NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

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ZioTom
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#241 Messaggio da leggere da ZioTom »

desertstorm ha scritto:
ZioTom ha scritto:Ago l'acetil-CoA si può formare anche dal piruvato (prodotto della glicolisi e utilizzato come substrato, assieme al coenzima A), ma non per opera di un solo enzima, bensì da un complesso trienzimatico detto complesso della piruvato deidrogenasi..

per gli elettroni invece non ho ben capito la domanda, però oh, io studio da avvocato, mica da medico :))
ehmm, io lo sapevo, il mio era un test :D :D :D :D :D :D :D


Bravo comunque, in merito al tuo dubbio invece:
hli elettroni ceduti da questo composto sotto forma di NADH e FADH2 entrano nella catena di trasporto degli elettroni che permette la sintesi di ATP :))
ah, brutto pirla che non sei altro...
infatti mi chiedevo a che cazz.o ti servisse sapere una roba del genere.. la prossima volta guardo su wikipedia e ti copio incollo la risposta, sbarlafush :D
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desertstorm
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#242 Messaggio da leggere da desertstorm »

desertstorm ha scritto:il mio era un test ........
ed era rivolto a qualcuno che ha detto :

domanda sul ciclo di Krebs: presente!!
:D :D :D :D

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#243 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 138

Identificato il gene del dolore cronico

IL GENE HCN2 HA UN RUOLO NELLA REGOLAZIONE DELLA FREQUENZA DELL'ATTIVITÀ ELETTRICA NEI NERVI SENSIBILI AL DOLORE: BLOCCANDOLO FARMACOLOGICAMENTE NON VIENE COINVOLTO IL DOLORE ACUTO



Alcuni scienziati in Spagna e nel Regno Unito hanno scoperto un gene responsabile di regolare il dolore cronico. Pubblicati sulla rivista Science, i risultati fanno luce su come i farmaci possono essere mirati per bloccare la proteina prodotta dal gene in modo da combattere il dolore cronico. I ricercatori sono stati finanziati in parte da una borsa Azioni Marie Curie del Settimo programma quadro (7° PQ) dell'UE.

I ricercatori dell'Università di Cambridge, in collaborazione con colleghi del Dipartimento di Neuroscienza, Centro de Investigación Biomédica en Red de Salud Mental (CIBERSAM), Facoltà di medicina, Università di Cádiz in Spagna, dicono che il tasso di azione che potenzialmente alimenta i nocicettori è un importante fattore che determina l'intensità del dolore.

Circa un inglese su sette soffre di dolore cronico o di lunga durata. I disturbi più comuni sono artrite, mal di schiena e mal di testa. Secondo gli esperti ci sono due tipi di dolore cronico: dolore infiammatorio e dolore neuropatico.

Il dolore infiammatorio è la conseguenza di una lesione persistente come l'artrite o una bruciatura che provoca una sensibilizzazione delle terminazioni nervose sensibili al dolore.

Quindi i soggetti finiscono per sentire molto più dolore. Il dolore neuropatico è il tipo di dolore meno curabile. Qui il danno al nervo produce un dolore continuo e i malati sono ipersensibili agli stimoli. I ricercatori dicono che il dolore neuropatico, che potrebbe essere un problema permanente, colpisce molte persone ma è difficile da curare.

Per esempio, i diabetici devono fare i conti con il dolore cronico (ci sono 3,7 milioni di persone in Europa, Giappone e Stati Uniti cui è stato diagnosticato il diabete) così come chi soffre di herpes zoster e i malati di cancro. Anche la lombalgia è un dolore neuropatico.

"Chi soffre di dolore neuropatico spesso ha poco sollievo o addirittura nessuno a causa della mancanza di medicine efficaci," dice l'autore anziano dello studio, il professor Peter McNaughton del Dipartimento di farmacologia dell'Università di Cambridge nel Regno Unito. "La nostra ricerca getta le basi per lo sviluppo di nuovi farmaci per curare il dolore cronico bloccando l'HCN2".

Il gene HCN2 si esprime in terminazioni nervose sensibili al dolore. Mentre i ricercatori hanno da tempo determinato che il gene è espresso in terminazioni nervose sensibili al dolore, nessuno è stato in grado di chiarire che ruolo abbia nella regolazione del dolore... finora.

Spiegano che poiché un gene collegato, l'HCN4, influenza il controllo della frequenza dell'attività elettrica nel cuore, credono che l'HCN2 abbia un ruolo nella regolazione della frequenza dell'attività elettrica nei nervi sensibili al dolore.

Ai fini dello studio, il team ha rimosso il gene HCN2 dai nervi sensibili al dolore. Quindi gli scienziati hanno fatto degli studi usando stimoli elettrici su questi nervi in colture di cellule per scoprire come le loro proprietà cambiavano quando veniva tolto l'HCN2.

"Molti geni hanno un ruolo fondamentale nella sensazione di dolore, ma nella maggior parte dei casi interferendo con loro si elimina semplicemente tutto il dolore, o persino la sensazione del dolore," dice il professor McNaughton. "La cosa interessante di questo lavoro sul gene HCN2 è che eliminandolo - o bloccandolo farmacologicamente - si elimina il dolore neuropatico senza coinvolgere il normale dolore acuto. Questa scoperta potrebbe essere molto preziosa in campo medico perché la normale sensazione di dolore è essenziale per evitare i danni accidentali."

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#244 Messaggio da leggere da jpm »

Bella notizia, peccato che in Italia la terapia del dolore sia molto sottovalutata...
... sembra che i medici ci provino gusto a farti male
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#245 Messaggio da leggere da desertstorm »

Ho avuto esperienze opposte invece (non io personalmente).
Bah, forse dipenderà molto dalle diverse mentalità nelle varie aziende ospedaliere.

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#246 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 139

Biocarburante da batteri

AL MIT DI BOSTON SI STA CERCANDO DI INDUSTRIALIZZARE UN PROCESSO CHE HA PERMESSO DI INGEGNERIZZARE UN BATTERIO IN MODO CHE PRODUCA BIODIESEL DA QUALSIASI ZUCCHERO



Greg Stephanopoulos, professore di biotecnologie e ingegneria chimica al Mit di Boston, ha ingegnerizzato un batterio in modo da produrre in modo rapido ed efficiente biodiesel da qualsiasi zucchero, acido acetico, glicerina o biomassa cellulosica.
Il batterio non necessita di un nutrimento particolare, si ciba dei rifiuti delle attività agricole e delle nostre tavole. Il biocarburante ha un rendimento doppio rispetto agli altri concorrenti e costerebbe 25/30 centesimi di dollaro al litro, prezzo molto competitivo con il diesel da petrolio.
Secondo Stephanopoulos l'impiego di batteri in questo tipo di industria è molto interessante perché "sono dei lavoratori low cost, e si sostituiscono all'equivalente processo chimico che richiederebbe temperature e pressioni elevate e solventi costosi".
Inoltre il batterio entro quattro o cinque anni salverà l'Amazzonia: infatti, il 90% del biodisel deriva dalla soia e la deforestazione dell'Amazzonia, necessaria per coltivare soia, procede al ritmo di 7.000 km2 all'anno. Le compagnie petrolifere sono molto interessate a creare dei biocarburanti perché si ottiene un prodotto economico, efficace e più ecologico.
Stephanopoulos, in Italia per partecipare a un convegno organizzato da Federchimica e dall'Accademia dei Lincei in occasione dell'anno mondiale della chimica, sta cercando di industrializzare il processo con la startup Novogy per iniziare la produzione di massa entro qualche anno.
Il risultato più importante ottenuto dal ricercatore del Mit è l'incremento della tolleranza delle coltivazioni microbiche alla tossicità dei prodotti.

COMMENTO PERSONALE
ho evidenziato in rosso affinche l'impressionante dato risultasse più evidente

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#247 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 140

Una nuova molecola contro l'Huntington

INIZIA LA FASE II DI SPERIMENTAZIONE DEL COMPOSTO SELISISTAT ATTIVO CONTRO L'HUNTINGTON E FORMULATO DALLA SIENA BIOTECH SOCIETÀ ALL'AVANGUARDIA NELLO STUDIO DELLA MALATTIE RARE



La società Siena Biotech si appresta a condurre la Fase II di sperimentazione clinica per un nuovo composto, il Selisistat.
Selisistat è un inibitore selettivo della Sirtuina 1 (SEN0014196) e sembra essere una potenziale arma contro l'Huntington, una grave patologia neurodegenerativa autosomica dominante che fin ora non ha ancora una cura efficace. Per ora la molecola si è dimostrata attiva su una serie di modelli pre-clinici della malattia ed è possibile che in futuro possa essere sfruttata per la cura di altre malattie del sistema nervoso.
Presso la Siena Biotech, la società strumentale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena che si occupa dello studio delle malattie rare, si è svolto il primo Investigator Meeting per la gestione e il monitoraggio dell'innovativo composto che ha riunito circa settanta esperti internazionali.
Goran Westerberg, responsabile dello Sviluppo Clinico e Regolatorio di Siena Biotech, ha così commentato l'evento: "Siamo molto soddisfatti ed orgogliosi di aver organizzato questo importante evento a Siena presso la nostra società frutto degli sforzi compiuti dai nostri ricercatori.

E' la prima volta che Siena Biotech conduce uno studio clinico di Fase II, evento raro nel settore farmaceutico italiano. Il composto Selisistat da noi sviluppato consentirà di modulare la progressione della malattia di Huntington".
La sperimentazione clinica su pazienti affetti da Huntington coinvolgerà diciotto centri distribuiti in Inghilterra, Germani, Stati Uniti e Italia (Milano, Siena, Pozzilli e Firenze) e servirà per valutare la tollerabilità della molecola, il suo meccanismo d'azione e la sicurezza.

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#248 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 141

Curato l'Alzheimer nei topi

L'INIBITORE D-JNKI1 HA AGITO SULL'ENZIMA JNK RESPONSABILE DELLA FORMAZIONE DI FRAMMENTI DI BETA AMILOIDE E DELLA PRTEINA TAU, ALLA BASE DELLA NEURODEGENERAZIONE



Individuata da ricercatori dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano una possibile strategia terapeutica innovativa per il trattamento della malattia di Alzheimer. La ricerca condotta dal laboratorio diretto da Tiziana Borsello, pubblicata sul prestigioso Journal of Biological Chemistry, ha evidenziato il ruolo chiave dell'enzima JNK, dimostrando il suo coinvolgimento nella generazione e nella progressione del Alzheimer.

L'enzima JNK, infatti, agisce su due proteine alla base della neurodegenerazione cellulare: la proteina Amiloide responsabile della formazione delle specie neurotossiche, i frammenti di beta amiloide, e la proteina Tau responsabile dei grovigli neuro-fibrillari.

"Partendo da questa scoperta - spiega Tiziana Borsello, del Dipartimento Neuroscienze dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri' - abbiamo messo a punto e somministrato il primo trattamento cronico con un peptide inibitore di JNK su un topo affetto d' Alzheimer. L'inibitore specifico utilizzato, il D-JNKI1, si è dimostrato in grado di prevenire l'azione dell'enzima JNK su entrambi i markers.

Il trattamento cronico con D-JNKI1, somministrato in una fase conclamata della malattia, è stato in grado di annullare completamente i deficit cognitivi (perdita di memoria) e le alterazioni elettrofisiologiche caratteristiche della malattia (mal funzionamento dei neuroni dell'ippocampo), senza effetti collaterali rilevanti".

D-JNKI1, inoltre, ha permesso di ridurre in modo significativo la produzione di oligomeri di beta amiloide, le specie neuro-tossiche, il deposito di placche senili nel parenchima cerebrale e la fosforilazione della proteina Tau. Il trattamento messo a punto dal laboratorio conferma l'importanza dell'enzima JNK nello sviluppo dell'Alzheimer e la sua conseguente centralità nella lotta contro la malattia.

"Il trattamento effettato sui topi col peptide inibitore – conclude Tiziana Borsello - ha notevolissime implicazioni cliniche e apre nuove speranze per lo sviluppo di farmaci in grado di curare la malattia di Alzheimer".

L'Alzheimer è la forma più comune di demenza neurodegenerativa: fra gli ottantenni, uno su tre ne è affetto e si calcola che nel mondo siano oltre 26 milioni le persone malate. La patologia è oggi la quinta causa di morte nella popolazione anziana ed è al terzo posto, dopo le cardiopatie e il cancro, nella classifica dei maggiori costi sanitari.

L'incidenza della malattia di Alzheimer rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria destinata a crescere nei prossimi anni con l'incremento della vita media della popolazione. L'attuale mancanza di terapie e gli elevati costi socio-sanitari necessari per l'assistenza dei pazienti rendono prioritario lo sviluppo di efficaci strategie farmacologiche per combattere la malattia. I risultati ottenuti presso il laboratorio di Morte Neuronale e Neuroprotezione dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano aprono cosi nuove speranze nello sviluppo di nuove strategie farmacologiche per curare Alzheimer.

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#249 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 142

A buon punto progetto contro il cancro al seno

ALLO STUDIO MUTAZIONI GENETICHE CHIAVE ED ALTRI PROCESSI MOLECOLARI ANOMALI DI DUE SOTTOTIPI DI CARCINOMA ALLA MAMMELLA DIFFICILMENTE TRATTABILI



Un progetto paneuropeo che mira a studiare due sottotipi difficilmente trattabili di cancro al seno può ormai dirsi a buon punto.

Il cancro al seno è la forma tumorale più diffusa nelle donne europee, con un'incidenza stimata di 450.322 casi nel 2008, e quella con il più alto tasso di mortalità femminile. Complessivamente, il 70,5% delle donne con una diagnosi di carcinoma alla mammella tra il 1995 e il 1999 è sopravvissuto per soli cinque anni. Studi recenti hanno permesso di individuare almeno cinque sottotipi, ognuno dei quali richiede un diverso trattamento.

Nel corso dei cinque anni del progetto, finanziato con quasi 6 milioni di euro nell'ambito del tema "Salute" del Settimo programma quadro (7oPQ) dell'UE, i ricercatori studieranno due sottotipi difficilmente trattabili di carcinoma alla mammella che rappresentano un quarto di tutti i casi: il carcinoma lobulare infiltrante (ILC), un tipo di cancro che ha origine nei lobuli della mammella e rappresenta il 10% circa dei casi, e il tumore mammario triplo negativo (TN), un sottotipo che non esprime i recettori per gli estrogeni, il progesterone e l'HER2 e rappresenta il 15% circa dei casi.

Dall'avvio del progetto nel gennaio 2011, i partner di RATHER (Rational Therapy for Breast Cancer: Individualized Treatment for Difficult-to-Treat Breast Cancer Subtypes), nato da università e piccole e medie imprese (PMI) di Irlanda, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito, si sono concentrati sull'avvio di studi clinici per farmaci in grado di inibire le chinasi (enzimi responsabili della segnalazione cellulare) in alcuni sottotipi di carcinoma alla mammella.



I partner del progetto RATHER mirano a comprendere più a fondo questi tipi di cancro applicando tecniche di indagine all'avanguardia a 300 campioni clinici di pazienti che ne sono affette. I campioni saranno attentamente esaminati impiegando un ampio ventaglio di piattaforme tecnologiche con l'obiettivo di identificare le differenze fondamentali tra i vari tipi di tessuto mammario infetto. La speranza è che alcune di queste differenze si rivelino la causa primaria della patologia e possano dunque essere il target di nuovi farmaci.

Quando la causa di una patologia è nota, infatti, gli scienziati hanno più probabilità di sviluppare un trattamento efficace. Gli scienziati di RATHER esamineranno da vicino le chinasi, enzimi sospettati di avere un ruolo in entrambi i sottotipi di cancro.

Poiché sono coinvolte sia università sia aziende, qualunque scoperta potrà essere rapidamente trasformata in strumenti da utilizzare negli studi clinici sul carcinoma della mammella. L'équipe ha già condotto studi pilota per verificare che i metodi adottati forniscano campioni di qualità sufficiente per ogni piattaforma tecnologica e ha concordato e adottato metodi standardizzati per la preparazione e l'invio dei campioni clinici.

Un principio chiave del progetto è l'armonizzazione: l'équipe spera che armonizzando le proprie metodologie sarà in grado di raffrontare le scoperte sperimentali effettuate dalle varie organizzazioni, un aspetto chiave per l'individuazione di un trattamento. A tale scopo, RATHER utilizza una banca dati comune, i cui dati saranno ampiamente accessibili al pubblico.

I partner del progetto lavorano inoltre in stretta collaborazione con l'Istituto europeo di bioinformatica tramite la comune partecipazione a EUROCANPLATFORM, un progetto finanziato dall'UE che ha ricevuto 12 milioni di euro nell'ambito del 7oPQ. L'obiettivo fondamentale è razionalizzare ogni aspetto della ricerca sul cancro in Europa, dalla ricerca di base agli studi clinici e preclinici. Partecipando a EUROCANPLATFORM, l'équipe di RATHER si assicura che il proprio database possa fungere da risorsa per la comunità scientifica europea per molti anni a venire.

Nel prossimo futuro, i ricercatori prevedono di completare l'analisi dei campioni tissutali e la valutazione iniziale dei dati risultanti. Una volta completata questa fase, i dati di ogni partner del progetto saranno integrati e sottoposti a esame incrociato, con l'obiettivo di individuare mutazioni genetiche chiave o altri processi molecolari anomali che prevedano un ruolo delle chinasi nei carcinomi mammari ILC e TN.

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#250 Messaggio da leggere da desertstorm »

news n° 143

Autismo, un deficit spinoso

ALTERAZIONI MORFOLOGICHE E FUNZIONALI DELLE SPINE DENDRITICHE E DELLE SINAPSI ALLA BASE DELL'AUTISMO E PATOLOGIE DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE: ALLO STUDIO I GENI IL1RAPL1 E SHANK3



Iperattività, tempi di attenzione brevi, impulsività, aggressività, autolesionismo, crisi di collera sono alcuni dei sintomi correlati all'autismo, patologia genetica talvolta associata al ritardo mentale, che colpisce un bambino su 10mila. La diagnosi avviene generalmente tra il secondo ed il terzo anno di vita e si basa sulla manifestazione di alterazioni nella comunicazione sociale, comportamento stereotipato, assenza di linguaggio, progressivo isolamento. Due studi realizzati dall'Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) di Milano, pubblicati su Journal Biological Chemistry e Human Molecular Genetics e finanziati anche da Telethon e Regione Lombardia, puntano a capire le cause che determinano l'insorgenza di tale patologia nella speranza di trovare approcci terapeutici mirati.

"Numerose patologie del sistema nervoso centrale, tra cui l'autismo, possono essere causate da alterazioni funzionali e morfologiche a carico delle spine dendritiche e delle sinapsi del circuito cerebrale", spiega Carlo Sala, ricercatore dell'In-Cnr di Milano. "Sono stati selezionati due geni, IL1RAPL1 (Interleukin-1 Receptor Accessory Protein Like 1) e SHANK3 (SH3 domain and ANKyrin repeats), entrambi essenziali al corretto funzionamento dei circuiti cerebrali e dunque alla base della nostra capacità di pensare, imparare e socializzare, ma anche causa certa di autismo e ritardo mentale in caso di mutazione genetica".



I neuroni permettono di ricevere, elaborare e trasmettere segnali nervosi dei circuiti cerebrali attraverso una serie di prolungamenti chiamati dendriti, la cui superficie è ulteriormente estesa da spine su cui si trovano le sinapsi, fondamentali per la connessione neuronale. "Numero e struttura di spine dendritiche e sinapsi sono alla base dei processi di apprendimento e mnemonici; varie patologie del sistema nervoso centrale, tra cui l'autismo, possono essere causate da loro alterazioni funzionali e morfologiche", specifica Chiara Verpelli, ricercatrice dell'In-Cnr di Milano. "I geni mutati che stiamo studiando, IL1RAPL1 e SHANK3, codificano per proteine localizzate proprio a livello delle spine, regolando la formazione e il mantenimento della funzionalità delle sinapsi neuronali, e sono stati identificati da noi e da altri laboratori come prototipi della patologia. Gli studi pubblicati hanno caratterizzato i difetti sinaptici indotti dalle mutazioni di IL1RAPL1 e SHANK3 e dimostrato, almeno in vitro, che un farmaco sperimentale è in grado di riparare il danno funzionale causato dalla mutazione del gene SHANK3. Bisogna ora capire meglio dove, come e quando è avvenuta l'alterazione da noi studiata. La speranza è di poter arrivare a strategie terapeutiche comuni applicabili all'uomo nelle forme di autismo che colpiscono le sinapsi".

Purtroppo la molteplicità funzionale dei geni identificati non consente ancora di teorizzare una strategia terapeutica comune a tutti i casi di autismo. "Studi recenti", prosegue Carlo Sala, "hanno mostrato una patogenesi genetica in un crescente numero di bambini affetti da disturbi autistici, evidenziando una diretta connessione tra manifestazioni autistiche e delezioni (assenza di un tratto cromosomico), mutazioni e particolari variazioni polimorfiche di un numero crescente di geni. L'identificazione precoce dell'autismo aprirebbe la via a trattamenti terapeutici laddove i processi di sviluppo neuronale possano ancora venire in parte modificati"

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#251 Messaggio da leggere da palla »

Complessivamente, il 70,5% delle donne con una diagnosi di carcinoma alla mammella tra il 1995 e il 1999 è sopravvissuto per soli cinque anni.

Nel corso dei cinque anni del progetto, finanziato con quasi 6 milioni di euro



Premesso che, fortunatamente, i dati che riporti sono vaccate colossali (non per colpa tua, ovviamente) mi chiedo cosa si possa realizzare con quasi 6 mio di euro per uno studio addirittura europeo.......

P.S. uno studio clinico che oltrepassi i 5 anni non viene piu' preso in considerazione dalla comunita' scientifica in quanto vecchio. Qui' siamo oltre i 12 anni. Fuffa allo stato puro :)
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#252 Messaggio da leggere da desertstorm »

Scusa palla non discuto i dati percentuali, ma dove hai letto che il progetto finanziato con 6 milioni e relativo a 12 anni fa?

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#253 Messaggio da leggere da palla »

Per esempio, i diabetici devono fare i conti con il dolore cronico (ci sono 3,7 milioni di persone in Europa, Giappone e Stati Uniti cui è stato diagnosticato il diabete) così come chi soffre di herpes zoster e i malati di cancro. Anche la lombalgia è un dolore neuropatico[/quote]

Desertstorm solo in Italia ci sono oltre 3 mio di diabetici. Quello che hai postato si riferisce al tipo 1 o al totale tipo 1 + tipo 2? Insomma, come gia' fatto notare, queste sono notizie senza senso, servite su internet sostanzialmente per giustifiacre i contributi per la ricerca. Smettila di spargere false informazioni, raccolte da siti del menga, che potrebbero danneggiare la speranza di chi e' veramente ammalato :unpleased:
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#254 Messaggio da leggere da desertstorm »

Palla non mi stai facendo capire nulla, a quale argomento stai facendo riferimento? :o(

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#255 Messaggio da leggere da palla »

desertstorm ha scritto:Scusa palla non discuto i dati percentuali, ma dove hai letto che il progetto finanziato con 6 milioni e relativo a 12 anni fa?
Sono i dati che presenti che sono vecchi di 12 anni! Figuriamoci se si possono ottenere finanziamenti per studi clinici cosi' vecchi quando ce ne sono di recentissimi. Con 6 mio euro, a livello europeo, ci compri, a malapena, i salatini e gli aperitivi per tutti:D
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#256 Messaggio da leggere da jpm »

Nella news 142 le frasi sono collegate in modo ambiguo e fanno cadere in errore.
Solo leggendo attentamente i verbi coniugati al futuro si capisce che il progetto è partito a gennaio di quest'anno.
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#257 Messaggio da leggere da palla »

desertstorm ha scritto:Palla non mi stai facendo capire nulla, a quale argomento stai facendo riferimento? :o(
Ovvio al dolore cronico e ai diabetici (che soffrono anche loro di dolore cronico).
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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#258 Messaggio da leggere da desertstorm »

palla ha scritto:
P.S. uno studio clinico che oltrepassi i 5 anni non viene piu' preso in considerazione dalla comunita' scientifica in quanto vecchio. Qui' siamo oltre i 12 anni. Fuffa allo stato puro :)
questo lo hai scritto tu

dove hai letto che questo studio è di 12 dodici anni fa

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#259 Messaggio da leggere da desertstorm »

jpm ha scritto:Nella news 142 le frasi sono collegate in modo ambiguo e fanno cadere in errore.
Solo leggendo attentamente i verbi coniugati al futuro si capisce che il progetto è partito a gennaio di quest'anno.
Ma tu però la hai capito!!

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Re: NEWS DAL MONDO DELLA MEDICINA

#260 Messaggio da leggere da desertstorm »

palla ha scritto:
desertstorm ha scritto:Palla non mi stai facendo capire nulla, a quale argomento stai facendo riferimento? :o(
Ovvio al dolore cronico e ai diabetici (che soffrono anche loro di dolore cronico).
Allora onde evitare confunsioni ti prego di quotare l'argomento dal quale trai il tuo commento senno non si capisce nulla perche quello che per te puo essere ovvio puo non esserlo per chi legge. Specie se salti velocemente da un argomento all'altro

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