Mah, NON andare a votare, è SBAGLIATO:
così facendo, non essendoci un quorim per la validità del voto (a diferenza di quanto accade per il referendum), è come delegare un altro a votare per te, a decidere per te chi ti deve governare, è come dire, fai tu, io rinuncio.
Invece no!!!!
Bisogna far sentire la propria voce, la voce del dissenso, e la voce del dissenso - per esempio - è prendere un partitucolo, magari uno nuovo, magari uno che non è mai entrato in Parlamento o in una Amministrazione, magari fatto di e da gente che non è ancora "contaminata" o "putrefatta", e dargli il voto, uno tu, magari, uno io, magari, uno qualcun altro, e forse qualcun altro si accorgerà che per esempio il Partito "vogliamo i cassonetti viola" non è stato votato per il suo programma ma per una protesta, in questo modo si toglerà anche solo un seggio a questi signori, si toglierà anche solo uno stipendio, una possibilità di rubare, ed in questo modo, questo solo, punti nel vivo, quando perderanno (MA TUTTI INDISTINTAMENTE) voti e seggi, forse si renderanno conto di aver passato il segno.
Solo così il dissenso diverrà costruttivo, perchè li pungerà nel vivo; finchè uno non va a votare, a loro che gli frega?
In USA vota meno della metà della popolazione avente diritto, e ciò usualmente, ma non dirmi che le cose vanno meglio che da noi??
Questi qui, se non li tocchi sui soldi, non capiscono una cippa!!!!
L'effetto triste della crisi, manovre economiche e fiscali..
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- avvosaab
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Re: L'effetto triste della crisi, manovre economiche e fisca
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- autoeconomo
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Re: L'effetto triste della crisi, manovre economiche e fisca
Quoto avvosaab, non andare a votare è sbagliato. Lasciar decidere agli altri è facile, basta che poi non ci si lamenti.
Anch'io ora voterei partiti piccoli, che ora non sono in parlamento (rivotare questi che ora sono in parlamento sarebbe un po come darsi la zappa sui piedi...), anche se non entrano, sempre meglio che dare la preferenza a quelli che ci rappresentano ora.
Alla peggio se non so cosa votare, scheda nulla.
Anch'io ora voterei partiti piccoli, che ora non sono in parlamento (rivotare questi che ora sono in parlamento sarebbe un po come darsi la zappa sui piedi...), anche se non entrano, sempre meglio che dare la preferenza a quelli che ci rappresentano ora.
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Ora: Saab 900 Turbo 16 MY88, Saab 9000 Aero MY95, Saab 9-3OG Aero MY01, Saab 9-3NG Aero MY04.
Blog sulle Saab www.saabmagazine.it
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- drillo65
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Re: L'effetto triste della crisi, manovre economiche e fisca
Con 289 milioni di euro incassati nel 2010 grazie ai rimborsi elettorali i partiti politici italiani sono (di gran lunga) i più pagati d’Europa. Non solo: mentre negli altri Paesi europei, i bilanci dei partiti devono essere convalidati dalla Corte dei Conti, in Italia sono i partiti stessi a certificare i loro bilanci, al di fuori di qualsiasi verifica di legge. Come è emerso dai casi Lusi e Belsito, senza nessuna garanzia di imparzialità. Nella più totale segretezza. Senza tetti massimi. E con un’enorme perequazione tra spese sostenute e rimborsi effettivamente percepiti. L’opacità dei conti dei partiti, di cui discettano da giorni i quotidiani, è figlia di questo sistema.
Qualche cifra: i partiti italiani ricevono, ogni anno e per tutta la durata della legislatura, anche quando questa si è conclusa in anticipo, fino a quattro euro per ogni iscritto alle liste elettorali, mentre nella civilissima Germania ricevono 0,85 centesimi di euro per ogni iscritto, nel quadro di un sistema dove oltrettutto ogni spesa sostenuta va certificata e garantita da un ente esterno e imparziale. Risultato: il finanziamento pubblico ai partiti tedeschi è costato 133 milioni di euro, meno della metà dell’Italia.Altra particolarità: per qualsiasi elezione, fosse anche un’elezione regionale, un partito italiano che abbia superato la soglia dell’1% di voti, riceve un particolare rimborso elettorale, anche se non ha nessun parlamentare o consigliere eletto. Il motivo? Le soglie di sbarramento valgono per la rappresentanza, non per il denaro pubblico. In questo caso, trattandosi di soldi pubblici, vige il sistema proporziale. Domanda: ma non era stato abolito per via referendaria il finanziamento pubblico ai partiti?
FRANCIA
Per accedere ai fondi del finanziamento pubblico i partiti devono, in base a una legge dello Stato del 1988, avere ottenuto alle politiche almeno l’1% dei voti in 50 circoscrizioni. Ricevono, ogni anno e per tutta la durata della legislatura, 1,63 euro per ogni voto ottenuto. Cui vanno aggiunti i rimborsi che lo Stato eroga per coprire le spese di quei candidati alla presidenza della Repubblica che abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti validi. C’è un tetto massimo di spesa di 13 milioni di euro per il primo turno e oltre 18 milioni di euro per il secondo turno. Sono vietati i finanziamenti esteri e tutti i contributi privati devono essere tracciabili tramite assegno. A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici francesi hanno incassato 80 milioni di euro nel 2010 .
GRAN BRETAGNA
È il sistema di finanziamento della politica più lontano da quello italiano perché si basa essenzialmente sui contributi privati e sulle quote associative degli iscritti. Il finanziamento pubblico - erogato dalle due Camere - aiuta solo i partiti di opposizione, in ossequio al principio dell’alternanza anglosassone, sulla base del numero di seggi vinti e voti raccolti. Il Labour Party, principale partito di opposizione al governo Cameron, riceve ogni anno 5 milioni di sterline, circa 6 milioni e cinquecento mila euro. A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici inglesi hanno incassato poco più di 6 milioni di euro nel 2010 .
GERMANIA
Benché il sistema tedesco non sia tra i meno onerosi, la legge che disciplina il finanziamento della politica è assolutamente inflessibile. Tutti i partiti hanno l’obbligo di rendere conto della provenienza e della destinazione delle risorse finanziarie che percepiscono ogni anno. Le quote degli iscritti ai partiti copronocirca un quarto del bilancio dei partiti. I contributi pubblici vengono calcolati come rimborso delle spese elettorali sulla base di 0,70 euro per ogni voto valido ottenuto dal partito e di 0,85 per ogni iscritto alle liste elettorali. I contributi privati non possono superare il 15% del budget del partito. C’è un rigoroso controllo - anche preventivo - da parte della Corte dei Conti federali. I rimborsi sono proporzionati ai consensi, necessariamente un partito deve ricevere l’1% di voti nel Lander e lo 0,5% nel Bundestag. Chi sgarra rischia il carcere dai 3 ai 5 anni. A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici tedeschi hanno incassato 133 milioni di euro nel 2010.
SPAGNA
La Corte dei Conti può pronunciarsi sul bilancio dei partiti e decidere di togliere ad un determinato partito, come in Germania, il diritto ad essere finanziato in caso di mancato rendiconto ingiustificato. Il rimborso è basato sui seggi conquistati e sui voti conquistati A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici spagnoli hanno incassato 82 milioni di euro nel 2010.
Qualche cifra: i partiti italiani ricevono, ogni anno e per tutta la durata della legislatura, anche quando questa si è conclusa in anticipo, fino a quattro euro per ogni iscritto alle liste elettorali, mentre nella civilissima Germania ricevono 0,85 centesimi di euro per ogni iscritto, nel quadro di un sistema dove oltrettutto ogni spesa sostenuta va certificata e garantita da un ente esterno e imparziale. Risultato: il finanziamento pubblico ai partiti tedeschi è costato 133 milioni di euro, meno della metà dell’Italia.Altra particolarità: per qualsiasi elezione, fosse anche un’elezione regionale, un partito italiano che abbia superato la soglia dell’1% di voti, riceve un particolare rimborso elettorale, anche se non ha nessun parlamentare o consigliere eletto. Il motivo? Le soglie di sbarramento valgono per la rappresentanza, non per il denaro pubblico. In questo caso, trattandosi di soldi pubblici, vige il sistema proporziale. Domanda: ma non era stato abolito per via referendaria il finanziamento pubblico ai partiti?
FRANCIA
Per accedere ai fondi del finanziamento pubblico i partiti devono, in base a una legge dello Stato del 1988, avere ottenuto alle politiche almeno l’1% dei voti in 50 circoscrizioni. Ricevono, ogni anno e per tutta la durata della legislatura, 1,63 euro per ogni voto ottenuto. Cui vanno aggiunti i rimborsi che lo Stato eroga per coprire le spese di quei candidati alla presidenza della Repubblica che abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti validi. C’è un tetto massimo di spesa di 13 milioni di euro per il primo turno e oltre 18 milioni di euro per il secondo turno. Sono vietati i finanziamenti esteri e tutti i contributi privati devono essere tracciabili tramite assegno. A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici francesi hanno incassato 80 milioni di euro nel 2010 .
GRAN BRETAGNA
È il sistema di finanziamento della politica più lontano da quello italiano perché si basa essenzialmente sui contributi privati e sulle quote associative degli iscritti. Il finanziamento pubblico - erogato dalle due Camere - aiuta solo i partiti di opposizione, in ossequio al principio dell’alternanza anglosassone, sulla base del numero di seggi vinti e voti raccolti. Il Labour Party, principale partito di opposizione al governo Cameron, riceve ogni anno 5 milioni di sterline, circa 6 milioni e cinquecento mila euro. A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici inglesi hanno incassato poco più di 6 milioni di euro nel 2010 .
GERMANIA
Benché il sistema tedesco non sia tra i meno onerosi, la legge che disciplina il finanziamento della politica è assolutamente inflessibile. Tutti i partiti hanno l’obbligo di rendere conto della provenienza e della destinazione delle risorse finanziarie che percepiscono ogni anno. Le quote degli iscritti ai partiti copronocirca un quarto del bilancio dei partiti. I contributi pubblici vengono calcolati come rimborso delle spese elettorali sulla base di 0,70 euro per ogni voto valido ottenuto dal partito e di 0,85 per ogni iscritto alle liste elettorali. I contributi privati non possono superare il 15% del budget del partito. C’è un rigoroso controllo - anche preventivo - da parte della Corte dei Conti federali. I rimborsi sono proporzionati ai consensi, necessariamente un partito deve ricevere l’1% di voti nel Lander e lo 0,5% nel Bundestag. Chi sgarra rischia il carcere dai 3 ai 5 anni. A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici tedeschi hanno incassato 133 milioni di euro nel 2010.
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La Corte dei Conti può pronunciarsi sul bilancio dei partiti e decidere di togliere ad un determinato partito, come in Germania, il diritto ad essere finanziato in caso di mancato rendiconto ingiustificato. Il rimborso è basato sui seggi conquistati e sui voti conquistati A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici spagnoli hanno incassato 82 milioni di euro nel 2010.
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9-3ss-'06-jetblack-z19dth-sentronic
E ricordate: Le SAAB non sono automobili,sono aerei che volano molto basso!
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- autoeconomo
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Re: L'effetto triste della crisi, manovre economiche e fisca
Purtroppo si...drillo65 ha scritto: Domanda: ma non era stato abolito per via referendaria il finanziamento pubblico ai partiti?
Spero che in Italia non venga mai preso in considerazione un modello come quello inglese. Invece quello tedesco a spagnolo non mi sembrano male (tranne per il carcere), da quello francese bisognerebbe prendere spunto, forse il migliore tra quelli postati.
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Ora: Saab 900 Turbo 16 MY88, Saab 9000 Aero MY95, Saab 9-3OG Aero MY01, Saab 9-3NG Aero MY04.
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- marcofinnista
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Re: L'effetto triste della crisi, manovre economiche e fisca
Quello francese di modello invece sarebbe da prendere in piena considerazione...ma quello mi Marat, Danton e Robespierre di modello
...
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EX: 9.3OG Stg4, C900EP cabrio 1991 - 900talladega stg4 - 900NG Aero Stg3 - 993SE 2.0T (Taliaferro stg1) - 9.5 2.0t '98 - 9.3 NG 2.2Tid '03 - 9000CSE2.0T'93 the best
EX: 9.3OG Stg4, C900EP cabrio 1991 - 900talladega stg4 - 900NG Aero Stg3 - 993SE 2.0T (Taliaferro stg1) - 9.5 2.0t '98 - 9.3 NG 2.2Tid '03 - 9000CSE2.0T'93 the best
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