Argomento interessante, ricco di sfaccettature e di apporti.
Cmq, riguardo ai pachistani, a una mia amica insegnante in provincia di Bolzano è già accaduto di doversi adoperare, assieme ad altre persone, per dare ospitalità a ragazze di origine pachistana, in fuga dalle famiglie, che le avevano destinate in spose a gente scelta da loro.
"diteci dove è... non le facciamo niente"
Ora però, avedutisi del problema, le ritirano da scuola prima che compiano il 18 anno di età, per poter disporre di loro come vogliono.
Bello no?
Perchè far conoscere loro la libertà del mondo occidentale?
Che se ne stiano a casa loro, così le loro figle non avranno lo stimolo a trasgredire le loro tradizioni.
Cmq, il pachistano è uno dei tanti, il discorso è un tantinello più ampio
Il fatto è che la libertà è un bene prezioso.... lo abbiamo e dando credito e "ospitalità" a detrerminate "culture" lo perdiamo.
Rispetto alle istanze di un immigrato di cultura differente la risposta (a mio avviso) deve essere ferma, nel fargli intendere che rispetto alla sua religione o alla sua cultura non può avocare alcun diritto in più rispetto a un altro.
Come anni fa, non so poi come sia andata a finire, c'era un luogo, mi pare nel veneto, in cui c'era una forte presenza di seguaci della religione Sick.
Siccome costoro devono portare il turbante, erano riusciti ad ottenere una sorta di dispensa, per poter circolare con il motorino, indossando il turbante al posto del casco.
Ma dico io, ma come cavolo si fa?? La risposta è talmente semplice, sei un sick? bene, vuoi portare il turbante? bene, vuoi andare con il motorino? bene, ti metti il casco (come tutti gli altri)! Non vuoi mettere il casco e vuoi mettere il turbante? Bene, non vai col motorino... Semplice no?
Per paura di essere accusato di razzismo, di ottusità, di essere di destra o altro, il politico, l'amministratore, il sindacalista, il giudice, l'assistente sociale o il pinco pallino di turno assume spesso delle posizioni attendiste e possibiliste che sono fuori luogo.
Come quel caso di quel giudice tedesco (donna fra il resto), che in un caso di un nordafricano che, picchiava la moglie, aveva concesso all'imputato delle attenuanti (quasi scagionato), per via della sua cultura di origine... Per la cronaca la magistratura tedesca, giustamente, lo radiò.
Il fatto è che, vaticano o no, l'Italia è uno stato laico, e tale libertà è una conquista che va difesa.
Il delitto d'onore è stato cancellato dal nostro ordinamento giuridico solo qualche decennio fa, segno di un lento progredire di uno stato laico, che persegue degli ideali di giustizia libertà ed ugualglianza.
Ora con l'immigrazione piuttosto intensiva di genti (tanti bifolchi) portatrici di culture differenti, retrograde, maschiliste, patriarcali e via discorrendo, l'Italia, o meglio i suoi cittadini, complice anche un diffuso sentimento di "solidarietà" e "tolleranza" cui si rifanno tante correnti culturali, come anche (ma non solo) quelle di "sinistra" e cattoliche, rischiano di perdere le libertà e i diritti che hanno acquisito nel corso dei secoli.
Fortuna che (forse) qualcosa sta cambiando in seno all'Europa.
Mi riferisco all'attuale governo francese che ha assunto delle posizioni senza precedenti a difesa della libertà di pensiero e di espression (un governo di sinistra!!! alleluja!!!!) .
Anche perchè, contrariamente quanto preceentemente sostenuto, non è vero che gli immigrati di seconda o terza generazione si sono integrati; al contrario sono loro che hanno dato addito alla recrudescenza delle posizioni di determinati ambienti religiosi.
In Francia, in relazione all'immigrazione ed alle problematiche indotte dalle differenti culture degli immigrati, la situazione è tutt'altro che rosea; come quando il medico maschio del servizio sanitario pubblico francese viene aggredito dal marito di una donna che ha
dovuto visitare.
Di fronte a certi casi, non andrei tanto per il sottile.
Non la galera, l'espulsione, verso lidi dove puoi vivere in pace fra i tuoi fratelli.