Ma i commercianti italiani..
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Ma i commercianti italiani..
Si ok, va bene, le tasse, l'IVA... questi spiegherebbero una differenza di prezzo si e no del 5-10% rispetto a quelli di altri paesi... tanto più se parliamo di semplice compravendita di prodotti... quindi mi riferisco alla rivendita, non alla produzione....
Questa riflessione mi è sorta spontanea per l'ennesima volta, dopo aver acquistato l'ennesimo prodotto dall'estero....
Ad esempio per la mia cabrio ho acquistato circa 2.000€ di parti e ricambi per i lavori che mi appresto a fare... di questi, 1700€ li ho acquistati all'estero, in particolare dall'inghilterra (e gli altri 300 li ho presi da Manuel, se no prendevo da fuori anche quelli).... eppure, guardando i prodotti acquistati, è tutta roba Made in UK, made in Sweden, Made in Germany.... non è che sia roba fatta in Cina a due soldi, di seconda scelta...
Voglio direi, 4 Bilstein B8 pagati 400€, secondo voi da un venditore Italiano quanto li pagavo ? Forse a quella cifra li avrei trovati usati ! Anche i filtro K&N, preso su eBay a 45€ spedito sempre da un rivenditore UK..... in Italia come minimo mi chiedevano 60€ + spedizione (cioè, quasi il 50% in più).
L'anno scorso ho acquistato un set di bastoni da Golf (completissimo, 13 bastoni, compresi i legni) di alto livello per un mio conoscente.. in Italia ha girato una mezza dozzina di negozi e gli chiedevano 2000€... io li ho ordinati da un analogo negozio fisico inglese, che rivende anche su eBay, pagati 1.200€..
ma la stessa cosa succede quasi sempre, praticamente con quasi qualsiasi cosa.. ma perchè?? Ma possibile che in Italia non ci accontenti di ricavare un guadagno onesto su ciò che si compra e si rivende..? Possibile ce ancora ci si ostini a rivendere a 100 quelo che si paga 50 ?
Anche perchè insomma, non è un segreto che se sei fuori mercato non vendi... allora meglio vendere 10 pezzi e duadagnarci 30 su ciascuno (300) piuttosto che guadagnare 50 su 3 pezzi venduti (150).
Non lo so, ditemi voi... avete riscontrato anche voi più o meno la stessa situazione o mi sto sbagliando ?

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Re: Ma i comercianti italiani..
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Re: Ma i comercianti italiani..
Poi il meso scorso ho cambiato dischi e pasticche dell'Espace, preventivo da un autoricambi (che pratica di solito prezzi molto vantaggiosi) per il set di dischi e pasticche di marca sconosciuta, mai sentita prima...Euro 115,00 (da ritirare) all'altro capo di Roma (quindi almeno altri 10/15Euro di benza e 2 ore di tempo) on line invece tramite e-bay lo stesso set di dischi e pasticche ma di marca Brembo Euro 108,00 compresa spedizione e consegna comodamente a domicilio in 24H
L'ultimo riscontro oggi pomeriggio. Visto che ieri sera a mio figlio gli si e' rotto un telecomando della Wii, ho dato una sbirciata al volo su e-bay e l'ho trovato in Germania a 15,00Euro compresa spedizione, pero' non mi andava di farlo attendere dal momento che quasi tutte le sere abbiamo il nostro appuntamento di sfida a Mario Kart
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Re: Ma i commercianti italiani..
Anche io tempo addietro compravo la musica (CD originali) da un sito inglese (non faccio pubblicità). Spese di spedizione incluse, dal 25 al 75% meno che qui da noi!
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Re: Ma i comercianti italiani..
Non solo per la Saab. ma un po' per tutto quello di cui si necessita quotidianamente (a parte il cibo
E poi i commercianti si lamentano... E' legge del libero mercato. Se non guadagni abbastanza, allora CHIUDI.
Si capisce, se avessero meno tasse, meno burocrazia, meno costi... qualche ragione ce l'hanno pure loro. Che per anni però hanno avuto, e come se hanno avuto... tra scontrini mai fatti e poca propensione a fatturare, era tutto grasso che colava.
Ora vuoi la globalizzazione, internet, i mercati emergenti, e la tendenza del consumatore a svegliarsi, capendo che se possibile è meglio risparmiare, smettendo di essere derubati e di fare beneficenza...e questo è solo l'inizio.
A parità di bene, personalmente tollero di sobbarcarmi un valore più alto solo laddovè c'è un servizio del commerciante che ne giustifichi il sovrapprezzo.
- Lucantropo
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Re: Ma i commercianti italiani..

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gripen
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Re: Ma i commercianti italiani..
... mi sa che non sei troppo fuori bersaglio...Lucantropo ha scritto:
ma la stessa cosa succede quasi sempre, praticamente con quasi qualsiasi cosa.. ma perchè?? Ma possibile che in Italia non ci accontenti di ricavare un guadagno onesto su ciò che si compra e si rivende..? Possibile ce ancora ci si ostini a rivendere a 100 quelo che si paga 50 ?
La cosa strana è che nonostante il calo dei consumi (che in certi settori è evidentissimo) loro i prezzi mica li hanno ritoccati, anzi.
Anche io ho visto i prezzi dei CD musicali all'estero... imbarazzante...
Per non parlare della mia "altra" passione: i modellini ferroviari. Quello che in negozio in Italia costa 100 all'estero si trova anche alla metà. E parlando di modelli di prototipi stranieri anche meno...
I costi, le tasse, l'IVA, ci stanno pure all'estero. Meno, sicuramente, ma per una attività già avviata il grosso è alle spalle. Quindi...
Il problema, il succo del discorso, è che il consumatore italiano è molto poco "accorto". Cioè, qui, su un forum, che è esso stesso "internet", stiamo facendo questi discorsi. Mia madre non sa nemmeno che il suo tv lcd nuovo in Francia costa meno. Si stupisce, mugugna, ma poi paga e compra...
Tanto per fare un esempio: quanti di voi si sono accorti dell'enorme aumento di una spesa media (ognuno con la sua... il single per i suoi consumi, la coppia o la famiglia di 4 persone idem...) nei supermercati? Io ragiono a "carrelli"... è la mia unità di misura. Ci facciamo una settimana per le cose di base. Poi il fresco, tipo latte, pane, frutta, richiede una integrazione verso il mercoledì. Beh: un carrello nei supermercati "premium" (come le macchine) lo paghi 120-150 €. Ho provato a fare una spesa analoga in un discount, nemmeno troppo "hard": sui 70-80€. Al netto dei prodotti che "devono" essere di marca, tipo alcuni detersivi, il caffè...
Bella differenza, vero? Altrettanto vero sarebbe progressivamente trovare i vari supermercati ed ipermercati "griffati" sempre più vuoti, c'è o non c'è la crisi? Invece no. Chi me lo sa spiegare? Io penso che in media, o in massa fate un po' voi, l'italiano medio acquisti pecoronescamente, quindi chi è dall'altra parte del bancone può fare i prezzi come vuole. Più o meno...
Perchè anche questo è un dato di fatto: vendere, vendono. Non come prima, non tutti, ma vendono. Ed allora perchè dovrebbero ritoccare i prezzi?
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Re: Ma i commercianti italiani..
Poi però penso che internet ha ucciso il mio lavoro precedente, e contribuisce a far chiudere negozi, e ragionavo con un amico, se davvero tutto si potesse comprare via internet, come sarebbe il nostro quartiere?
Resterebbero il bar pasticceria davanti alla chiesa, l'alimentari, e fine, negozi chiusi, sfitti, o semmai affitatti da qualche agenzia interinale, e strade piene di furgoncini (strakilometrati) guidati da autisti sottopagati (non italiani di sicuro), con una fretta del diavolo ecc ecc.
Ma quei negozi sfitti, sono anche le attività di coloro che abitano il quartiere, che sarebbero costretti a cercarsi un altro lavoro, in un bel call center, o centro commerciale aperto 24/24, o andare a lavorare in qualche magazzino dove smistano i pacchi in arrivo dall'estero, quindi l'area si trasformerebbe in un quartiere dormitorio, e chi è che ci farebbe una passeggiata?? Meglio prendere l'auto e andare all'Auchan anche di domenica, e così poi chiuderanno anche la pasticceria e l'alimentari.
Alla fine per le banche, le multinazionali, chi sfrutta il lavoro degli altri, i centri commerciali, questo sarebbe lo scenario perfetto.
Dopo tutta sta solfa, io sono il primo che se posso risparmiare anche mezzo euro, ci faccio la firma!!
Per me la tristezza non è tanto che la roba si trova anche a meno, ma la tristezza è NON poterla comprare al prezzo scritto, il vero problema quindi è il potere d'acquisto (e gli stipendi) non il prezzo.
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gripen
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Re: Ma i commercianti italiani..
Verissimo anche questo...Mouze69 ha scritto:Qualche tempo fà, facevo anche io questo ragionamento, riguardo alle cartucce per le stampanti, che in internet costano la metà.
Poi però penso che internet ha ucciso il mio lavoro precedente, e contribuisce a far chiudere negozi, e ragionavo con un amico, se davvero tutto si potesse comprare via internet, come sarebbe il nostro quartiere?
Però... ci sono anche le vie di mezzo. Negozi che restano aperti e vitali, forse un po' meno numerosi, e prezzi non così gonfiati rispetto ad altri canali/mercati nazionali.
Tipo... e ne abbiamo parlato infinite volte... il prezzo della benzina. O il costo per gestire un c/c bancario. Ma avete fatto caso a quanti benzinai e sportelli bancari ci sono in Italia rispetto alla media degli altri paesi europei? E i bar? Ce ne sono anche a 30 metri uno dall'altro... All'estero non è mica così. Però ci sono.
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Re: Ma i commercianti italiani..
Perchè la cosa che mi colpisce è questa ! Acquistare da un negozio eBay dove dietro c'è un negozio reale che si è rotto ( o forse ha capito che per campare non può più contare su quei suoi 2 clienti del paese che ogni giorno che entrano, guardano, ed escono e ha deciso di aprire un negozio eBay dove pratica gli stesis prezzi che pratica nel suo negozio fisico.
Io noto che sempre più quando acquisto su eBay sto acquistando da un negozio fisico, reale.. non da un ragazzino che tiene qualche scatola in garage e la spedisce in giro senza scontrino ne fattura e si fa pagare con la PostePay...
Per cui, se questo prezzo può essere praticato su eBay.. dove il venditore ci rimette circa il 10-15% sul totale (che è un'enormità) fra commissione eBay e commissione PayPal... vuol dire che gli stessi prezzi li possono applicare anche nei prodotti che vendono in negozio, senza spese di spedizioni o commissioni che, semmai, dovrebbero rendere internet MENO conveniente...
L'assurdo poi è quando su eBay vedo che per uno stesso identico prodotto dall'UK, dalla Germania, ti costa 50.. e poi la riga sotto c'è l'Italiano che te lo vende a 60-70...
Gripen, ti capisco ! mio cugino ha la stessa tua passione per i trenini... lui ha le cose della Marklyn, che costano una fucilata... mio Zio per Natale gli ha regalato una di quelle Locomotive che fanno suoni e sbuffano anche col vapore... ebbene, in Italia chiedevano 400€... alla fine l'ha comprata dalla Germania, nuova di pacca, ovviamente.. da negozio fisico reale tedesco, con regolare ricevuta, quindi in leale concorrenza.. pagata 250...
Cioè, adesso va bene tutto, ma se sullo stesso prodotto che esce dalla stessa fabbrica e che avrà più o meno lo stesso prezzo d'acquisto sia per il commerciante tedesco che per quello italiano.. il tedesco ci guadagna a venderla a 250, presumo che lui la pagherà 150 o giù di li e ci guadagna 100€ (per non aver fatto praticamente un c***o, se non prendere il pacchetto e spedirlo, non mi sembra male) perchè un Italiano pretende di pagarla 150 e guadagnarci 250!?!?!?
Scusate, ma la motivazione che mi viene in mente a me è...... perchè è un L.... non so darmi altra risposta...
Anche perchè mi piacerebbe trovare una spiegazione convincente a questo fenomeno che, sono convinto, ci costa ogni anno sempre più punti di PIL... perchè oltra a non essere conveniente per gli stranieri acquistare dall'Italia... non è conveniente nemmeno per gli Italiani, quindi oltre a non vedere soldi ENTRARE nella nostra economia ne vediamo anche parecchi USCIRE....
Vorremmo essere tutti più patriottici, ma il singolo consumatore non può rimetterci centinaia e centinaia di euro all'anno per i suoi acquisti per salvare il paese da solo.. è la categoria dei commercianti che se si vuole salvare deve iniziare a capire che o sei competitivo oppure presto o tardi chiudi baracca.. anche perchè non devi competere con i prezzi della Cina o dell'est Europa.... stiamo parlando di competitor occidentali.
Figuratevi che io, che essendo agente di commercio alcune spese posso scaricarle, delle volte trovo più conveniente NON SCARICARE la spesa (comprando da un Italiano) e acquistarla all'estero come privato.. perchè magari costa davvero molto di meno e alla fine anche se tolgo l'IVA, per le mie tasche è ancora non abbastanza conveniente come comprare all'estero ivato e non detrarre l'IVA straniera..

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gripen
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Re: Ma i commercianti italiani..
Ecco un "settore" dove in rete ci sono praticamente solo ed esclusivamente negozi fisici! Proprio quello che ti ha fatto riflettere...Lucantropo ha scritto: Gripen, ti capisco ! mio cugino ha la stessa tua passione per i trenini... lui ha le cose della Marklyn, che costano una fucilata... mio Zio per Natale gli ha regalato una di quelle Locomotive che fanno suoni e sbuffano anche col vapore... ebbene, in Italia chiedevano 400€... alla fine l'ha comprata dalla Germania, nuova di pacca, ovviamente.. da negozio fisico reale tedesco, con regolare ricevuta, quindi in leale concorrenza.. pagata 250...
Negozi che hanno capito che ci sono una marea di stranieri potenziali clienti che vorrebbero avere quegli oggetti ma che se spendono la metà sono molto più contenti. E per lo più praticano gli stessi prezzi che potresti trovare al banco... quindi il loro guadagno "deve" essere reale, sennò chiuderebbero.
Ok, è una nicchia, ma comprate una rivista USA di trenini... metà delle pagine sono di annunci di negozi, che vendono anche solo per "normalissima" corrispondenza, quindi non servono pc e rete ADSL, che fanno a gara per proporre i prezzi migliori per il prodotto ultimo uscito o quello che tutti vogliono. E sono anche questi negozi "fisici", che se solo ti vuoi spostare da San Francisco a Tampa ti fanno lo stesso identico prezzo del banco. E... il prodotto europeo, o magari anche italiano (rarissimo), spesso costa meno che qui...
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Re: Ma i commercianti italiani..
Prodotto fabbricato in Europa a costi europei, facciamo 50€... trasportato in USA (quindi sovrapprezzo), tasse doganali, casini.... 75€.. venduto al rivenditore a 125€, rivenduto al pubblico a 200€
Stesso prodotto, prodotto in Europa, costato 50€... venduto al rivenditore a 100, prezzo al pubblico 250

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Re: Ma i commercianti italiani..
Esatto. Mia moglie è stata parecchie volte in magazzini di distribuzione all'iingrosso di marchi d'abbigliamento molto molto noti di quelli che hanno le firme + chic nei vari centri commerciali accompagnando una parente che ha un negozio d'abbigliamento in un'altra regione la quale quando viene a Roma si fa accompagnare a fare gli acquisti. Con l'occasione mia moglie ci mette in mezzo qualche capo per lei. Questi capi di abbigliamento hanno gia' il cartellino con il doppio prezzo, quello che paga il commerciante (che si strappa) e la restante parte con stampato il prezzo di vendita al pubblico....il prezzo di vendita è mediamente moltiplicato X 2,5 o 3Lucantropo ha scritto:Si infatti lasciamo stare valà..
Prodotto fabbricato in Europa a costi europei, facciamo 50€... trasportato in USA (quindi sovrapprezzo), tasse doganali, casini.... 75€.. venduto al rivenditore a 125€, rivenduto al pubblico a 200€
Stesso prodotto, prodotto in Europa, costato 50€... venduto al rivenditore a 100, prezzo al pubblico 250
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Re: Ma i commercianti italiani..
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Re: Ma i commercianti italiani..
Se veramente fosse così, cioè che i commercianti italiani sono troppo voraci si potrebbe dedurre che la maggior parte dei negozianti vivono nell'oro, ma nella realtà di tutti i giorni ci accorgiamo che sempre più negozi abbassano per sempre la saracinesca.
E allora come è possibile???
Ci sono tantissimi fattori: tasse, costi d'affitto, costo del personale, centri commerciali che riescono a vendere a prezzi più bassi, ecc.
Le tasse le ho messe volutamente al primo posto: tra IVA, IRES, IRPEF, INPS, c***i e mazzi molti negozi veramente non riescono a starci dentro e da qui la necessità di vendere a margini sì elevati, ma che verranno erosi dalle tasse e dai costi di gestione.
Le catene di supermercati vi posso assicurare che vendono quasi al costo (a volte anche sotto-costo), e il loro margine lo ricavano soprattutto facendo finanza: incassano oggi, pagano a 90 se non a 180 giorni (su questo ora le cose dovrebbero cambiare) e in molti casi rendono al grossista l'invenduto, non pagandolo.
E' la legge del più forte. Che sia giusta o no per il momento è così.
Per quanto riguarda il commercio con l'estero quindi bisognerebbe conoscere a quali costi vanno incontro i commercianti venditori e quali condizioni riescono a strappare con i fornitori. Avete fatto diversi esempi, ma ce ne sono altri in cui l'Italia è avantaggiata rispetto agli stranieri. Un sempio sotto l'occhio di tutti: molte auto usate vanno a finire nel nord Europa, perchè in qualche Paese comprare le auto "interne" ha dei costi proibitivi.
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Re: Ma i commercianti italiani..
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La cosa che però che mi ha fatto pià sorprendere è stata il prezzo del liquido per i circuiti di raffreddamento (antigelo da -20). 4 litri a 5 euro.
Per un prodotto simile nel più grande negozio di bricolage del più grande centro comerciale della zona, un prodotto simile lo vendono a 20 euro.
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Van
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Re: Ma i commercianti italiani..
Mi hai tolto le parole di bocca.ecodrive ha scritto:Forse si sta facendo un discorso un po' semplicistico.
Se veramente fosse così, cioè che i commercianti italiani sono troppo voraci si potrebbe dedurre che la maggior parte dei negozianti vivono nell'oro, ma nella realtà di tutti i giorni ci accorgiamo che sempre più negozi abbassano per sempre la saracinesca.
E allora come è possibile???
Ci sono tantissimi fattori: tasse, costi d'affitto, costo del personale, centri commerciali che riescono a vendere a prezzi più bassi, ecc.
Le tasse le ho messe volutamente al primo posto: tra IVA, IRES, IRPEF, INPS, c***i e mazzi molti negozi veramente non riescono a starci dentro e da qui la necessità di vendere a margini sì elevati, ma che verranno erosi dalle tasse e dai costi di gestione.
Le catene di supermercati vi posso assicurare che vendono quasi al costo (a volte anche sotto-costo), e il loro margine lo ricavano soprattutto facendo finanza: incassano oggi, pagano a 90 se non a 180 giorni (su questo ora le cose dovrebbero cambiare) e in molti casi rendono al grossista l'invenduto, non pagandolo.
E' la legge del più forte. Che sia giusta o no per il momento è così.
Per quanto riguarda il commercio con l'estero quindi bisognerebbe conoscere a quali costi vanno incontro i commercianti venditori e quali condizioni riescono a strappare con i fornitori. Avete fatto diversi esempi, ma ce ne sono altri in cui l'Italia è avantaggiata rispetto agli stranieri. Un sempio sotto l'occhio di tutti: molte auto usate vanno a finire nel nord Europa, perchè in qualche Paese comprare le auto "interne" ha dei costi proibitivi.
Ho amici con attività in proprio che sono sommersi di tasse e non vivono nell'oro, per niente.
Basti pensare ad uno di loro che l'anno scorso, causa spese impreviste in famiglia, ha dovuto chiedere un prestito per pagare gli anticipi delle tasse dell'anno successivo. Pazzesco.
Vi basta??
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Re: Ma i commercianti italiani..
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- Lucantropo
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Re: Ma i commercianti italiani..
Anche perchè le tasse si pagano sull'utile.. e l'anticipo, che paghiamo tutti, me compreso, lo paghi riferito all'ultimo trimestre dell'anno precedente.. e comunque ti viene conguagliato pochi mesi dopo, cioè, non è che se fai un utile medio di 10,000€ in quel trimestre poi ti viene chiesto un anticipo di tasse di 20,000€... è tutto proporzionato, nella sua sproporzione..
Come dicevo già all'inizio.. capirei se la maggior pressione fiscale Italiana rendesse necessari prezzi più alti del 10-15, magari in certi casi anche del 20%... ma assolutamente non sono giustificati divari di prezzo del 50-60.. fino anche al 100 %!!! ma stiamo scherzando???

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Re: Ma i commercianti italiani..
A conti fatti loro che fanno semplicemente il passamano guadagnano molto di + del produttore dei beni che commercializzano e questo non mi sembra affatto un giusto ed equo punto di partenza, anche perchè acquistano con pagamenti dilazionati a 60/90/120/150gg ma cominciano ad incassare cash immediatamente appena posta la merce sugli scaffali ritrovandosi un flusso di "soldi freschi" che un grossista si sogna di notte.
E poi se ci si lamenta perchè i costi aziendali sono troppo alti e non ci si "rientra", questo un altro paio di maniche, è un problema del singolo commerciante/imprenditore, non basta aprire un negozio per avere la pretesa di vendere, bisogna prima di ogni cosa saper fare l'mprenditore, strutturare l'impresa o ristrutturarala in caso di crisi in maniera tale che in base ad un fatturato stimato in sede di redazione di un business plan (o di variazione dell'andamento se l'impresa è gia' avviata da tempo) sia comunque redditizia, per non ritrovarsi ad avere costi eccessivi di canoni di locazione, mutui, leasing, personale, energia ecc. ecc.
Ma va pur detto che tutti vogliono le sedi di rappresentanza le macchine aziendali nuove di pacca in leasing cambiandole ogni 2 anni per se' moglie e figli e poi si piange che i conti non tornano ...ari
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