo3l con l'automatico si consumasse comunque di più che se ci fosse stato un manuale gestito da un conducente appena appena "medio"...)