Re: Una domanda ai saabisti sostenitori del nucleare
Inviato: martedì 8 maggio 2012, 13:32
Devo dire che non ero un "anti"... un anti nuclearista, intendo...
Ma... ma l'avere 2 figlie, l'avere iniziato a pensare al nostro "contenitore" (la Terra) in un modo più consapevole, l'avere visto e capito come ragionano ed agiscono gli esseri umani, l'età che aumenta... tutto un insieme di cose, e di cose successe, mi fa essere molto ma molto perplesso circa il nucleare.
Nucleare sicuro. Sì: finchè non succede niente. Finchè non si rompe un tubo e dell'acqua radioattiva non finisce in giro. Finchè uno tsunami non colpisce la costa e fa salire l'acqua un po' oltre il livello che era stato stimato come massimo possibile. Finchè un qualche funzionario del partito non arriva a comandare una serie di prove in una sala di controllo in Ucraina. Finchè... Troppi finchè. E qui non si parla di cosette circoscritte, della vita (se mai si possa fare una "classifica" o dei ragionamenti cinici sulle vite degli altri...) di qualche decina di persone: se qualcosina va storta rischiano migliaia di persone (se tutto va bene), rischiano aree che se non sono enormi poco ci manca, il prezzo da pagare è con una "scadenza" così in là nel tempo che nemmeno possiamo immaginare compiutamente.
E le scorie, le barre esauste, l'acqua "usata", il cemento armato dei sarcofaghi, e tutto il resto: a chi li lasciamo??? Ai nostri figli??? E solo perchè noi non siamo riusciti a vivere senza un condizionatore per stanza, senza 3 macchine ogni famiglia di 3 persone, senza un frigorifero a 4 porte più un congelatore a pozzetto per ogni casa, e sterei plasma lcd e chi più ne ha più ne metta. Me per primo, ci mancherebbe... Certo, non sono mica cretino, l'energia serve e si usa anche per le produzioni industriali, per gli spostamenti di persone e merci...
Ma se il prezzo deve essere di avere migliaia e migliaia di bombe innescate in giro per il pianeta non penso che il gioco valga la candela. E non mi dovete spiegare che le centrali nucleari non possone esplodere come bombe perchè lo so, è che possono evere degli effetti sul territorio come e forse anche peggio di una bomba...
E se penso a chi sono in mano simili "ordigni", ed a dove sono stati costruiti in moltissimi casi: su faglie, in zone sismiche, vicino a coste instabili. In zone politicamente instabili, ben farcite di fondamentalismi indipendentismi o anarchie varie...
Il presentatore giapponese che si è ammalato, poveraccio, in effetti non si può sapere se si sarebbe ammalato comunque anche senza le verdure contaminate. Avevo letto diverso tempo fa la sua storia, ed avevo subito pensato ai nostri politici che mangiavano il pollo alla diavola nelle piazze quando c'era l'aviaria e, lo ammetto, mi ci era scappato un sorriso amaro.
Non leggo i siti delle agenzie che si occupano di nucleare. Non sono medico. Non sono un fisico. So solo quello che mi ricordo di un ormai lontano liceo scientifico. Insomma, in questa materia sono proprio "l'uomo della strada". E l'uomo della strada quando sente o legge certe cose ha paura. Ecco, parliamo terra terra: io vivo a Roma e se pensassero di fare una sicurissima centrale nucleare nell'agro pontino o nel viterbese penso che farei di tutto per non far mai posare la prima pietra. Sarò "ignorante", ma così è...
Ma... ma l'avere 2 figlie, l'avere iniziato a pensare al nostro "contenitore" (la Terra) in un modo più consapevole, l'avere visto e capito come ragionano ed agiscono gli esseri umani, l'età che aumenta... tutto un insieme di cose, e di cose successe, mi fa essere molto ma molto perplesso circa il nucleare.
Nucleare sicuro. Sì: finchè non succede niente. Finchè non si rompe un tubo e dell'acqua radioattiva non finisce in giro. Finchè uno tsunami non colpisce la costa e fa salire l'acqua un po' oltre il livello che era stato stimato come massimo possibile. Finchè un qualche funzionario del partito non arriva a comandare una serie di prove in una sala di controllo in Ucraina. Finchè... Troppi finchè. E qui non si parla di cosette circoscritte, della vita (se mai si possa fare una "classifica" o dei ragionamenti cinici sulle vite degli altri...) di qualche decina di persone: se qualcosina va storta rischiano migliaia di persone (se tutto va bene), rischiano aree che se non sono enormi poco ci manca, il prezzo da pagare è con una "scadenza" così in là nel tempo che nemmeno possiamo immaginare compiutamente.
E le scorie, le barre esauste, l'acqua "usata", il cemento armato dei sarcofaghi, e tutto il resto: a chi li lasciamo??? Ai nostri figli??? E solo perchè noi non siamo riusciti a vivere senza un condizionatore per stanza, senza 3 macchine ogni famiglia di 3 persone, senza un frigorifero a 4 porte più un congelatore a pozzetto per ogni casa, e sterei plasma lcd e chi più ne ha più ne metta. Me per primo, ci mancherebbe... Certo, non sono mica cretino, l'energia serve e si usa anche per le produzioni industriali, per gli spostamenti di persone e merci...
Ma se il prezzo deve essere di avere migliaia e migliaia di bombe innescate in giro per il pianeta non penso che il gioco valga la candela. E non mi dovete spiegare che le centrali nucleari non possone esplodere come bombe perchè lo so, è che possono evere degli effetti sul territorio come e forse anche peggio di una bomba...
E se penso a chi sono in mano simili "ordigni", ed a dove sono stati costruiti in moltissimi casi: su faglie, in zone sismiche, vicino a coste instabili. In zone politicamente instabili, ben farcite di fondamentalismi indipendentismi o anarchie varie...
Il presentatore giapponese che si è ammalato, poveraccio, in effetti non si può sapere se si sarebbe ammalato comunque anche senza le verdure contaminate. Avevo letto diverso tempo fa la sua storia, ed avevo subito pensato ai nostri politici che mangiavano il pollo alla diavola nelle piazze quando c'era l'aviaria e, lo ammetto, mi ci era scappato un sorriso amaro.
Non leggo i siti delle agenzie che si occupano di nucleare. Non sono medico. Non sono un fisico. So solo quello che mi ricordo di un ormai lontano liceo scientifico. Insomma, in questa materia sono proprio "l'uomo della strada". E l'uomo della strada quando sente o legge certe cose ha paura. Ecco, parliamo terra terra: io vivo a Roma e se pensassero di fare una sicurissima centrale nucleare nell'agro pontino o nel viterbese penso che farei di tutto per non far mai posare la prima pietra. Sarò "ignorante", ma così è...