La LOBBY Ebraica: cos'è?

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desertstorm
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La LOBBY Ebraica: cos'è?

#1 Messaggio da leggere da desertstorm »

Mi stavo informando in rete su alcune Lobby che controllano i mercati finanziari mondiali, in particolare le lobby farmaceutiche.
Leggendo leggendo sono "incappato" in questi due interessanti articoli, scritti da persone non sconosciute.

Esiste la lobby ebraica?

di Manno Mauro

Solo pochi anni fa, chi osava porre questa domanda veniva subito tacciato di «antisemitismo». E non solo da sionisti o ebrei, ma soprattutto da personaggi di ‘sinistra’.
Fa meraviglia che oggi la cosiddetta ‘sinistra’, e non solo quella non-alternativa, sia scivolata nel pantano ripugnante dei sostenitori del sionismo, delle colonie, di Israele, e dei suoi innumerevoli e sempre nuovi crimini? No nessuna meraviglia. É la logica conseguenza di scelte sciagurate di tanti anni fa. Quando si definisce il sionismo ‘lotta di liberazione degli ebrei’, di tutti gli ebrei, anche dei non-sionisti o dei non israeliani, allora è logico dire che chi si oppone a Israele, cioè al frutto della ‘lotta di liberazione’ è solo un «antisemita», non vuole che gli ebrei siano liberati, li vuole semplicemente sopprimere. Ma se il sionismo è la ‘lotta di liberazione degli ebrei’, perché tanti ebrei, comunisti, socialisti, semplicemente democratici, si sono opposti al sionismo? erano contro la loro liberazione? Perché oggi questo genere di persone continua ad esistere nella comunità ebraica mondiale?
Una lotta di liberazione è tale perché libera un territorio da una potenza coloniale, non dai suoi abitanti. Il sionismo invece ha patteggiato con l’impero britannico il possesso della Palestina e infine l’ha ‘liberata’ dei suoi abitanti palestinesi, per costruire uno Stato che oggi costituisce la punta di diamante dell’imperialismo occidentale, quello americano in testa.
Prima ancora che lo dicessero i sionisti o Israele, la ‘sinistra’ italiana, confondendo sionismo e ebraismo, lanciava a destra e a manca facili accuse di «antisemitismo». Oggi che la destra storica è filo-israeliana perché è filo-imperialista e filo-americana, la sinistra si trova spiazzata. Gli antisemiti storici sono diventati filo-semiti, Fini e la stessa Mussolini sono buoni amici di Israele, anzi accusano la ‘sinistra’ di tradire Israele e di essere inconsapevolmente a fianco dei ‘terroristi’. Gli unici «antisemiti» oggi sono gli anti-imperialisti, gli «anti-americani», coloro che combattono il sionismo e Israele.

Fassino si dichiara apertamente e senza vergogna ‘sionista’, Bertinotti sostiene che “è difficile criticare Israele”, la maggior parte dei sostenitori di Israele però preferisce tacere, il che, davanti ai crimini di guerra e quelli contro l’umanità che Israele commette tutti i giorni (oggi a Gaza e in Libano), equivale a un chiaro sostegno. Chi tace acconsente. I più ‘coraggiosi’ si spingono tanto in avanti da sussurrare a labbra strette che le risposte di Israele “sono sproporzionate”. Sproporzionate? Distruggere un paese, uccidere centinaia di civili, creare un disastro umanitario dislocando 700 000 persone per ottenere il rilascio di due soldati rapiti è solo una risposta ‘sproporzionata’?
Si dice poi che quella di Israele è ‘una risposta’ al rapimento dei soldati e quindi in qualche modo la si giustifica. Una risposta? Chi ha cominciato a rapire militanti palestinesi, o a ucciderli, in retate e assalti ai territori palestinesi. Sono circa 8 000 i palestinesi rapiti, in carcere senza processo e accuse, come a Guantànamo, ci sono anche donne e ragazzi,. Ci sono ancora resistenti libanesi nelle prigioni israeliane anche se la resistenza all’occupazione del Libano meridionale ha cacciato gli Israeliani nel 2000. Di questi i nostri ‘sinistri’ o ‘sionistri’ non dicono niente?
Ma «Israele ha il diritto di difendersi» dice Bush su suggerimento di Olmert. «Israele ha il diritto di difendersi» grida la sionistra in coro, compreso Bertinotti. Certo è naturale, chi è attaccato ha diritto di difendersi. Non lo si può certo negare. Ma le cose non stanno così. Gli attaccati, dal 1948, sono i palestinesi, l’intero mondo arabo. Si toglie loro la Palestina la si dà ai sionisti, si impedisce la nascita di uno Stato palestinese, si conquistano e non si rendono territori arabi, si sommergono i paesi vicini di profughi palestinesi, si invadono e si distruggono con mille pretesti i paesi vicini, e tutto questo non è attaccare? Per chi accetta l’esistenza dello Stato sionista, nato da un sopruso imperialista e non da una ‘lotta di liberazione’, è logico dire che esso è attaccato, soprattutto perché è alleato dell’Occidente. E poi è uno Stato «democratico» e chi lo attacca è «terrorista». Per chi non accetta lo stato sionista, proprio perché è nato da un sopruso imperialista (anche se camuffato con il travestimento della ‘Legalità Internazionale’), è logico schierarsi con gli oppressi, con i palestinesi, con i senza Stato, i profughi, i «terroristi». Noi proponiamo che in Palestina si giunga al più presto alla costituzione di un solo Stato Democratico per palestinesi ed ebrei (un uomo, un voto). Come è successo in Sud Africa. Ma questo comporta lo scioglimento dello Stato sionista per soli ebrei, uno Stato di apartheid. Come era il Sud Africa prima della liberazione.
Perché questa posizione ragionevole e democratica, che permetterebbe, tra l’altro, agli ebrei di liberarsi veramente della loro mentalità da ghetto (Israele è uno Stato-Ghetto per soli ebrei), non si afferma nel mondo tra i democratici, nella sinistra, anche se essa si richiama a valori umanitari, di uguaglianza, di tolleranza, ai princìpi di democrazia e di libertà?
Qualcuno dirà: perché la sinistra ha tradito i suoi stessi principi e valori fondanti. Certo. Ma questa risposta non ci soddisfa.

Torniamo alla domanda iniziale: Esiste la lobby ebraica?

Leggendo le parole di Jeff Blankfort, un ebreo anti-sionista coerente e coraggioso,[1] possiamo capire come gli Stati Uniti d’America, avendo venduto le loro istituzioni parlamentari alla lobby ebraica, si presentino in Medio Oriente operando contro quei principi di libertà e uguaglianza che tanto spesso proclamano essere i valori fondanti della loro democrazia Certo gli Stati Uniti sono imperialisti, ma cosa ci guadagnano dall’essere complici e responsabili della mancata nascita di uno Stato palestinese, seppur piccolo e striminzito? Cosa perdono invece, con la loro incondizionata politica pro-israeliana, in termini di influenza presso i paesi arabi? Non sono poi Israele e la lobby ebraica che spingono gli Stati Uniti contro i popoli arabi? Cosa ci guadagnano oggi gli Stati Uniti acconsentendo alla distruzione del Libano? La lezione dell’11 settembre non sono stati capaci di capirla bene. Forse perché la lobby ebraica americana ha impedito che si sviluppasse un dibattito serio sui frutti di una politica estera totalmente pro-israeliana. L’imperialismo americano, pur restando imperialista, avrebbe tutto da guadagnare da un atteggiamento più equidistante. Anzi riuscirebbe forse a perseguire meglio i suoi obiettivi almeno in relazione ai regimi arabi filo-occidentali che hanno sempre più difficoltà a gestire le masse arabe solidali con i palestinesi e fortemente anti-israeliane e sempre più anche anti-occidentali. Jeff Blankfort è un ebreo coraggioso perchè denuncia da tempo, inflessibilmente l’operato e il potere della lobby ebraica. Oggi, dopo la guerra in Iraq, le cose stanno cambiando anche in America. I sionisti continuano ad accusare di «antisemitismo» che denuncia la lobby ebraica, ma la loro arma appare ormai spuntata. Due studiosi americani Mearsheimer e Walt hanno pubblicato uno studio dettagliato sulla lobby. Il dibattito è stato aperto, non lo si può più fermare. Assistiamo al crollo di un tabù, era ora! C’è voluta la bravata sionista di far invadere l’Iraq per conto di Israele all’esercito americano. C’è voluto questa guerra disastrosa per l’America e ci sono voluti circa 3 000 suoi GIs morti per Israele.
.
In Italia, esiste la lobby ebraica? Non solo esiste ma è forte e, fatto grave, non ha oppositori o persone che ne denunciano la pericolosità. Il partito Radicale di Pannella-Bonino-Capezzone prende soldi e ordini da Tel Aviv. Il governo (con le nostre tasse) gli paga, stupidamente, la gestione faziosa e sionista di Radio Radicale. Perché sono tanto interessati a piazzare loro accoliti in ministeri come gli Esteri, la Difesa, le Relazioni col Parlamento europeo? Perché non la Sanità, la Pubblica Istruzione, per esempio? A parte le considerazioni sulla loro forza elettorale, è chiaro che a loro interessano quei ministeri che hanno a che fare con gli Stati Uniti e Israele. Perché si muovono da destra a sinistra a seconda delle possibilità di vittoria dell’uno o l’altro polo? Per entrare comunque al governo, qualsiasi esso sia, per fare gli interessi d’Israele.
E veniamo al Giornale-Partito-Sionista-Italiano “La Repubblica” dell’ebreo sionista De Benedetti. Schierato con la sionistra esercita una grande influenza sul gruppo dirigente DS e in mille modi ne condiziona la politica e la cultura. É riuscito a sostituire ‘L’Unità’ come giornale del partito di maggior peso nell’Unione. Esercita anche una nefasta influenza culturale nella società. I DS, non più un partito di militanti ma un movimento elettorale e d’opinione, non era più in grado di mantenere in vita il giornale del partito con le sottoscrizioni e i festival, per cui hanno accettato l’offerta di sionizzarsi con De Benedetti. Il glorioso ‘L’Unità’ di un tempo è stato dato in gestione ad un altro ebreo sionista, Furio Colombo, ex-uomo Fiat e amico di Kissinger, che lo mantiene in vita con i denari (ancora) di De Benedetti. Responsabile di questa resa incondizionata è soprattutto Fassino. La lobby ebraica italiana, come il Partito Radicale, lavora a destra e a sinistra, sui due tavoli del potere. Così è riuscita a piazzare Feltri al giornale ‘Libero’ di Berlusconi, e in più vari suoi uomini in altri giornali e alla televisione. Mieli alla direzione del ‘Corriere’, l’infuocata Fiamma Nierenstein alla ‘Stampa’, Clemente Mimoun, al TG1, il suo amico Enrico Mentana a Canale 5. Ci limitiamo ai posti dirigenti, non accenniamo nemmeno ai semplici giornalisti. La comunità ebraica italiana conta circa 40 000 membri. C’è una città italiana con una popolazione di queste dimensioni da cui provengono tanti direttori di giornali e telegiornali così importanti? Immaginate tanti direttori di Media provenienti da Merano (Meran) e tutti osannanti alla politica austriaca o tedesca. C’è evidentemente una strategia di attenzione ai Media italiani da parte della lobby ebraica italiana (e internazionale). La stessa strategia risultata vincente in America. Oggi poi dobbiamo aggiungere Sky (in America: Fox) del famigerato Rupert Murdoch, australiano di nascita, ma da madre ebrea e quindi vero ebreo. Questo amico di Sharon ha avuto un ruolo mondiale importante nell’orientare l’opinione pubblica a favore della guerra in Iraq e a favore di Israele. É uno strumento importante nella cosiddetta «guerra al terrore» di USA e Israele, o meglio di USrael. Tutti se la prendono con gli sciocchi vanitosi uomini bandiera Ferrara e Fede, nessuno nota le vere forze vive del sionismo in Italia.



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Uno sguardo sulla potente Lobby Ebraica

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Di Mark Weber

Mark Weber è il direttore del Institute for Historical Review.
Ha studiato storia all'università dell'Illinois (Chicago), all'Università di Monaco di Baviera, alla Università statale di Portland e all'Indiana University (M.A.,1977). Per nove anni è stato editore della prestigiosa rivista dell' IHR il Journal of Historical Review.

Institute for Historical Review Http://www.ihr.org



Per decenni Israele ha violato i principi codificati del diritto internazionale e sfidato numerose risoluzioni
delle Nazioni Unite a proposito dei territori palestinesi occupati, delle uccisioni extra giudiziarie e dei suoi
ripetuti atti d'aggressione militare. Gran parte del mondo considera la politica israeliana, e specialmente
la sua oppressione dei Palestinesi, come vergognosa e criminale. Questa opinione comune internazionale
è riflessa, per esempio, in numerose risoluzioni dell'ONU che condannano Israele e che sono state approvate
da schiaccianti maggioranze.

"Il mondo intero" - ha recentemente affermato il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan - "chiede
che Israele si ritiri (dai territori palestinesi occupati). Ed io non credo che il mondo intero... possa essere in
errore." (1)

Solo negli Stati Uniti i politici ed i media sostengono ancora fedelmente Israele e la sua politica. Per decenni
gli Stati Uniti hanno fornito ad Israele un cruciale sostegno militare, diplomatico e finanziario oltre ad un aiuto
economico annuo di più di tre miliardi di dollari. Perché gli Stati Uniti restano il solo bastione di supporto per
Israele? Il Vescovo del Sud Africa Desmond Tutu, che fu insignito nel 1984 del premio Nobel per la Pace,
ha candidamente illustrato la ragione:

"Il governo d'Israele è posto su di un piedistallo (negli Stati Uniti) e la sua critica è immediatamente sospettata
d'antisemitismo. La gente di questo paese ha paura di dire pane al pane e vino al vino perché la lobby ebraica
è potente, molto potente." (2)

Il Vescovo Tutu dice il vero. Sebbene gli ebrei costituiscano solo circa il tre per cento della popolazione degli
Stati Uniti, essi controllano un immenso potere ed esercitano un'influenza molto maggiore di quella d'ogni altro
gruppo etnico o religioso.

Come l'autore ebreo e professore di Scienze Politiche Benjamin Ginsberg ha argutamente mostrato:

"Dagli anni sessanta gli ebrei sono arrivati a detenere una considerevole influenza in
America sull'economia, la cultura, la vita politica ed intellettuale. Gli ebrei hanno giocato un ruolo centrale nella
finanza americana durante gli anni ottanta ed essi sono stati i maggiori beneficiari di fusioni e riorganizzazioni
economiche. Oggi, sebbene appena il 2% della popolazione nazionale sia ebraica, quasi la metà dei suoi
miliardari è ebrea. I vertici degli uffici esecutivi dei tre maggiori network televisivi e i quattro maggiori proprietari
degli studios cinematografici sono ebrei come i proprietari dei più influenti giornali, il New York Times... Il ruolo e
l'influenza degli ebrei nella politica americana è egualmente significativo...

Gli ebrei sono meno del tre per cento della popolazione nazionale ma comprendono l'undici per cento di quello
che gli studi definiscono l'élite nazionale. Inoltre gli ebrei costituiscono più del 25% delle élite giornalistica e
editoriale, più del 17% dei leader d'importanti organizzazioni di volontariato ed interesse pubblico e più del 15%
degli alti ranghi dell'amministrazione statale." (3)

Stephen Steinlights ex-direttore del National Affairs of the American Jews Committeee similmente rilevava "lo
spropositato potere politico" degli ebrei che è "senza dubbio il più grande rispetto ad ogni altro gruppo
etnico/culturale in America." Egli proseguiva spiegando che "il potere e l' influenza economica degli ebrei sono
concentrate in modo spropositato a Hollywood, nella televisione e nell'industria mediatica." (4)

Due ben noti scrittori ebrei, Seymour Lipset ed Earl Raab scrivevano nel loro libro Jews and the New American
Scene del 1995:

"Durante gli ultimi tre decenni, gli ebrei (negli Stati Uniti) hanno superato il 50% tra i maggiori 200 intellettuali...
il 20% tra i professori nelle università più prestigiose... il 40% tra i soci dei maggiori studi legali a New York e
a Washington... il 59% dei direttori, scrittori, e dei produttori delle 50 maggiori pellicole cinematografiche dal 1965
al 1982, e il 58% dei direttori, scrittori e produttori in due o più serie televisive di prima serata." (5)

L'influenza dell'ebraismo americano a Washington, notava il quotidiano israeliano Jerusalem Post "è largamente
sproporzionata rispetto alle dimensioni della comunità, ammettono i leader ebrei ed americani. Ma così è
l'ammontare della somma di denaro che essi elargiscono per le campagne (elettorali)." Uno dei membri dell'influente
Conference of Presidents of Major American Jewish Organizations "stimava che gli ebrei hanno da soli
contribuito con il 50% dei fondi per la campagna di rielezione del Presidente Bill Clinton del 1996." (6)

"E' completamente privo di senso cercare di negare la realtà del potere ebraico ed il suo predominio nella cultura
popolare" ammette Michael Medved un noto scrittore e critico cinematografico ebreo "Ogni lista dei più
influenti produttori cinematografici produrrebbe una preponderante maggioranza di riconoscibili nomi ebraici." (7)

Una delle persone che ha più attentamente studiato questo argomento è Jonathan J. Goldberg, adesso editore
dell'influente settimanale della comunità ebrea Forward. Nel suo libro Jewish Power del 1996 scriveva:

"Nei settori chiave dei media, specialmente negli studi cinematografici di Hollywood, gli Ebrei sono così
numericamente dominanti che definire questi affari sotto controllo ebreo è poco più che un'osservazione statistica...

Hollywood alla fine del ventesimo secolo è ancora un'industria con una pronunciata coloritura etnica. Praticamente
tutti i capi delle produzioni cinematografiche sono ebrei. Scrittori, produttori, e anche i meno evoluti direttori
sono in larga maggioranza ebrei - un recente studio ha mostrato come superino il 59% tra i produttori di film a
budget più elevato. Il peso di tanti ebrei in una delle più lucrose ed importanti industrie americane conferisce
loro uno straordinario potere politico.

Essi sono la maggior riserva di denaro per i candidati Democratici." (8)

Specularmente alla loro forte presenza nei media americani gli ebrei sono abitualmente descritti come molto
intelligenti, altruistici, degni di fede, compassionevoli e meritevoli di simpatia e sostegno. Mentre milioni di
americani si adattavano prontamente a queste immagini stereotipate qualcuno non si lasciava impressionare.
"Sono molto arrabbiato con qualcuno degli ebrei" - dichiarava l'attore Marlon Brando in un intervista del 1996 - "essi
sanno perfettamente che tipo di responsabilità possiedono... Hollywood è governato dagli ebrei, ed essi dovrebbero
manifestare una grande sensibilità per la gente che sta soffrendo." (9)

A Well-Entrenched Factor

Il potere d'intimidazione della "lobby ebraica" non è un fenomeno recente, ma è stato da molto tempo un
importante fattore della vita sociale americana.

Nel 1941 Charles Lindbergh parlò della pericolosità del potere ebraico nei media e nel governo. Il timido trentanovenne
- famoso in tutto il mondo per il suo primo ed epico volo transatlantico del 1927 da New York a Parigi, - si rivolgeva
a settemila persone a Des Moines, Iowa, l'undici settembre del 1941 illustrando il pericolo del coinvolgimento
degli Stati Uniti nella guerra che si stava svolgendo in Europa. Egli spiegò che i tre più importanti gruppi di pressione
che spingevano gli Stati Uniti verso la guerra erano i britannici, gli ebrei e l'amministrazione di Roosevelt.

A proposito degli ebrei egli disse: "Il più grande pericolo per questo paese sta nelle loro immense proprietà e nella
loro grande influenza nel nostro cinema, sulla nostra stampa, la nostra radio e il nostro governo."

E aggiunse:

"Per ragioni che sono comprensibili dal loro punto di vista, che non è il nostro per il motivo che essi non sono
americani, desiderano coinvolgerci nella guerra. Noi non possiamo biasimarli poiché essi perseguono quelli che
ritengono essere i loro interessi ma dobbiamo difendere i nostri. Noi non possiamo seguire le naturali pulsioni e
i pregiudizi degli altri popoli per condurre il nostro paese alla distruzione."

Nel 1978, l'autore ebreo americano Alfred M. Lilienthal scrisse nel suo dettagliato studio The Zionist Connection
scrisse:

"Come è stata imposta la volontà sionista al popolo americano?... E' la 'Jewish connection', la solidarietà
tribale tra correligionari, l'incredibile vantaggio sui non ebrei, che ha forgiato questo potere senza precedenti... Nelle
grandi aree metropolitane la 'Jewish-Zionist connection' pervade completamente gli influenti circoli finanziari,
commerciali, sociali e ricreativi." (10)

Il risultato del dominio ebraico sui media, scriveva Lilienthal, è che la copertura informativa delle notizie sul conflitto
Israelo - Palestinese nella televisione e sulla stampa americana è inesorabilmente a favore d'Israele. Ciò si manifesta
per esempio nel deformante ritratto del "terrorismo" palestinese. Come puntualizza Lilienthal: "I reportage
unilaterali sul terrorismo, in cui la causa non è mai relazionata all'effetto, sono possibili perché la più efficiente parte
della 'Jewish connection' è probabilmente il controllo dei media."

One - sided 'Holocaust' History

Il controllo ebraico della vita culturale ed accademica ha avuto un profondo impatto sul modo in cui gli americani
guardano al loro passato. In nessun posto più che nella campagna mediatica sull'Olocausto e sul destino
degli ebrei in Europa durante la seconda guerra mondiale la visione giudeo - centrica della storia è più radicata.

Lo storico israeliano Yehuda Bauer professore all'università ebraica di Gerusalemme ed esperto dell'Olocausto
ha notato:

"Sia se presentato realisticamente o in modo inautentico, sia se compatibile con i fatti storici o in
contraddizione con questi, sia se rappresentato con empatia e comprensione o come un monumento al kitsch,
l'olocausto è diventato un simbolo dominante della nostra cultura. Difficilmente trascorre un mese senza una
nuova produzione televisiva, un nuovo film, un nuovo spettacolo, dei nuovi libri di prosa o poesia commercializzino
il tema, e il flusso è in crescita più che in diminuzione." (11)

Le sofferenze dei non-ebrei non meritano le stesse attenzioni. Fuori dal focus della vittimizzazione ebraica sono,
per esempio, i milioni di vittime del colonialismo, quelle della Russia stalinista, più di dieci milioni di vittime del
regime maoista in Cina e dai 12 ai 14 milioni di tedeschi, vittime della fuga e delle espulsioni dal 1944 - 1949 in
cui circa due milioni persero la vita.

La ben finanziata campagna mediatica ed 'educativa' sull'Olocausto è di cruciale importanza per gli interessi di Israele.
Paula Hyman professore di storia ebraica moderna all'università di Yale ha osservato:

"Con i ringraziamenti d'Israele, l'Olocausto può essere usato per prevenire le critiche politiche e sopprimere il
dibattito; esso rinforza il senso degli ebrei di essere un popolo assediato che può difendersi solo facendo
affidamento solo su se stesso. L'invocazione delle sofferenze patite dagli ebrei sotto i nazisti,spesso, occupa
il posto delle argomentazioni razionali ed è usato per convincere i dubbiosi della legittimità dell'attuale politica
del governo d'Israele." (12)

Norman Finkelstein, autore ebreo che insegna scienze politiche all'università di New York (Hunter College),
scrive nel suo libro, The Holocaust Industry [ed. italiana "'industria dell'Olocausto" Rizzoli 2002] "invocare
l'Olocausto" è "un espediente per delegittimizzare ogni critica rivolta agli ebrei". (13) "Attraverso il conferimento delle
totale impunità degli ebrei, il dogma dell'Olocausto immunizza Israele e l'ebraismo americano da ogni legittima
censura... L'ebraismo organizzato ha sfruttato l'olocausto nazista per deviare le critiche rivolte ad Israele e la sua
moralmente indifendibile politica." Egli scrive della vergognosa "estorsione di denaro" fatta alla Germania, alla
Svizzera e ad altri paesi da Israele e dalle organizzazioni ebraiche "per estorcere miliardi di dollari." "L'Olocausto"
- predice Finkelstein - "può trasformarsi nella più grande rapina della storia del genere umano."

"Gli ebrei in Israele si sentono liberi di effettuare ogni atto di brutalità contro gli arabi"- scrive il giornalista israeliano
Ari Shavit - "credendo con certezza assoluta, che ora, con la Casa Bianca, il Senato e molti dei media americani
nelle loro mani, la vita degli altri non conta come quella ebraica." (14)

L'Ammiraglio Thomas Moorer, ultimo presidente del US Joint Chiefs of Staff, ha parlato con schiettezza esasperata
della supremazia ebraico-israeliana negli Stati uniti:

"Non ho mai visto un presidente - non importa chi egli sia - che li abbia contrastati (gli israeliani). E'difficile anche
solo immaginarlo. Essi hanno sempre ottenuto quello che vogliono. Gli israeliani sanno sempre quello che succede.
Arrivai al punto che mi era impossibile scrivere qualcosa sull'argomento. Se il popolo americano capisse che tipo
di dominio questa gente ha sul nostro governo insorgerebbe in armi. I nostri cittadini certamente non hanno nessun
idea di quello che succede." (15)

Oggi il pericolo è più grande che mai. Israele e le organizzazioni ebraiche, in collaborazione con le lobby filo-sioniste
di questo paese stanno incitando gli Stati Uniti - la maggior potenza mondiale militare ed economica - ad una
nuova guerra contro i nemici d'Israele. Come ha recentemente riconosciuto l'ambasciatore francese a Londra,
Israele - che egli ha definito "that shitty little country" - è una minaccia per la pace mondiale. "Perché il mondo
dovrebbe rischiare a causa di questa gente la terza guerra mondiale?" (16)

Riassumendo: gli ebrei controllano un immenso potere ed esercitano una pesante influenza negli Stati Uniti.
"La lobby ebraica" è un fattore decisivo per il sostegno statunitense ad Israele. Gli interessi ebraico-sionisti non
sono identici agli interessi americani. Nei fatti, spesso, sono in conflitto. Fino a che la potentissima lobby ebraica
rimarrà al suo posto non ci sarà fine alla sistematica distorsione degli avvenimenti presenti e della storia, alla
dominazione ebraico - sionista del sistema politico degli Stati Uniti, all'oppressione sionista in Palestina, al
sanguinoso conflitto tra ebrei e non-ebrei nel Medio Oriente e alla minaccia israeliana alla pace.



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Cosa ne pensate?
Ne eravate a conoscenza della lobby Ebraica?

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Re: La LOBBY Ebraica: cos'è?

#2 Messaggio da leggere da PILLO »

Dico solo una cosa...stai camminando su un terreno minato ... :)

Aggiungo : l'argomento risale perlomeno a 80 anni fa..chi vuol capire capisce.

Anche Shakespeare in tempi non sospetti se ne era accorto.il personaggio di Shylock nel Mercante di Venezia non e' una casualita'...
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Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.
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Re: La LOBBY Ebraica: cos'è?

#3 Messaggio da leggere da desertstorm »

PILLO ha scritto:Dico solo una cosa...stai camminando su un terreno minato ... :)
Chissà perchè, durante questa lettura, ho avuto questa sensazione.

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Re: La LOBBY Ebraica: cos'è?

#4 Messaggio da leggere da giuseppe122 »

Concordo.......meglio lasciar perdere
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Re: La LOBBY Ebraica: cos'è?

#5 Messaggio da leggere da SUPERFRA »

Quoto ... non vorrei i botti di fine anno , se sei d'accordo chiudi :8
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desertstorm
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Re: La LOBBY Ebraica: cos'è?

#6 Messaggio da leggere da desertstorm »

Bhe ragazzi, per me non è un problema e mi conoscete, non sono certo il tipo da attizzare il fuoco tra noi :)) :))

Il mio, era solo un modo per capire cosa c'è di vero e se ne sapevate qualcosa di più , ma da quelle poche parole che avete espresso mi sa che la cosa "spaventa" solo a sentirne parlare.

:)) :))

Per me nessun problema qualunque sia la vostra decisione, preferisco la vostra amicizia al topic :)

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jpm
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Re: La LOBBY Ebraica: cos'è?

#7 Messaggio da leggere da jpm »

Altro che botti!
Agostino, mi fa sempre piacere quando qualcuno vuole approfondire un qualsiasi argomento in rete.
Ma proprio perché c'è la rete bisogna non solo controllare le fonti ma anche chi le fornisce, ed anche chi gli suggerisce di fornirle, ed anche quello di prima... fino ad arrivare al fatto o alla notizia originale.
Ora, premesso che quando si parla di "llobbi e gombloddi" bisogna SEMPRE partire dall'idea che la cosa sia spudoratamente falsa...
... non possiamo, in questo Forum, accettare che si facciano riferimenti ad un partito neonazista americano, negatore dell'olocausto (anche se un po' tutti, del giorno della memoria, ne abbiamo piene le bocce... ne facessero uno anche per gli indiani d'America almeno).
Purtroppo sono consapevole della facilità con cui si può "inciampare" nei tranelli della rete, dove una bufala o una leggenda diventano verità dopo un tot di condivisioni o visualizzazioni.

Peraltro, conoscendoti ed essendo sicuro della tua totale buona fede, ti lascio lo spazio per replicare... dopodiché chiuderò l'argomento :sorry:
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desertstorm
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Re: La LOBBY Ebraica: cos'è?

#8 Messaggio da leggere da desertstorm »

desertstorm ha scritto:
Per me nessun problema qualunque sia la vostra decisione, preferisco la vostra amicizia al topic :)

:)

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