Dopo "LA VITA E' BELLA" c'è " LA GRANDE BELLEZZA"
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- Pietro7
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Re: Dopo "LA VITA E' BELLA" c'è " LA GRANDE BELLEZZA"
Secondo me è un capolavoro. Ma io ho un debole per Sorrentino.
Forse i delusi non avevano mai visto (o letto) altri suoi lavori? Magari in questo caso il film può "spiazzare".
Forse i delusi non avevano mai visto (o letto) altri suoi lavori? Magari in questo caso il film può "spiazzare".

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- vinsempre
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Re: Dopo "LA VITA E' BELLA" c'è " LA GRANDE BELLEZZA"
A me è piaciuto: premetto che non sono nè un cinefilo (o cinofilo
) nè un consumatore di film
E questa è la mia lettura, se interessa
Trovo veramente calzante al 100% la rappresentazione della generazione moderna tutta ossessivamente incastrata in quella che il popolo in genere chiama proprio "bella vita".
Uno stile di vita fatto di feste a tutti i costi dove sfoggiare il proprio ego, di appariscenza fatta di chirurgia ed aggiustamenti vari, di un lasciar scorrere veloce qualsiasi cosa (o persona) capiti sul proprio cammino senza darle la minima importanza, un mondo dove si perdono le origini (le "radici") a discapito di una "bellezza standardizzata", tutti uguali, tutti falsamente felici con i sorrisi stampati in faccia e il cocktail nella mano (Martini docet....ovvero come accaparrarsi un introito pubblicitario ed allo stesso tempo criticare nello spirito del film la filosofia alla base di tale prodotto. Geniale da parte dei produttori!).
Un mondo che offusca la mente a tal punto che uno scrittore promettente diventa un incapace buono a nulla, un autore di teatro (Verdone) non riesce a scrivere più niente cercando ossessivamente giudizi positivi che non arrivano mai da chi lo circonda.
Forte per certi versi anche l'assoluta incapacità di capire chi lo circonda, tanto che il protagonista rimane di sasso nell'apprendere (nel momento dell'arresto) che il suo dirimpettaio non è altro che uno dei maggiori latitanti, con il quale al massimo in ascensore aveva provato ad imbastire un discorso sul "miglior sarto" in circolazione.
Addirittura, apoteosi, affronta il tema del "giusto comportamento" durante un funerale; ci vuole il look giusto, non si deve piangere per non rubare la scena, bisogna essere di sostegno con le frasi giuste sussurrate ai familiari più in sofferenza. Salvo poi, tradirsi con un pianto liberatorio che scopre la genuinità del momento in contrapposizione alla "standardizzazione" dello stesso.
Insomma, tutto il film è un insieme di momenti che viaggiano su questo tema che credo che sia ben rappresentato.
Il momento cruciale del film è quando il Jep fà un analisi attenta ed approfondita della superficialità di cui è protagonista insieme agli altri personaggi presenti nel "salotto", mettendoli di fronte ai loro limiti.
Ma di momenti rappresentati "genialmente" ce ne sarebbero tantissimi a mio avviso.
Accanto a questo che è il tema quale principale (che possa essere giudicato meritevole di premi o meno), ovviamente si deve fare un grossissimo complimento per come sono state effettuate le riprese, con piani d'azione a mio avviso molto belli da vedere: le sequenze della telecamera "che volava" (non ricordo come si chiama la tecnica, ma mi ha sempre affascinato), si innalzava, roteava e faceva fare capolino ad un monumento dalle spalle del protagonista, secondo me sono una delle cose più belle di questo prodotto.
La ciliegina sulla torta, come ha notato tutto il mondo, è ovviamente la rappresentazione di una Roma antica che sempre affascina per quanto è bella. Però, ecco, questo è solo una delle sfaccettature del film, che poi sia stato molto "influenzante" per gli americani (tanto da vincere un Oscar) perchè richiamava memoria di tempi andati di Felliniana memoria, è un altro paio di maniche: si vede che anche qua il regista hanno saputo bene fare il proprio lavoro, in maniera "furba"
L'unica cosa che avrei migliorato è la qualità dell'audio quando parlava Jep: in certi momenti non si afferravano le parole (a causa dell'inflessione dialettale, troppo marcata) facendo perdere il filo a chi non è abituato ad ascoltarlo fluentemente. Sarà stata una scelta di "genuinità", che però allontana una parte del pubblico.
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Comunque, dopo questa mia importantissima (
) analisi critica del film, volevo sottolineare che l'Oscar è stato dato come FILM STRANIERO in concorso, che è ben altra cosa che prendere l'Oscar come miglior film!
Inoltre, non so quanto sia veritiero questo documento che posto di seguito, ma lo riporto per dovere di cronaca...e chissà, qualcuno addetto ai lavori ce ne possa dire di più: http://www.wired.it/play/cinema/2014/03 ... a-vincere/
E questa è la mia lettura, se interessa
Trovo veramente calzante al 100% la rappresentazione della generazione moderna tutta ossessivamente incastrata in quella che il popolo in genere chiama proprio "bella vita".
Uno stile di vita fatto di feste a tutti i costi dove sfoggiare il proprio ego, di appariscenza fatta di chirurgia ed aggiustamenti vari, di un lasciar scorrere veloce qualsiasi cosa (o persona) capiti sul proprio cammino senza darle la minima importanza, un mondo dove si perdono le origini (le "radici") a discapito di una "bellezza standardizzata", tutti uguali, tutti falsamente felici con i sorrisi stampati in faccia e il cocktail nella mano (Martini docet....ovvero come accaparrarsi un introito pubblicitario ed allo stesso tempo criticare nello spirito del film la filosofia alla base di tale prodotto. Geniale da parte dei produttori!).
Un mondo che offusca la mente a tal punto che uno scrittore promettente diventa un incapace buono a nulla, un autore di teatro (Verdone) non riesce a scrivere più niente cercando ossessivamente giudizi positivi che non arrivano mai da chi lo circonda.
Forte per certi versi anche l'assoluta incapacità di capire chi lo circonda, tanto che il protagonista rimane di sasso nell'apprendere (nel momento dell'arresto) che il suo dirimpettaio non è altro che uno dei maggiori latitanti, con il quale al massimo in ascensore aveva provato ad imbastire un discorso sul "miglior sarto" in circolazione.
Addirittura, apoteosi, affronta il tema del "giusto comportamento" durante un funerale; ci vuole il look giusto, non si deve piangere per non rubare la scena, bisogna essere di sostegno con le frasi giuste sussurrate ai familiari più in sofferenza. Salvo poi, tradirsi con un pianto liberatorio che scopre la genuinità del momento in contrapposizione alla "standardizzazione" dello stesso.
Insomma, tutto il film è un insieme di momenti che viaggiano su questo tema che credo che sia ben rappresentato.
Il momento cruciale del film è quando il Jep fà un analisi attenta ed approfondita della superficialità di cui è protagonista insieme agli altri personaggi presenti nel "salotto", mettendoli di fronte ai loro limiti.
Ma di momenti rappresentati "genialmente" ce ne sarebbero tantissimi a mio avviso.
Accanto a questo che è il tema quale principale (che possa essere giudicato meritevole di premi o meno), ovviamente si deve fare un grossissimo complimento per come sono state effettuate le riprese, con piani d'azione a mio avviso molto belli da vedere: le sequenze della telecamera "che volava" (non ricordo come si chiama la tecnica, ma mi ha sempre affascinato), si innalzava, roteava e faceva fare capolino ad un monumento dalle spalle del protagonista, secondo me sono una delle cose più belle di questo prodotto.
La ciliegina sulla torta, come ha notato tutto il mondo, è ovviamente la rappresentazione di una Roma antica che sempre affascina per quanto è bella. Però, ecco, questo è solo una delle sfaccettature del film, che poi sia stato molto "influenzante" per gli americani (tanto da vincere un Oscar) perchè richiamava memoria di tempi andati di Felliniana memoria, è un altro paio di maniche: si vede che anche qua il regista hanno saputo bene fare il proprio lavoro, in maniera "furba"
L'unica cosa che avrei migliorato è la qualità dell'audio quando parlava Jep: in certi momenti non si afferravano le parole (a causa dell'inflessione dialettale, troppo marcata) facendo perdere il filo a chi non è abituato ad ascoltarlo fluentemente. Sarà stata una scelta di "genuinità", che però allontana una parte del pubblico.
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Comunque, dopo questa mia importantissima (
Inoltre, non so quanto sia veritiero questo documento che posto di seguito, ma lo riporto per dovere di cronaca...e chissà, qualcuno addetto ai lavori ce ne possa dire di più: http://www.wired.it/play/cinema/2014/03 ... a-vincere/


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Furano
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Re: Dopo "LA VITA E' BELLA" c'è " LA GRANDE BELLEZZA"
Ahhh Vinsempre mi hai fatto venire il dubbio, e... ho scritto cineofilo! Si vede che intendevo cultore di film da cani 
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- giuseppe122
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Re: Dopo "LA VITA E' BELLA" c'è " LA GRANDE BELLEZZA"
non è "miglior film straniero"?
900 TurboS Aero M.Y. 1992 Cirrus white a metà tra 200 e 300 CV
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- desertstorm
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Re: Dopo "LA VITA E' BELLA" c'è " LA GRANDE BELLEZZA"
Certo che si!
Comunque Vincè hai detto che non sei un "mangiatore" di film ma hai beccato il momento più eccelso del film stesso, cioè questo:
Comunque Vincè hai detto che non sei un "mangiatore" di film ma hai beccato il momento più eccelso del film stesso, cioè questo:
un momento di recitazione che solo grandi attori posso interpretare, una ramanzina che Jep fa alla sua amica (con le palle) che ricorda moltissimo lo stile di Edoardo De Filippo. Stile di cui Toni ne è un assoluto cultore ed bravo imitatore.vinsempre ha scritto: è quando il Jep fà un analisi attenta ed approfondita della superficialità di cui è protagonista insieme agli altri personaggi presenti nel "salotto", mettendoli di fronte ai loro limiti.
- vinsempre
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Re: Dopo "LA VITA E' BELLA" c'è " LA GRANDE BELLEZZA"
AHAHAH!!! Vabbè ce la prendiamo entrambi come una licenza poeticaFurano ha scritto:Ahhh Vinsempre mi hai fatto venire il dubbio, e... ho scritto cineofilo! Si vede che intendevo cultore di film da cani![]()
Ovvio, lapsusgiuseppe122 ha scritto:non è "miglior film straniero"?
Sì, sottolineavo che non sono un consumatore compulsivo di film. Ma quando capita di vederne qualcuno, cerco di capirlodesertstorm ha scritto:Certo che si!
Comunque Vincè hai detto che non sei un "mangiatore" di film ma hai beccato il momento più eccelso del film stesso, cioè questo:
un momento di recitazione che solo grandi attori posso interpretare, una ramanzina che Jep fa alla sua amica (con le palle) che ricorda moltissimo lo stile di Edoardo De Filippo. Stile di cui Toni ne è un assoluto cultore ed bravo imitatore.vinsempre ha scritto: è quando il Jep fà un analisi attenta ed approfondita della superficialità di cui è protagonista insieme agli altri personaggi presenti nel "salotto", mettendoli di fronte ai loro limiti.


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