CASO REALMENTE ACCADUTO POCHI GIORNI FA!
Una persona ha subito un piccolo intervento per la rimozione di una verruca cervicale, eseguito in una mezz'ora in un ambulatorio privato e senza bisogno di anestesia.
A seguito dell'intervento il medico ginecologo ha inoltrato al laboratorio di chimica la verruca asportata per l'esame istologico ed ha rimandato a casa il paziente.
Dopo circa tre settimane il paziente si reca in ambulatorio per il ritiro dell'esame istologico ed il pagamento dei due oneri (intervento più esame)
Il medico rilascia le due fatture (esame ed intervento eseguito precedentemente) e null'altro.
Il paziente gli chiede che gli venga rilasciato un referto o certificato che attesti ciò che gli è stato fatto in sede d'intervento, per conservarlo ed avere una memoria storica scritta della sua situazione clinica.
Il medico gli risponde che non c'è bisogno e su insistenza del paziente decide di scrivergli quattro righe senza firma e timbro sul referto dell'esame istologico di cio che ha fatto.
DOMANDA:
Questo medico in questo specifico caso quali obblighi legali ha nei confronti di questo paziente relativamente al rilascio di un certificato o un referto che attesti ciò che ha fatto?
O meglio, in questo specifico caso, la legge gli consente di esimersi dall'obbligo della refertazione o certificazione ?
Se sussiste l'obbligo ed il medico continua a rifiutarsi come può tutelarsi il paziente?
Ho dato una spulciata al codice deontologico e mi sembra d'aver capito che in questo caso il medico è tenuto a rilasciare una "carta" firmata che certifichi ciò che ha fatto. Ma la cosa dice la legge a rigurado.




